Salerno. Pasca declina l'invito del campo largo - Le Cronache Attualità
Attualità Salerno

Salerno. Pasca declina l’invito del campo largo

Salerno. Pasca declina l’invito del campo largo

di Erika Noschese

Resta fermo al palo il cosiddetto campo largo che, a Salerno città, vorrebbe provare a presentare una valida alternativa a Vincenzo De Luca, in campo per il quinto mandato. Nelle scorse ore Filiberto Pasca, pronipote di Alfonso Menna, ha declinato l’invito, lasciando gli attori protagonisti alla ricerca spasmodica di un nome alternativo. Al momento in campo resta Donato Pessolano, che potrebbe rappresentare la civica di Azione con la lista Oltre; Elisabetta Barone con Semplice Salerno; Gianfranco Valiante con Casa Riformista. Avs, invece, avrebbe ipotizzato il deputato Franco Mari, che avrebbe già fatto sapere di essere poco intenzionato a intraprendere la campagna elettorale. Il nome di Mari resta però sul tavolo delle trattative, tanto più considerando la mancata incompatibilità tra il ruolo di candidato sindaco e quello di deputato. Dunque l’esponente di Avs potrebbe comunque tentare la corsa. Intanto, nel pomeriggio di sabato, ci sarebbe stato un primo incontro tra il campo largo e il Pd provinciale, con il segretario Giovanni Coscia che ha dichiarato la propria disponibilità ad avviare un confronto, ma senza veti sui nomi. Un’ipotesi che si contrappone a quella del Movimento 5 Stelle, che ha più volte ribadito il no a De Luca. Proprio i pentastellati sarebbero alla ricerca di un nome da lanciare sul tavolo delle trattative, dopo il no di Claudia Pecoraro e quello di Andrea Cioffi, che però non trova il gradimento degli altri componenti. Il nome che potrebbe mettere tutti d’accordo sarebbe quello di Alfonso Andria, che nel giugno del 2006 trascinò Vincenzo De Luca al ballottaggio. Resta fermo al palo il Psi, che non ha ancora ufficializzato il sostegno a Vincenzo De Luca ma non ha chiuso le porte al campo largo, forte anche delle parole di Giovanni Coscia che avrebbe rassicurato tutti: il campo largo esiste, anche se a Salerno non si riesce a replicare. Questo, infatti, avrebbe detto ai suoi nel tentativo di non disperdere energie. Il Pd, infatti, oggi risulta particolarmente spaccato, con i fedelissimi di De Luca da un lato e quelli della Schlein dall’altro. Tra questi ultimi c’è l’uscente Sara Petrone che, nei giorni scorsi, ha scritto alla segretaria nazionale del Pd. «Il Comune di Salerno è stato commissariato non per la mancata approvazione del bilancio, né per ragioni di ordine pubblico, né per altre cause tecniche, ma perché il sindaco eletto dai cittadini si è dimesso per consentire una più autorevole candidatura con un anno di anticipo sulla scadenza naturale. Si è così consumato un passaggio assai grave e buio, ingiustificato per la città, che come tanti altri ho subito senza poter fare alcunché come cittadina e consigliera comunale», ha scritto la consigliera uscente nella missiva. «E così, mentre il mio partito, il Partito Democratico, avviava una campagna di ascolto nelle città di tutta Italia, a Salerno è calato un sordo silenzio su quello che è avvenuto e su quello che sarà». La Petrone pone l’accento proprio sul campo largo: «Questa scelta rende oggettivamente difficile, se non impossibile, formare il “campo largo”, la tua politica, a meno che non esprima un sostanziale rinnovamento nella guida e nei programmi, come alla Regione. Salerno è la seconda città della Campania, è capoluogo di una provincia di oltre un milione di abitanti e ha una grande storia, scritta dalla sinistra democratica e riformista che dura da quarant’anni. Ha sempre avuto e tuttora ha al suo interno risorse umane, donne e uomini preparati e in grado di rilanciare Salerno come soggetto istituzionale e politico che concorra a “una nuova Campania”». «Non si tratta di rinnegare niente e nessuno, non c’è nulla di personale, ma di aprire, nella continuità, una nuova fase costituente di proposta e di rappresentanza, che consenta alla Salerno di oggi di partecipare, come soggetto politico, alla svolta che tu stai costruendo per il Paese», ha aggiunto. «Ti ho sostenuto con fiducia, fin da prima che diventassi segretaria, perché credevo nella tua proposta e nel cambiamento che rappresentavi, nonostante questo mi ponesse in controtendenza rispetto al contesto locale. Ora, con la stessa fiducia, confido che tu possa dare un contributo alla Salerno democratica aiutandola a cambiare, dando campo alle idee». Parole che potrebbero anticipare una sua candidatura con il campo largo ma, per il momento, nulla è confermato. Intanto De Luca è ormai in piena campagna elettorale, mentre il suo braccio destro, Nello Mastursi, continua a tenere incontri per individuare gli schieramenti e i migliori candidati. Tra gli uscenti è certa la candidatura di Dario Loffredo (che ha già aperto il suo comitato elettorale), Rocco Galdi, Paky Memoli, Gaetana Falcone — che ha detto addio ai Popolari e Moderati e, con i consiglieri Barbara Figliolia e Giuseppe Zitarosa, metterà in campo una lista a sostegno di De Luca — Massimiliano Natella e Paola De Roberto. Fuori, per il momento, l’ex assessore al Bilancio Eva Avossa, che ha scelto di non ricandidarsi. In campo per la riconferma anche l’ex presidente del Consiglio comunale Angelo Caramanno. Anche i consiglieri uscenti sono pronti alla riconferma, ad eccezione di Mimmo De Maio, mentre potrebbe riprovarci Ermanno Guerra. Tra le new entry c’è Marcello Ferrante, già assessore a Battipaglia con Cecilia Francese sindaco. I Verdi di Michele Ragosta hanno ufficializzato il sostegno a Vincenzo De Luca e tra i nomi in lista figurano Felice Santoro e Dario Barbirotti. Tra le candidature attese anche quella di Nino Savastano che, proprio in queste ore, ha sciolto le riserve confermando al candidato sindaco Vincenzo De Luca la volontà di tornare in campo. Aria di crisi, invece, nel Psi, con Rino Avella che sembra ormai scomodo al partito pur avendo avanzato richieste ritenute legittime, ed è pronto a candidarsi con gli “avversari”. In casa centrodestra sembra ormai certa la candidatura alla carica di sindaco del docente universitario Gherardo Marenghi. A suo sostegno Forza Italia, Fratelli d’Italia, Prima Salerno (la civica della Lega) e Noi Moderati, ma presto potrebbero aggiungersi anche alcune civiche, a partire da “Marenghi sindaco”. Con gli azzurri spunta oggi il nome di Veronica Mondany, già consigliera comunale in quota Psi. Al momento non c’è alcuna conferma, ma le voci di un suo ritorno in campo con il centrodestra si fanno sempre più insistenti. Nel frattempo, l’uscente Dante Santoro ha confermato la sua ricandidatura con Prima Salerno.