Forza Italia, la svolta campana - Le Cronache Ultimora
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Forza Italia, la svolta campana

Forza Italia, la svolta campana

di Irene Sarno

In politica esistono passaggi che segnano più di altri il mutamento di una stagione. Il documento sottoscritto da quattro parlamentari e tre consiglieri regionali di Forza Italia in Campania si colloca in questa categoria. Non è soltanto una presa di posizione interna, ma il segnale di una frattura ormai emersa, che rende evidente la chiusura di un ciclo e l’apertura di una fase nuova. Quando una componente significativa del gruppo dirigente afferma che la gestione è «al capolinea», denuncia una perdita di identità e richiama un danno reputazionale ormai difficilmente reversibile, il perimetro del confronto cambia natura. Non si tratta più di una dialettica fisiologica, ma di una crisi politica strutturata. La richiesta esplicita di un commissariamento o, in alternativa, di una reggenza temporanea ne rappresenta la conseguenza più lineare. La dimensione del problema non è soltanto organizzativa. Negli ultimi mesi, in Campania, si sono registrati scontri particolarmente aspri tra il coordinatore regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello e rappresentanti degli altri partiti della coalizione di maggioranza. I rapporti con Edmondo Cirielli, leader di Fratelli d’Italia, così come con la Lega e con Noi Moderati, sono stati attraversati da tensioni ripetute, spesso tradottesi in contrapposizioni pubbliche difficilmente conciliabili con una gestione ordinata dei rapporti di coalizione. Si è trattato di una conflittualità che ha superato i confini della normale competizione politica, arrivando a mettere in discussione la stessa tenuta del centrodestra regionale. Non a caso, l’intesa elettorale è maturata solo nelle ore immediatamente precedenti la presentazione delle liste, al termine di un confronto complesso, con un ruolo non secondario svolto proprio dai firmatari del documento, che hanno insistito per mantenere il perimetro della coalizione, scongiurando ipotesi alternative. Questo elemento restituisce un dato politico rilevante: in assenza di una linea chiara e condivisa, la funzione di guida tende a indebolirsi, lasciando spazio a dinamiche reattive più che strategiche. Le ripercussioni si sono manifestate anche sul piano territoriale, con tensioni diffuse e casi di rottura, come quello registrato a Pagani, che hanno contribuito ad alimentare un clima di crescente incertezza in Forza Italia. Il documento indirizzato ai vertici nazionali (dalla presidente Marina Berlusconi al segretario Antonio Tajani) pone una questione che difficilmente potrà essere elusa. Più che un invito alla mediazione, è una sollecitazione a una decisione. Per i sottoscrittori del documento, il ricorso a un commissariamento, o a una soluzione transitoria di reggenza, viene presentato come uno strumento di riequilibrio, finalizzato a ristabilire condizioni minime di funzionalità politica e organizzativa. Al di là delle soluzioni possibili, il dato più significativo resta però un altro: la vicenda campana sembra destinata a incidere su un piano più ampio. Interroga, infatti, il tema della rappresentanza, della selezione della classe dirigente e del rapporto tra centro e territorio. La Campania oggi assume per Forza Italia il valore di un banco di prova. È qui che si misura la capacità di Forza Italia di ridefinire il proprio ruolo all’interno della coalizione e di recuperare una funzione di reale indirizzo politico. La decisione finale spetta ora ai vertici nazionali. Più che una scelta tra continuità e discontinuità, si tratta di definire le condizioni di un possibile rilancio. I tempi, tuttavia, appaiono sempre più ristretti.