di Erika Noschese
«La Lega è un partito leale, non tradisce». Non risparmia frecciatine agli ormai ex alleati Aurelio Tommasetti, Dirigente nazionale e Responsabile Nazionale Università della Lega. Il centrodestra, per volontà di Forza Italia, risulta spaccato in quasi tutti i grandi comuni chiamati al voto nel salernitano ad eccezione di Cava de’ Tirreni dove resta unito a sostegno di Giordano.
Onorevole, il centrodestra si spacca definitivamente. La Lega ha confermato il sostegno al docente universitario Gherardo Marenghi…
«La Lega è un partito coerente e, per sua natura, non tradisce. Restiamo saldamente ancorati al perimetro del centrodestra e non prendiamo in considerazione ipotesi opportunistiche, come il sostegno a candidati civici espressione di alleanze di centrosinistra».
Secondo lei, la scelta di FI di staccarsi dalla coalizione nei grandi comuni al voto può penalizzare i partiti?
«Non entro nel merito delle scelte altrui. Tuttavia, ritengo che sia un errore: come ci ha insegnato Silvio Berlusconi, dal 1994 l’unità del centrodestra rappresenta la vera forza e la principale speranza per il Paese».
Oggi FdI ha ufficializzato la candidatura di Gherardo Marenghi. Cosa ne pensa?
«Parliamo di un professore universitario stimato, un professionista serio e una persona che ha sempre dichiarato con chiarezza i propri valori di centrodestra. Lo sosteniamo con convinzione e riteniamo che Fratelli d’Italia abbia proposto alla coalizione e alla città una candidatura solida e credibile».
A che punto è la lista della Lega?
«La lista è sostanzialmente pronta. Stiamo definendo gli ultimi dettagli per renderla ancora più competitiva e rappresentativa del territorio».
Referendum: una sconfitta netta…
«È un peccato per il Paese: si tratta di un’occasione mancata. Come partito – e personalmente – ci siamo impegnati per una causa che ritenevamo giusta, come dimostra il fatto che le tre regioni guidate dalla Lega sono le uniche in cui ha prevalso il Sì. Ora è fondamentale analizzare gli errori e lavorare con ancora maggiore determinazione in vista delle prossime elezioni politiche».
Di cosa può aver bisogno Salerno dopo questi mesi di commissariamento?
«Salerno ha bisogno di una pubblica amministrazione efficiente e realmente al servizio di cittadini e imprese; di valorizzare i talenti dei giovani; di sostenere il commercio di prossimità; di puntare su un turismo di qualità. Servono meno iniziative improvvisate e più programmazione. E serve sicurezza, perché è la condizione indispensabile per migliorare la qualità della vita e favorire lo sviluppo economico».
Se spettasse a lei dettare la linea, quali sarebbero le priorità?
«Le priorità sono chiare: valorizzazione dei giovani, sostegno alle imprese, tutela dell’ambiente e un serio piano di edilizia scolastica. Il tutto accompagnato da una gestione rigorosa dei conti pubblici, perché i salernitani onesti, che sono i più tartassati d’Italia, non possono continuare a pagare gli sprechi della politica».





