di Erika Noschese
Il sindaco di Bellosguardo, Geppino Parente, è il nuovo presidente della Provincia di Salerno. Con 45.387 voti ponderati, pari al 60,22% dei consensi, il candidato del centrosinistra, espressione del Pd, assume la guida di Palazzo Sant’Agostino, superando lo sfidante del centrodestra, Pasquale Aliberti, fermo a 29.987 voti (39,78%). Dato da non sottovalutare è l’affluenza, in netto calo rispetto alla precedente tornata elettorale: alle ore 2 di ieri hanno votato 1.249 amministratori, tra sindaci e consiglieri comunali, su 1.935 aventi diritto, per una percentuale del 64,55%. Un dato che fa riflettere, se si considera che Vincenzo Napoli, presidente decaduto dopo le dimissioni da sindaco della città di Salerno, aveva registrato un’affluenza pari all’87,59%. «Inutile dire che sono molto soddisfatto: è un attestato di grande fiducia, soprattutto perché abbiamo rappresentato un’idea di provincia legata ai territori. Questo è un dato importante – ha dichiarato il neo presidente di Palazzo Sant’Agostino –. Rappresentiamo la volontà di tenere insieme la comunità salernitana e questo è stato premiato, al di là delle proposte del centrodestra che, per certi versi, erano inesistenti. Dal punto di vista programmatico è passata un’idea di Provincia che si rialza dopo la legge Delrio e ricomincia a programmare ciò che deve fare». Parente accende poi i riflettori sugli investimenti per le grandi opere: «Ci sono circa 350 milioni di euro di interventi pronti e appaltati, ai quali va dato seguito, ma serve anche una nuova visione che possa rimettere in piedi, una volta rientrati dal piano di rientro, l’idea di una Provincia dei territori. Il voto che abbiamo ottenuto, sia nelle aree più urbanizzate sia nei piccoli centri, è stato unitario: questo è il dato politicamente più rilevante e ci impegna ancora di più a lavorare». Il neo presidente rivendica quindi il risultato della coalizione: «Questo risultato appartiene a chi ha scelto una candidatura unitaria: è un voto al centrosinistra che ci mette nelle condizioni di lavorare bene. Ringrazio i piccoli e i grandi comuni che ci hanno dato fiducia. Da qui inizia una nuova responsabilità». Parente smentisce poi le voci su un possibile mandato a termine: «Si tratta di una sciocchezza messa in giro dall’altro candidato. Nessuno mi ha mai indicato una durata diversa: il mio sarà un mandato pieno. I risultati parlano chiaro e non c’è motivo di interrompere un’amministrazione che ha una visione condivisa sui territori». Tra le priorità, infine, le aree interne: «Le aree interne insieme a tutte le altre. Dobbiamo avere la capacità di tenere unita la provincia. Ogni territorio ha le proprie specificità, ma serve una visione complessiva e organica. È questo l’approccio che abbiamo condiviso con gli amministratori e che intendiamo portare avanti». Il neo Presidente ha delineato i pilastri che caratterizzeranno la sua amministrazione: Viabilità e Infrastrutture: completamento dei cantieri strategici e messa in sicurezza della rete stradale provinciale; Edilizia Scolastica: interventi mirati per garantire istituti moderni, sicuri e tecnologicamente all’avanguardia per le nuove generazioni; Sostenibilità e Ambiente: un piano d’azione per la tutela delle coste, le aree interne e la valorizzazione del patrimonio naturalistico, supportato dai fondi del PNRR; Dialogo istituzionale: una collaborazione costante con la Regione Campania e il Governo centrale per intercettare risorse e snellire le procedure burocratiche. Il centrodestra, da questa competizione elettorale di secondo livello – che chiama al voto esclusivamente sindaci e consiglieri comunali – registra una crescita di consensi. Nel 2022, la candidata Sonia Alfano si fermò a 25.214 voti, contro i 58.654 ottenuti dal candidato del centrosinistra, Franco Alfieri. Nel 2025, invece, a sfidare Vincenzo Napoli fu Giuseppe Rinaldi, sindaco di Montesano sulla Marcellana, che si attestò a 26.936 voti, pari al 34,3% dei consensi. Dunque, Pasquale Aliberti, capogruppo in consiglio provinciale per Forza Itali, Noi Moderati e Lega ha comunque contribuito a rafforzare il consenso della coalizione, mostrando una crescita nonostante l’esito di una competizione ampiamente annunciata a causa della legge Delrio che rende quasi inutile il ritorno al voto per gli amministratori.





