Salerno. Lettera a Panico, riapra il Palatulimieri - Le Cronache Attualità
Salerno Attualità

Salerno. Lettera a Panico, riapra il Palatulimieri

Salerno. Lettera a Panico, riapra il Palatulimieri

Gentile dott. Panico, l’incarico di traghettare la Città verso il rinnovo dell’Amministrazione è sottoposto ai limiti devitalizzanti della scadenza temporale e dell’operatività decisionale. Di fatto, appare davvero difficile fronteggiare in novanta giorni, con poteri di ordinaria gestione, le criticità consolidate e quelle generate dagli eventi straordinari che si stanno abbattendo sulla linea di costa di una Comunità stremata. Le immagini del Lungomare sprofondato a Torrione e quelle relative a ciò che resta del Pattinodromo colpiscono fortemente gli animi dei residenti, costretti a prendere atto della drammatica condizione in cui versa la Città. Se, però, il muro dei giardini di Torrione sembra tenere, il disastro dell’impianto sportivo è davvero sconcertante, ancor più perché ampiamente annunciato. Le immagini allegate risalgono a diversi mesi addietro, quindi prima del crollo dello spigolo di sud-ovest, e sono davvero esplicative (subb 1,2,3). Poi, qualcuno ha dato la colpa ad una scossa di terremoto, forse per fare pace con la coscienza. Oggi, le foto aeree mostrano che la furia delle onde ha fatto venire giù il muro per tutta la sua lunghezza e che il terrapieno sta scivolando a mare replicando il fenomeno di Niscemi, detto con ogni rispetto (subb 4,5,6). Senza sottolineare che, a seguire, potrebbe essere coinvolta anche la Piscina Vitale, peraltro già chiusa. È ben chiaro, purtroppo, che i poteri di cui dispone non Le consentono di attivare interventi complessi caratterizzati da tempi lunghi, specifiche modalità operative e cospicue disponibilità finanziarie. In merito, dovendo fare un muro di almeno 300metri con sottostante palificata, se consentita, e altre opere annesse e connesse, la spesa può essere stimata ben superiore ai 5,5milioni preventivati. Però, un tentativo di mitigare la pressione delle onde si potrebbe pur immaginare a difesa del terrapieno e in attesa di un recupero assolutamente prioritario. Anche se, all’opposto, sembra si prospettino tuttora opere smodate che nulla apportano alla qualità della vita di una Città definita europea pur in presenza di modalità di esercizio della convivenza del tutto arcaiche. Peraltro, in tale contesto, un Suo intervento neppure sarebbe precluso. Infatti, salvo errore, le norme Le consentono di provvedere all’affidamento di opere, anche in deroga, per affrontare situazioni di vera emergenza, proprio come quella descritta. Solo un Suo provvedimento straordinario, di concerto con ogni altra Autorità coinvolgibile, può consentire di salvare ciò che resta di uno spazio destinato all’esercizio fisico di sport amatoriali, volgarmente definiti minori. In verità, nessuna attività sportiva è minore per chi la pratica con fatica e sacrificio, senza ricompense e onori, né può essere qualificata tale in funzione dei pochi soldi che smuove o dei ridotti margini di profitto che genera. Il suo esercizio è fonte essenziale di arricchimento culturale e morale, apportando ai giovani praticanti le esperienze fondamentali per migliorare la qualità della Comunità rendendola più leale, più coesa, più giusta, più equa, più sana. Su questo argomento, mi consenta di aggiungere altro, benché oggetto di precedente riflessione. Nei giorni scorsi, i dirigenti dell’Associazione Sportiva Roller Le hanno inviato un messaggio di aiuto. Dopo l’abbandono forzato del Pattinodromo, la richiesta di restituzione immediata al Comune del Palatulimieri l’ha privata dell’unico impianto per le ‘rotelle’ della Città. È inutile riproporre il suo contenuto. E’ opportuno evidenziare, invece, che l’urgenza del rilascio appare adesso smentita da una possibile dilazione dei tempi di intervento per i campi Volpe e Arechi a causa di difficoltà nel reperimento della copertura finanziaria. In verità, sulla impossibilità dell’utilizzo dei Fondi Europei di Sviluppo Regionale-FESR 2021-2027 si era già espressa l’Autorità Europea nel 2023 con riferimento ai campi di Venezia, da fare, e di Firenze, da ristrutturare. Per quest’ultimo, nel 2024, sono stati rifiutati anche quelli PNRR. In sostanza, nessuna causale può giustificare il ricorso a tali risorse. Adesso, si parla del Fondo di Sviluppo e Coesione. Si tratta di 6,5miliardi assegnati alla Regione dopo un lungo contenzioso con il Governo e già in parte utilizzati per la bonifica di Bagnoli, il bradisismo nei Campi Flegrei e il completamento di progetti sospesi destinati all’ambiente, ai trasporti e alla cultura. Salvo ogni errore, dai documenti emerge che il residuo di 2,2miliardi sarebbe già stato distribuito tra 181 interventi per le riqualificazioni urbane, incluse le aree sportive, per la competitività delle imprese e per il miglioramento delle strutture destinate alla salute. Ebbene, tra i progetti indicati negli allegati, l’Arechi non risulta citato, benché sia possibile che la Regione deliberi di inserirlo in sostituzione di altri. I tempi sarebbero comunque lunghi, anche perché l’Ente non ha ancora deliberato il Bilancio di Previsione per il corrente anno con gli allegati concernenti gli investimenti.Gentile dott. Panico, se i giovani non debbono pagare per gli errori dei loro genitori, allora gli sportivi amatoriali di questa Città non possono pagare per gli errori di coloro che hanno ritenuto di perseguire altri obiettivi. Neppure è possibile che, in questo frangente, siano penalizzati dalla scelta di chi ha deciso di abbandonare la nave in balia della tempesta. Per questo, pur concordando sulla impossibilità di risolvere le criticità della Città per motivazioni oggettive, La prego di accogliere almeno la richiesta di riscadenzare il rilascio del Palatulimieri. Centinaia di giovanetti, e relative famiglie, Le saranno grati. Ma, soprattutto, Le sarà grata la Comunità per aver scelto di privilegiare gli interessi vivi ed essenziali di figli/e e nipoti, chiamati domani ad esprimerne una rinnovata civiltà. Oggi, tra molte altre cose, hanno soprattutto bisogno di amore. Con deferenza.

Alfonso Malangone Gruppo Civico “Ali per la Città”