De Luca e l'attacco ai magistrati - Le Cronache Attualità
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De Luca e l’attacco ai magistrati

De Luca e l’attacco ai magistrati

Martedì 24 marzo Vincenzo De Luca, candidato a Sindaco di Salerno, ha partecipato alla presentazione del libro di Gaetano Amatruda “Quando Salenro era socialista”. L’intervento di De Luca è visibile integralmente su YouTube. Di fronte a una platea gremita (anche di possibili elettori), Vincenzo De Luca ha tracciato la storia dei suoi rapporti, politici e personali, con Giordano. Pacato, ironico, a volte quasi commosso, De Luca ha fatto del suo intervento un proclama elettorale contro i Magistrati. A Referendum concluso, con la schiacciante vittoria del NO, Vincenzo De Luca si è allineato sulle tesi più estreme dei sostenitori dello sconfitto SI. Iniziando l’arringa contro i Magistrati definendo “BARBARO” l’arresto di Giordano. Dunque, per De Luca, i giudici sono BARARI. Ha continuato con una serie di fake news: Giordano è stato assolto! Non è vero, e De Luca avrebbe fatto bene a misurare le parole, per essere credibile. Giordano è stato sì assolto, ma per prescrizione del reato. E’ una cosa totalmente diversa. La prescrizione fu dichiarata dalla Cassazione nel gennaio 2003. Il processo era durato dieci anni. L’imputato poteva rifiutare, come tutti, la prescrizione. Ma, come tutti gli altri imputati del processo, la accettò. Probabilmente fecero bene. La sentenza della Cassazione fu durissima nel giudicare la qualità del progetto del Trincerone. Fu bollato come progetto falso! Questo sta scritto nella sentenza definitiva della Corte di Cassazione. Ma De Luca rivendica a sé il pagamento dei lavori fatti dall’impresa Di Donato, che gli impiegati del Comune esitavano (e giustamente) a pagare. Come si fa a pagare lavori con una imputazione, in atto, di falsità degli stessi? De Luca, coraggiosamente, afferma di non aver avuto esitazione a pagare, rischiando la possibile ripetizione dell’indebito pagamento per danno erariale. Poi De Luca continua con gli attacchi ai Giudici, in puro stile Berlusconiano. Il Giudice che sbaglia deve pagare. La vergogna della carcerazione preventiva. La libertà di un uomo tu la tocchi per ragioni straordinariamente gravi, per un sospetto di camorra, di violenza, di terrorismo, a volte per ipotesi di reato amministrativo. Ipotesi! Prima ancora di un pronunciamento di primo grado, è gente che viene sbattuta in galera e sostanzialmente uccisa nella sua vita. E’ una filippica che non finisce più. Ci manca solo che citi la famiglia nel bosco e il caso Garlasco. Poi De Luca va oltre. Ricorda le difficoltà e gli ardimenti del suo primo mandato, negli anni ’90. Ricorda la sua decisione di continuità nel solco della visione di Giordano, quella della modernizzazione di Salerno. Con il cemento come medicina per una città decadente, nei servizi, nella manutenzione, e nel lavoro per i giovani che scappano. Su questo De Luca non dice niente. Ma cita l’ex Cementificio sull’Irno. Un atto di coraggio, il suo, con l’acquisto del vecchio immobile per tre miliardi di vecchie lire. E qui De Luca fa una gaffe enorme. Si vede che è invecchiato, e parecchio. Il Cementificio non fu acquistato per tre miliardi di lire, come è stato più volte scritto su queste colonne, e ribadito in un esposto dell’opposizione consiliare alla Procura di Salerno, ma per cinquecento milioni di lire, come pure attestato nell’atto notarile di acquisto. Tre miliardi fu l’importo della fideiussione che il Comune diede allo Stato, a garanzia della destinazione del terreno di risulta a parcheggio pubblico. E invece il Comune ha venduto l’area, un anno e mezzo fa, per 12 milioni di euro, a un costruttore di alberghi. De Luca, in campagna elettorale, ha taciuto su questo argomento. E tacerà per tutta la sua campagna. Ma sa bene che la grana è grossa, tant’è che i lavori dell’albergo sono fermi da un anno.

Ma ci sono altre grane che incombono. La questione di Porta Ovest, del prolungamento del porto (contro l’ira dei Sindaci di Vietri e di Cetara), del parco di Fratte (con l’appalto vinto da qualche ditta attenzionata dal Consiglio di Stato), del ripascimento della spiaggia di Pastena. Questioni che, forse, sono all’attenzione dei giudici.

E De Luca che fa? Continua la campagna contro i magistrati, che se sbagliano devono pagarla. La cosa sorprendente è che il figlio Piero ha combattuto decisamente per la difesa dei giudici, mentre De Luca padre si è ben guardato dallo schierarsi per il NO referendario. Ma quale padre lascia che un figlio si esponga, coraggiosamente e fin dal primo momento, quando la battaglia referendaria sembrava persa per il NO, senza dare un appoggio, sia pur in toni sereni, al proprio figlio?