Alfonso Gatto, Il poeta con la valigia - Le Cronache Ultimora
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Alfonso Gatto, Il poeta con la valigia

Alfonso Gatto, Il poeta con la valigia

di Alfonso Andria

 

“Salerno, rima d’inverno, o dolcissimo inverno. Salerno, rima d’eterno.” è il testamento d’amore di Alfonso Gatto alla città nel cui Centro Storico, in vicolo delle Galesse,  nacque il 17 luglio 1909.

Ringrazio il Direttore di “leCronache” Tommaso D’Angelo che mi ha chiesto un contributo da pubblicare il giorno del cinquantesimo anniversario della tragica scomparsa del poeta avvenuta nell’Ospedale di Grosseto l’8 marzo del 1976, a seguito di un incidente d’auto a Torba di Capalbio, vicino Orbetello.

Riposa nel cimitero di Salerno sotto una enorme pietra vesuviana, scelta da Roberto Visconti e poi forgiata dallo scultore Luciano Minguzzi, che vi incise la dedica bellissima di Eugenio Montale: “Ad Alfonso Gatto per cui vita e poesia furono un’unica testimonianza d’amore”. Tali iniziative, nel primo anniversario, furono assunte e realizzate dal Comitato “Per Gatto”, presieduto da Bruno Ravera. Per lo lo scoprimento del monumento funebre Bruno, Lelio Schiavone e gli amici de “Il Catalogo” vollero che a ricordare Gatto fosse Ruggiero Jacobbi, all’epoca Direttore della Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Di quel discorso sublime e memorabile purtroppo si è persa la traccia perché non venne registrato, né l’autore lasciò il testo!

Nella circostanza del 10° anniversario della morte, 8 marzo 1986, il Comune mentre era Sindaco Michele Scozia, curò l’apposizione di una targa marmorea sulla facciata laterale dell’edificio della Banca d’Italia di angolo alla via A. M. De Luca. Fu chiesto a Vasco Pratolini di dettarne il testo: “Su e giù per queste strade interne al corso al bar d’angolo nei locali della Galleria del Catalogo da lui promossa trascorse gran parte dei suoi ultimi anni Alfonso Gatto (1909-1976) che a Salerno era nato e che sempre e ovunque da uomo europeo si portò nel cuore facendone spesso motivo della propria immortale poesia”.

Ero stato eletto Consigliere comunale meno di un anno prima ed ebbi l’onore di affiancare il Sindaco Scozia nell’organizzazione di alcuni eventi culturali, comprese per l’appunto le celebrazioni gattiane. Tra queste, un convegno di altissimo profilo, che ebbe luogo nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città con la prolusione di Carlo Bo, pochi mesi prima nominato Senatore a Vita, gli interventi di Michele Scozia, Gaetano Afeltra, Antonio Ghirelli, Manlio Cancogni, Domenico Cantatore, Aldo Falivena, Filiberto Menna e con la partecipazione di Arnoldo Foà per la dizione dei versi. Il “Corriere della Sera” lo stesso giorno pubblicò il testo integrale di Bo. Quella volta fummo attenti a raccogliere i contributi delle autorevoli personalità partecipanti. Qualche tempo dopo furono pubblicati a cura di Luigi Giordano e Epifanio Ajello per le Edizioni Metafora.

A Firenze, prima che scoppiasse il secondo conflitto mondiale, inizia la frequentazione di Gatto con tanti altri intellettuali in quell’autentico cenacolo culturale del Caffè Letterario “Le Giubbe Rosse”: Carlo Bo, Eugenio Montale, Umberto Saba, Ruggiero Jacobbi. In continuità con il periodo precedente prenderà avvio la stagione dell’Ermetismo con la rivista “Frontespizio” e successivamente con “Campo di Marte”, che elegge anch’essa ‘domicilio’ al Giubbe Rosse con Alfonso Gatto, Vasco Pratolini, Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi.

“Un poeta con la valigia”, è il titolo di un famoso servizio televisivo di diversi anni dopo trasmesso

dla RAI: Giorgio Vecchietti intervista lungamente Gatto nel centro storico e per le strade cittadine. Di tanto in tanto lo abbiamo videoproiettato in pubblico; resta un pezzo di buona televisione!

A proposito dell’amore viscerale che nutriva per  Salerno, Lo stellato, i cui testo è riprodotto su una lastra di marmo installata nel 1994 al Castello di Arechi, per iniziativa di Antonio Bottiglieri, in quegli anni Assessore provinciale al Turismo e ai Beni culturali.

Per il Ventennale della morte (1996) a Palazzo Sant’Agostino, durante il primo dei miei due mandati alla Presidenza della Provincia, promossi la realizzazione di un CD (con testi acclusi in un librino); è una selezione di poesie e prose di Alfonso Gatto per la voce recitante di Achille Millo, che partecipò alla  presentazione pubblica del lavoro nel Palazzo della Provincia insieme con me e con Guido Cataldo, autore ed esecutore delle musiche originali di sottofondo.

Il presepe dipinto di Mario Carotenuto – realizzato da Peppe Natella e dalla Bottega San Lazzaro – stabilmente esposto nell’omonima Sala che è ai piedi della Cattedrale, in cui tra le sagome dei numerosi personaggi vi è quella di Alfonso Gatto.

Voglio aggiungere che, in occasione dell’80° compleanno del Maestro Carotenuto, la Provincia organizzò in Palazzo S. Agostino, una mostra antologica delle sue opere, accompagnata da un bel catalogo a cura di Massimo Bignardi.

Alcune opere pittoriche di Alfonso Gatto, compreso l’acquerello che riproduce uno scorcio della spiaggia di Minori (raffigurato in copertina al disco poc’anzi citato) e un suo ritratto opera di Ottone Rosai, sono in mostra permanente nella Pinacoteca provinciale a Palazzo Pinto, la cui istituzione volli fortemente (Salerno fino ad allora non aveva una struttura del genere), realizzata su progetto di Ruggero Bignardi – architetto interno alla Provincia – inaugurata durante la mia amministrazione che dedicò particolare attenzione al recupero del patrimonio e al rilancio della vocazione culturale del capoluogo e del territorio provinciale attraverso una perfetta sintonia d’intenti con la Dirigente del settore Matilde Romito, archeologa.

Invece, tra le tante attività ad iniziativa della Fondazione Gatto, che il nipote Filippo Trotta, figlio di Nicola e di Paola Gatto, porta avanti con intelligenza e abnegazione desidero evidenziare i Versi dipintiin svariati angoli cittadini, nella città antica e naturalmente in vicolo delle Galesse, nei pressi della casa natale sulla cui facciata il Comune di Salerno anni addietro fece installare una targa in memoria. Questa sera, domenica 8 marzo 2026, nel 50* della morte di Alfonso Gatto, e domani lunedì 9, sempre con inizio alle ore 19, naturalmente nella Galleria d’Arte IL CATALOGO Antonio Adiletta ospiterà due eventi aperti al pubblico curati dalla Fondazione Gatto di Filippo Trotta.

Alcuni anni fa, nel 2018, il mezzo secolo venne celebrato da un bellissimo libro di Francesca Adiletta “50 ANNI IN FOTO. Il Catalogo, una Galleria tra arte e società” a cura di Paola Capone, con la prefazione di Mariano Ragusa e una raccolta di preziose immagini di tre Fotografi salernitani: Michele Adinolfi, Giovanni Liguori, Corradino Pellecchia.

Ho piacere, poi, di esprimere grande apprezzamento alla Scuola salernitana che ha manifestato una costante attenzione verso il poeta, contribuendo alla conoscenza e alla divulgazione della sua opera. Il mio amico Ruggiero Gatto, nipote del poeta, ed io non manchiamo mai all’annuale edizione del Premio di Poesia presso l’IIS in Agropoli intitolato al nome di Alfonso Gatto. Così come i Club service Lions e Rotary che hanno sempre dedicato particolare orgogliosa attenzione alla riflessione sulla poesia di Gatto.

Mi sia consentito un riferimento di ordine personale e familiare: i miei fratelli ed io conserviamo gelosamente una fotografia che ritrae il poeta in una sala del Convitto Nazionale insieme con il Rettore Preside Antonino Buccellato e con nostro padre, Fausto Andria, in quel tempo Vice Provveditore agli Studi di Salerno. La pubblicammo in un libro a lui

Affiora spesso alla mia mente un personale ricordo: la serata in barca nella Baia Infreschi a Marina di Camerota in occasione di un recital di Otello Profazio e Roberto Murolo che organizzai per conto dell’EPT, di cui ero giovanissimo funzionario. Estate 1975: a riva era posizionato un piccolo gruppo elettrogeno che alimentava l’impianto di amplificazione e un faretto puntato sulla prua di un barcone di pescatori dove agivano alternandosi i due interpreti; il pubblico a bordo di imbarcazioni da diporto di locali, di forestieri oltreché dí pescherecci; in una di queste ultime trovavano posto Roberto Virtuoso, Assessore regionale al Turismo, Alfonso Gatto, Mario Parrilli e Tommaso Cunego, questi ultimi rispettivamente Presidente e Direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno. Fu una manifestazione indimenticabile per originalità e semplicità. “Al chiaro di luna”, come nel titolo! Poi… dopo cena, fin quasi all’alba, le filastrocche del cantastorie Profazio, qualche canzone di Murolo con la sua chitarra, e la voce narrante di Alfonso Gatto. Raccontava con le palpebre abbassate, poi all’improvviso le dischiudeva: i suoi occhi erano una scoperta, ogni volta una scoperta! Di una tinta indefinita, un celeste chiarissimo, colore acquamarina.

Con gli occhi dei poeti è il titolo che Giovanni Avallone, avvocato e grande fotografo, dette al suo libro sui pittori Avallone (il nonno Giuseppe, lo zio Pasquale, suo padre Mario), pubblicato nel 2001 con il patrocinio e il sostegno della Provincia. L’Autore da giovane aveva conservato una dedica autografa di Gatto dalla quale mutuò il titolo per la sua bella monografia!

Gatto amico di Fausto Coppi: celeberrimo è un brano in prosa “Sognando di volare” che pubblicò da cronista de L’Unità al seguito del Giro d’Italia.

Gatto tifoso del Milan, ma soprattutto grande fan di Gianni Rivera del quale sarei diventato personalmente amico: abbiamo avuto occasioni di incontro mentre era parlamentare e, nel primo Governo Prodi (1996-98) Sottosegretario alla Difesa, e frequentazioni quotidiane quando insieme eravamo Deputati al Parlamento Europeo. Egli stesso però non sapeva di avere nella schiera infinita dei suoi sostenitori un tifoso della statura intellettuale di Alfonso Gatto, … sfegatato al punto da avere incollato nella propria camera da letto un grande poster con la foto di Gianni!

E ancora il Gatto attore, che interpreta l’Apostolo Andrea ne Il Vangelo Secondo Matteo di Pierpaolo Pasolini girato tra i Sassi di Matera, o autore di teatro con Il Duello, che fu rappresentato anche al Teatro Verdi; infine Gatto impegnato in politica, in coerenza con l’antica militanza nel PCI, poi per vero criticamente interrotta. Lo ricordo a Portanova, in un comizio con Edoardo Sanguineti per le elezioni regionali del 1975, pochi mesi prima della sua scomparsa!

Ma il legame più forte – oltre quelli parentali – che lo univa a Salerno era con Lelio Schiavone, che abbiamo perso nell’estate dello scorso anno. Di Lelio fu il “mentore”, l’ispiratore della nascita della Galleria d’Arte IL CATALOGO, che vanta quasi sessant’anni di attività durante i quali inizialmente proprio grazie a Gatto è lì transitato il meglio del Novecento italiano pittorico e letterario.

Qualche tempo fa, grazie alla meritoria iniziativa di Maria Rosaria De Divitiis fu attribuito alla Galleria d’Arte l’ambìto riconoscimento di “Locale d’interesse storico”. Oggi è affidata alla cura di Antonio Adiletta, fin da giovane collaboratore e amico che Lelio poi volle socio.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il

14 settembre del 2010 a Salerno per l’inaugurazione a Palazzo di Cittá della mostra “Salerno, la città della Costituzione”, curata da Nicola Oddati, accolse il mio invito e venne in visita alla Galleria d’Arte “Il Catalogo” di Lelio Schiavone e Antonio Adiletta. Nella circostanza Lelio gli donò un ritratto di Alfonso Gatto, opera di Mario Carotenuto, ed alcune pubblicazioni di Gatto e su Gatto edite da “Il Catalogo”. Il Presidente della Repubblica in carica rendeva così omaggio al suo amico Alfonso Gatto nel luogo in cui aveva eletto il proprio “domicilio culturale salernitano”.

Di tutto quanto ho fin qui scritto, della presenza assidua e amorevole di Alfonso Gatto a Salerno, della vivacità e della vitalità culturale che questa città ha saputo esprimere, non sempre vi è traccia nella memoria collettiva. E tuttavia la figura e l’opera di Alfonso Gatto, oltreché nel panorama del Novecento letterario italiano, restano nel patrimonio identitario della Città e della provincia di Salerno.