«Sul porticciolo di Pastena serve una linea chiara: sviluppo sì, ma non a costo di snaturare il quartiere». A dirlo Mimmo Ventura, candidato sindaco con Dimensione Bandecchi, la lista a suo sostegno per le prossime elezioni amministrative.
La variante per Porta Ovest e l’azione del commissario prefettizio. Cosa c’è che non va?
«Su Porta Ovest il problema non è solo tecnico, è politico: quando un’opera strategica accumula anni di ritardi, ulteriori stanziamenti e continue promesse, la responsabilità ricade su chi ha governato Salerno e la Campania per così tanto tempo. De Luca non può continuare a raccontare quest’opera come un successo mentre i cittadini convivono con disagi, incertezze e danni per i residenti. Il commissario prefettizio deve pretendere verità, tempi certi e tutela per chi vive in quell’area».
Porto commerciale ma anche porticciolo: cosa bisogna fare?
«Sul porticciolo di Pastena serve una linea chiara: sviluppo sì, ma non a costo di snaturare il quartiere. Il progetto del Marina di Pastena è dentro una programmazione pubblica e prevede centinaia di posti barca e nuovi servizi; quindi, proprio per questo la politica deve garantire che non diventi l’ennesima operazione calata dall’alto. E qui il punto politico è semplice: la politica in questa città ha sempre preferito decidere per la città invece che con la città. Io penso invece che residenti, pescatori e comunità debbano essere ascoltati prima di qualsiasi scelta definitiva».
Il gruppo Marinelli, impegnato nei lavori dell’ex D’Agostino, ha avuto una interdittiva antimafia definitiva ma dal Comune nessuna reazione. Possibile?
«Io non faccio il magistrato, ma il Comune ha il dovere politico e amministrativo di spiegare ai cittadini quali verifiche ha attivato e quali atti intende assumere nel pieno rispetto della legge».
La grave crisi del commercio salernitano e il centro storico ormai irriconoscibile: come bisogna intervenire?
«La crisi del commercio salernitano è sotto gli occhi di tutti: negli ultimi anni è stato segnalato un calo del dettaglio nel centro storico, mentre la città discute di desertificazione commerciale e di strumenti come il Distretto urbano del commercio. Qui l’attacco politico è inevitabile: chi ha governato Salerno per decenni non può accorgersi solo adesso che il centro storico sta perdendo identità. Servono regole contro la saturazione delle stesse attività, sostegno alle botteghe storiche e un patto sugli affitti, non le solite passerelle. Io propongo tre cose: stop alla saturazione delle stesse licenze, sostegno alle botteghe storiche e di prossimità, e un patto con i proprietari per canoni più realistici».
I lavori del nuovo ospedale prevedevano turni di lavoro 24 ore su 24 ma da mesi proseguono a rilento. Nessuno ne parla…
«Sul nuovo ospedale sono stati fatti annunci molto precisi: si parlava di tre turni sulle 24 ore e di un cronoprogramma definito. Se oggi il cantiere procede a rilento, De Luca deve smettere di fare il dominus degli annunci e assumersi la responsabilità politica dei ritardi. In questa città si è governato troppo con la propaganda e troppo poco con i risultati».
Il degrado del vecchio Vestuti, anema e core dei salernitani. Tutti ne parlano ma nessuno interviene…
«Il Vestuti è un simbolo di Salerno, e lo stesso Comune lo ha inserito in una visione di riqualificazione con sport, servizi, commercio e parcheggi, mentre da anni si denuncia pubblicamente il degrado dell’area. Anche qui De Luca non può cavarsela con le promesse ripetute: dopo tanti anni di potere, se un luogo simbolico è ancora in abbandono la responsabilità è politica, non del destino. I salernitani meritano opere vere, non annunci che ritornano a ogni stagione elettorale».
Una battuta sul lavoro per i giovani, servono sostegni e incentivi.
«Per i giovani servono incentivi alle assunzioni stabili, sostegno a chi apre attività innovative e un collegamento serio tra formazione e impresa. E qui sta il fallimento di una classe dirigente che ha governato per decenni ma non ha costruito abbastanza opportunità per trattenere i ragazzi a Salerno. De Luca ha incarnato il potere, ma il potere senza ricambio e senza prospettive produce soltanto emigrazione e precarietà».
La crisi del Ruggi e il caos del pronto soccorso, tante polemiche ma nessuna iniziativa
«Sul Ruggi non bastano più le rassicurazioni: il pronto soccorso è finito al centro di polemiche durissime e di verifiche interne dopo la diffusione di video che hanno scosso l’opinione pubblica.
Il punto politico è che chi ha guidato la sanità regionale per dieci anni non può chiamarsi fuori. De Luca deve rispondere di una sanità in cui cittadini e operatori vivono ogni giorno disservizi, attese e caos organizzativo»
Via Federico Della Monica: lavori per un nuovo fabbricato ma, a parte la mancanza di distanza dalla ferrovia, lo spazio doveva essere riservato ad attrezzature pubbliche e attività produttive, compresa la fermata della metropolitana. Nessuno denuncia…
«Su via Federico Della Monica bisogna pretendere accesso agli atti, verifica urbanistica e chiarezza assoluta sulla compatibilità dell’intervento con l’interesse pubblico. Anche qui il problema è politico: a Salerno si è consolidata l’idea che tutto possa essere deciso da pochi, senza un vero confronto pubblico. È esattamente questo il modello di potere che contesto a De Luca».
Il caso della struttura in stile liberty delle ex Mcm che il Comune ha abbandonato.
«Sulla struttura liberty delle ex MCM il Comune ha il dovere di dire perché si è arrivati all’abbandono e quale destino concreto si vuole dare a quell’immobile. De Luca ha costruito la propria immagine sull’idea della trasformazione urbana, ma una città non si governa con la narrazione: si governa recuperando davvero il patrimonio storico e impedendone il degrado. Se i simboli vengono lasciati a sé stessi, allora la propaganda crolla davanti ai fatti».
Infine si faccia una domanda e sia una risposta…
«Domanda: non pensa che il ritorno politico di Vincenzo De Luca sulla scena salernitana, dopo le dimissioni del sindaco e l’arrivo del commissario prefettizio, dimostri che questo sistema di potere non riesce ad accettare né ricambio né autonomia della città? Risposta: sì, lo penso con convinzione. Dopo essere stato sindaco di Salerno in più mandati e presidente della Regione Campania dal 2015 al 2025, De Luca non può presentarsi come il futuro: rappresenta un potere che torna sempre su se stesso. Salerno ha bisogno di una stagione nuova, non dell’ennesimo ritorno dell’uomo solo al comando».





