Di Lorenzo: La mia devozione per Salerno - Le Cronache Ultimora
Ultimora Salerno

Di Lorenzo: La mia devozione per Salerno

Di Lorenzo: La mia devozione per Salerno

di Erika Noschese

 

 

Dal Comune di Salerno alla Capitale, poi il ritorno nella sua città e l’impegno in politica. Alberto Di Lorenzo, per anni, è stato il super dirigente di Palazzo Guerra, vicino a Vincenzo De Luca. I primi incarichi risalgono al 1994, quando fu assunto come funzionario tecnico dell’ufficio di Gabinetto del sindaco e rappresentante del sindaco in seno alla commissione di manutenzione del Palazzo di Giustizia. Successivamente ha ricoperto una serie di incarichi: responsabile apicale del servizio di edilizia giudiziaria; responsabile, in via esclusiva, delle procedure organizzative e tecnico-amministrative relative alla manutenzione delle infrastrutture comunali. Dal 2007 ha assunto l’incarico di direttore dello staff del sindaco. Poi la frattura nel 2019: dopo oltre vent’anni lascia il Comune per un incarico a Roma nel settore mobilità e trasporti, dove resta per circa tre anni. Nel 2022 torna a Salerno, alla guida del settore Tributi.

Il rientro avviene dopo una lunga trattativa e su richiesta diretta del sindaco Vincenzo Napoli. Oggi è candidato al Consiglio comunale di Salerno, in quota Movimento 5 Stelle, a sostegno del candidato sindaco Franco Massimo Lanocita.

Di Lorenzo, ufficialmente candidato al consiglio comunale di Salerno. Dove nasce la scelta di scendere in campo?

«Ho accettato l’invito alla candidatura che mi hanno rivolto i dirigenti locali del Movimento 5 Stelle, anche a seguito di un endorsement dei dirigenti romani con i quali ho avuto l’onore di lavorare per Roma Capitale, e mi sono lanciato con l’entusiasmo e la passione di sempre in questa nuova avventura, conscio dell’enorme lavoro che mi aspetta. Dopo oltre quarant’anni di lavoro al servizio dei cittadini di Salerno, ho trovato naturale, e perfino doveroso, impegnarmi per dare il mio contributo di competenza e conoscenza alla rinascita della mia Città».

A sostegno del candidato sindaco Franco Massimo Lancocita: cosa si aspetta da questa nuova avventura?

«Con Franco Massimo Lanocita, candidato Sindaco della coalizione con AVS, ci confrontiamo quasi quotidianamente sui temi caldi della campagna elettorale. Analizziamo in profondità ogni argomento, dall’urbanistica alla manutenzione, dal commercio alla sicurezza, dalla cultura ai giovani, passando per il caro-tributi e così via, scandagliando ogni possibile soluzione per fornire proposte concrete alle istanze dei cittadini, fuori dagli slogan, dalla demagogia e dalle false promesse tipiche delle campagne elettorali. Quando s’individua una problematica è necessario studiare come porvi rimedio. L’esperienza che ho maturato sul campo, anche attraverso l’ascolto e l’incontro con migliaia di cittadini, oltre allo studio sistematico dei processi e delle procedure amministrative, mi forniscono gli strumenti per garantire buoni risultati».

Lei per anni è stato dirigente al Comune di Salerno, voluto da De Luca. Oggi si candida contro. Quando si sono incrinati i rapporti tra voi e, soprattutto, perché?

«Non so se sia corretto definire la mia candidatura “contro” De Luca. Nel corso della mia esperienza lavorativa, soprattutto alle sue dirette dipendenze, ho avuto modo di accrescere e potenziare le mie competenze, facendo anche tesoro dell’esaltante esperienza nella realizzazione di importanti opere pubbliche, in un periodo di grande rilancio della città e che portano la mia firma. In seguito, pur senza averne titolo data la mia funzione di mera gestione della cosa pubblica, mi sono ritrovato a non condividere talune scelte operate da Vincenzo De Luca, sviluppando anche una forte criticità nei riguardi dei suoi metodi. La rottura si è determinata, irreversibilmente, nei primi mesi del 2019 proprio per effetto dell’acuirsi di una diversa visione del pubblico interesse e, naturalmente, fedele al principio cardine del “primato della politica”, ho scelto di non abbassare la testa e di lasciare il mio incarico al Comune di Salerno. Si è trattato di una scelta molto difficile ma al tempo stesso, obbligata e dopo aver inviato il mio curriculum al Comune di Milano e al Comune di Roma, il primo ottobre dello stesso anno ho preso servizio come direttore della Direzione del Trasporto Pubblico e dei Parcheggi di Roma Capitale. Quindi, non definirei la mia candidatura “contro De Luca”. Semplicemente, ho posizioni diametralmente opposte alle sue e una diversa gamma di soluzioni da offrire alla Città».

Lei ha maturato, tra le tante esperienze fatte, anche un incarico nella capitale con la giunta Raggi…

«Gli anni trascorsi a Roma hanno ulteriormente potenziato le mie conoscenze e competenze. Ho diviso quasi equamente la mia esperienza triennale tra la Giunta Raggi, a trazione Movimento 5 Stelle, e la Giunta Gualtieri, a trazione Partito Democratico. Da entrambi le amministrazioni sono stato molto apprezzato, conferendomi piena fiducia e autonomia, nel rispetto, ovviamente, degli indirizzi politici dell’Assessore e del Sindaco di riferimento. Anche a Roma, come già ero solito fare a Salerno, sono sceso in strada e ho ascoltato con le mie orecchie e visto con i miei occhi i problemi che attanagliavano i cittadini e ho applicato l’elementare regola del “fare”, superando le barriere della burocrazia che spesso è sinonimo di ottusità nella pubblica amministrazione. I risultati raggiunti sono stati davvero tanti».

Quali le maggiori criticità che attanagliano la città di Salerno?

«Salerno, negli ultimi cinque anni, praticamente, non è stata amministrata. Il vuoto pneumatico della classe politica di vertice ha determinato l’immobilismo e l’incapacità di agire dell’Ente sia da parte di alcune delle sue articolazioni politiche che potremmo definire di front office (penso alla Scuola, per esempio), sia da parte delle sue articolazioni burocratiche. Si è progressivamente e inesorabilmente cancellato quello che di buono era stato fatto negli anni precedenti, facendo prevalere alla cultura della competenza e del merito, la non cultura dell’appartenenza a un determinato gruppo di potere. In pratica, la peggiore applicazione della politica politicante della quale pensavamo di esserci liberati. Si è vivacchiato, astenendosi dall’affrontare i problemi quotidiani e di più lungo respiro della città. Si è ignorato il grido di aiuto che proveniva dalle strade. In tutti i settori che ho già citato nella risposta precedente: un’urbanistica più attenta ai bisogni collettivi e all’ambiente è possibile; un’edilizia più orientata ai bisogni e alle disponibilità economiche e finanziarie della gran parte delle persone è possibile; un massiccio e sistematico intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria della cosa pubblica, anche con ricorso agli organismi sociali e del volontariato, è possibile; costruire nuovi istituti scolastici che siano efficienti dal punto di vista energetico e dell’offerta formativa, anche attraverso strumenti di sostituzione edilizia a costo zero per le esauste casse comunali, è possibile; dotare ogni scuola di una palestra e di spazi per le attività extracurriculari è possibile; vietare il pullulare di attività commerciali che impoveriscono e desertificano il nostro centro storico, mortificando l’artigianato e le botteghe di qualità non più al passo con i prezzi richiesti per la locazione, è possibile; diminuire l’IMU e la TARI (le più alte d’Italia) di almeno il 20% è possibile; ripartire dagli spazi culturali presenti in ogni quartiere, tendendo loro la mano a prescindere dalle simpatie e dalle appartenenze è possibile; favorire la nascita di un ambiente inclusivo per i nostri ragazzi, vera ricchezza della nostra città, che consenta loro di praticare sport, studiare e lavorare a Salerno è possibile; costruire una macchina burocratica efficiente e digitalizzata è possibile, insieme a tanto altro.

Per ogni capitolo d’intervento che ho citato posso indicare un efficace set di strumenti adatto al raggiungimento dei singoli obiettivi che, naturalmente, tengano conto della situazione disastrata del nostro bilancio. Il quadro che si presenta oggi ai nostri occhi è devastato con l’aggravante del paradosso, oltretutto, che quelli che lo hanno determinato sono tutti compattamente ricandidati con tanto di sfoggio di soluzioni salvifiche. In una democrazia vera dovrebbero ricevere una risposta spietata dall’elettorato. L’unico momento nel quale abbiamo l’opportunità di manifestare il nostro dissenso nei riguardi di chi ha governato la nostra città e spiace constatare che la regia è sempre la stessa da molti lustri e dalla quale, ancora in questi giorni, ascoltiamo promesse tanto antiche quanto sterili e improbabili».

Questa candidatura è solo un’esperienza o intende impegnarsi attivamente in politica?

«Questa esperienza segna l’inizio di un percorso fatto di impegno politico e totale dedizione verso Salerno. Mi auguro di far parte del futuro consesso cittadino per dare voce, e al contempo, rendere puntualmente conto dell’attività e delle scelte operate dal “Potere” che avranno impatto sulla vita e sul futuro dei nostri concittadini. In ogni caso e in ogni sede m’impegnerò per la rinascita di Salerno».

De Luca ritorna in città dopo il no al terzo mandato…

«Le polemiche strumentali che hanno accompagnato la discussione sul terzo mandato hanno contribuito ad allontanare, se possibile ulteriormente, le persone dalla politica. La logica dell’attaccamento alla poltrona e quella del “dopo di me il diluvio” è un’espressione tipica delle logiche sovraniste del potere che stanno soppiantando le democrazie liberali. Del resto, come commentare la modalità con la quale è stato di fatto imposto al precedente Sindaco, democraticamente eletto e a un anno dalla fine naturale del mandato, di “togliere il disturbo”».

Articolo Precedente

Articolo Successivo