Sull’ennesima esternazione di Vincenzo De Luca , non ha resistito Flavio Boccia , dove in esclusiva su Cronache ha voluto dire la sua, in quanto dopo circa 30 anni di promesse e riproposizione di false promesse per un rifacimento di uno stadio creato con i fondi della prima repubblica, dare la colpa all’Europa è il massimo, ascoltare queste eresie , per Flavio Boccia è troppo , in modo tecnico e senza scendere nel qualunquismo politico e popolare in modo tecnico ribalta l’informazione errata e rimanda al mittente , attraverso dati ufficiali europei la reale situazione che riguarda non solo la questione stadio Arechi ma tutti i numeri deludenti almeno dell’ultima progettualità 2021-2027 che riguarda il non utilizzo dei Fondi Europei da parte della Regione Campania , motivandola con fatti veri e concreti e non con motivazioni non reali , spostando come al solito la responsabilità. Quando si hanno quasi 7 miliardi di euro di fondi europei a disposizione e se ne spende meno del 10%, accusare Bruxelles non è una spiegazione credibile. È un modo per spostare l’attenzione. Nel caso del mancato finanziamento europeo per l’intervento allo stadio Arechi, il Presidente Vincenzo De Luca ha indicato l’Unione Europea come responsabile. Ma i numeri ufficiali della programmazione 2021-2027 raccontano una realtà diversa. Partiamo dal presupposto che le risorse non sono mai mancate, infatti in base a tutti i dati ufficiali ed aggiornati ovviamente all’ultimo anno solare, per il ciclo 2021-2027 la Regione Campania dispone di: 5,53 miliardi di euro – FESR, 1,44 miliardi di euro – FSE+, Totale: 6,97 miliardi di euro. Si tratta di una delle dotazioni più alte del Mezzogiorno, ad oggi non risultano tagli, non risultano penalizzazioni, non risulta alcun blocco strutturale da parte della Commissione Europea, infatti le risorse sono state assegnate e approvate. Appare grave il dato ufficiale che indica la spesa reale dell’intera progettualità sino al 2025 ad una percentuale inferiore al 10% degli investimenti trasformati in spesa reale. Secondo i dati ufficiali aggiornati al 2025: Spesa certificata complessiva: 8,44%, Spesa effettiva (pagamenti reali): 7,80%. Nel dettaglio: FESR: 5,06%, FSE+: 18,35%. Alcune linee del Fondo Sviluppo e Coesione restano sotto il 7%, Questo significa che oltre il 90% delle risorse disponibili non è ancora diventato intervento concreto sul territorio, sarebbe il caso di dare delucidazioni tecniche e reali su questi dati, parlando anche di eventuali soluzioni e si ricorda che si parla della sola ultima progettualità, questo è il cuore del problema. Spesso si dimentica che i Fondi Europei non sono discrezionali, infatti i fondi strutturali finanziano progetti coerenti con obiettivi precisi: innovazione, transizione verde, sostenibilità, digitalizzazione, inclusione, se un progetto non è pienamente allineato ai criteri di ammissibilità, la Commissione applica le regole. Non le interpreta politicamente. Parlare di “Europa che blocca” significa ignorare il funzionamento stesso dei fondi comunitari. Sempre in maniera costruttiva porrei l’attenzione più sul problema interno, infatti quando la spesa reale è sotto il 10%, il tema non è esterno ma interno e forse riconducibile alla qualità della progettazione, nella capacità amministrativa, nei tempi delle procedure, nella governance regionale. Non è credibile sostenere che l’Europa sia la causa principale di una dinamica che i numeri mostrano come strutturale. Inoltre si ricorda che la Regione Campania ha un presidio ufficiale a Bruxelles con un ufficio di rappresentanza che forse non viene utilizzato come dovrebbe, l’ufficio ha funzioni di raccordo istituzionale e supporto tecnico. Se le percentuali di utilizzo restano così basse e se emergono criticità su progetti strategici, è legittimo interrogarsi sull’efficacia di quel presidio, anche perché un ufficio europeo dovrebbe anticipare i problemi, non inseguirli, si dovrebbe facilitare l’allineamento tecnico, non scoprire le incompatibilità a posteriori, se i numeri non migliorano, la domanda non è polemica. È doverosa. Anche se non risolve il problema attuale regionale e dello stadio Arechi il problema è politico infatti, parliamo di quasi 7 miliardi disponibili, meno del 10% speso, addirittura alcune, linee ferme al 6-7%, di fronte a questi dati, attribuire la responsabilità all’Europa appare una narrazione conveniente ma fragile. La verità è più semplice e più scomoda: la Campania ha risorse, ma non riesce ancora a utilizzarle con la velocità e l’efficienza necessarie, la responsabilità non è di Bruxelles, è di chi governa e amministra, ovviamente il problema non è solo della Regione Campania che sia chiaro, ma sarebbe giusto non dire queste eresie, infatti finché le percentuali resteranno queste, lo scontro con l’Europa resterà una distrazione, il vero banco di prova è la capacità di trasformare miliardi programmati in opere, servizi, infrastrutture reali, e oggi, i numeri dicono che quella prova non è ancora stata superata.





