Pisano: il Comune verso il all'autorizzazione - Le Cronache Ultimora
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Pisano: il Comune verso il all’autorizzazione

Pisano: il Comune verso il all’autorizzazione

di Erika Noschese

L’aria che si respira attorno alla secolare e controversa vicenda delle Fonderie Pisano sembra essere profondamente mutata, segnando un punto di rottura rispetto al passato recente e aprendo scenari finora inediti per il futuro del quartiere Fratte e dell’intera Valle dell’Irno. Nella giornata di ieri, i locali di Palazzo di Città sono stati il palcoscenico di un confronto che potrebbe riscrivere le sorti dello stabilimento siderurgico e, di riflesso, la qualità della vita di migliaia di residenti. La delegazione del Comitato Salute e Vita è stata ricevuta dal Prefetto Vincenzo Panico, il commissario straordinario che sta traghettando l’amministrazione comunale di Salerno, per discutere della partecipazione dell’ente alla cruciale conferenza dei servizi prevista per la giornata odierna. Si tratta di un appuntamento decisivo, focalizzato sul rilascio o sul probabile diniego dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia), l’atto amministrativo senza il quale l’attività produttiva non può legalmente proseguire. L’esito del colloquio con il commissario ha generato un’ondata di cauto ottimismo tra gli attivisti, storicamente abituati a un dialogo complesso e spesso frammentario con le istituzioni locali. Lorenzo Forte, presidente dell’associazione Salute e Vita e volto storico della mobilitazione, non ha nascosto la propria soddisfazione all’uscita dall’incontro, sottolineando come la presenza del Comune di Salerno alla riunione odierna sia stata assicurata con una rappresentanza tecnica di alto profilo. Nello specifico, è stata confermata la partecipazione dei dirigenti dei settori Ambiente e Urbanistica, una mossa che garantisce che tutti i comparti responsabili della vicenda siano presenti al tavolo decisionale. Secondo quanto riportato da Forte, l’incontro ha rivelato una disponibilità e soprattutto una conoscenza della vicenda che non erano affatto scontate nelle precedenti interlocuzioni. Il presidente ha infatti commentato con entusiasmo l’esito del colloquio: “Finalmente il Comune sarà presente domani; abbiamo trovato solidarietà e soprattutto una profonda conoscenza della vicenda. Siamo molto soddisfatti dell’incontro perché era esattamente ciò che chiedevamo. Domani saranno presenti l’Asl, il Comune e la Regione: tutti gli enti saranno chiamati a fare il loro dovere”. Questa partecipazione corale rappresenta per il comitato il raggiungimento di un obiettivo prefissato da tempo, ovvero l’assunzione di una responsabilità collettiva da parte di tutti i soggetti pubblici coinvolti nella tutela del territorio. La posta in gioco è altissima e richiama le inadempienze che in passato hanno portato l’Italia a confrontarsi con le autorità sovranazionali. Lorenzo Forte ha voluto rimarcare la solennità del momento istituzionale che si sta vivendo in queste ore, legandolo direttamente alle tutele fondamentali della persona. Il presidente ha proseguito la sua analisi dichiarando: “Si tratta di questioni per le quali lo Stato italiano era stato condannato dalla Corte Europea. Oggi, finalmente, tutti gli enti si assumeranno la propria responsabilità rispetto alla tutela della vita, della salute pubblica e della sicurezza degli stessi lavoratori”. Il riferimento alla sentenza europea sottolinea la gravità di una situazione che per decenni ha visto il diritto al lavoro scontrarsi col diritto alla salute, una dicotomia che il comitato spera di veder risolta attraverso il rigoroso rispetto delle normative ambientali vigenti. Nonostante la prudenza che la materia impone, la sensazione diffusa è che la struttura tecnica del Comune di Salerno sia pronta a fare la propria parte senza ulteriori tentennamenti. Alla domanda specifica su chi avrebbe preso parte tecnicamente al tavolo, Forte ha chiarito la composizione della delegazione comunale, ribadendo la fiducia nel percorso intrapreso: “Saranno presenti tutti i settori responsabili della vicenda”. Questo passaggio tecnico è fondamentale, poiché la presenza congiunta dell’urbanistica e dell’ambiente permette una visione d’insieme che va oltre la semplice emissione fumi, toccando la compatibilità stessa dell’impianto con il tessuto urbano circostante. Il clima di attesa per la conferenza dei servizi odierna è carico di tensioni giuridiche. L’azienda proprietaria avrebbe dovuto presentare, entro venti giorni dalla precedente riunione, la documentazione necessaria a dimostrare l’adeguamento dell’impianto alle cosiddette Bat (Best Available Techniques), ovvero le migliori tecnologie disponibili per minimizzare l’impatto ambientale e rendere la produzione sostenibile. In assenza di colpi di scena o di integrazioni documentali dell’ultimo minuto da parte della famiglia Pisano, la strada sembra ormai tracciata verso un diniego dell’autorizzazione. Tale provvedimento, tuttavia, non rappresenterebbe la parola fine, ma solo l’inizio di una nuova e complessa battaglia legale nelle aule dei tribunali. L’avvocato Franco Massimo Lanocita, legale che segue da vicino le posizioni dei cittadini e del comitato, ha già delineato i possibili scenari futuri in caso di rigetto dell’istanza dell’azienda. Egli ritiene altamente probabile che la proprietà decida di impugnare l’eventuale provvedimento di diniego davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, cercando di sospendere gli effetti della chiusura. Lorenzo Forte ha riportato la posizione ferma dell’associazione e del suo legale: “Davanti al possibile diniego al rilascio dell’Aia, credo sia probabile che i Pisano impugneranno il provvedimento davanti al Tar. Noi siamo pronti a resistere e a difendere un eventuale provvedimento di diniego in ogni sede”. Resta dunque da capire se e quando il mancato rilascio dell’Aia si tradurrà nell’effettiva cessazione dell’attività produttiva a Fratte, considerando i tempi tecnici della giustizia amministrativa che potrebbero dilatare i termini dello stop definitivo. Nel frattempo, il commissario Panico ha mantenuto un profilo di estrema riservatezza istituzionale, evitando di rilasciare dichiarazioni ufficiali ai cronisti ma fornendo rassicurazioni su altri fronti caldi della gestione cittadina. A margine dell’incontro con il Comitato Salute e Vita, il Prefetto ha infatti assicurato ai giornalisti di stare seguendo con la massima attenzione anche la vicenda del cedimento avvenuto sul lungomare Tafuri, preannunciando che nei prossimi giorni verranno comunicate decisioni operative in merito per risolvere le criticità strutturali emerse. L’impressione lasciata dal commissario straordinario sulla delegazione del comitato è stata però talmente positiva da spingere Lorenzo Forte a una riflessione finale che suona come una promozione a pieni voti della nuova gestione prefettizia del Comune. Il presidente ha concluso il suo intervento con parole di stima verso la figura di Panico: “Voglio cogliere l’occasione per sottolineare che abbiamo parlato con una persona competente, un punto di partenza fondamentale; è una figura molto preparata sulla vicenda. Abbiamo avuto un’ottima impressione, pur senza anticipare posizioni che restano del tutto autonome da parte dell’amministrazione. Tuttavia, è evidente che ci sia un cambio di passo al Comune di Salerno”. La giornata di oggi rappresenta dunque un bivio storico per la città. Il fronte istituzionale sembra aver ritrovato una compattezza finora inedita, spinto dalla necessità di rispondere alle direttive europee e alle pressanti richieste di un territorio che non intende più scendere a compromessi sulla propria incolumità. La presenza dei vertici amministrativi al tavolo odierno non è solo un atto formale, ma il segnale di una volontà di approfondimento che potrebbe segnare la fine di un’epoca industriale nel quartiere di Fratte, spostando finalmente il dibattito dal piano della gestione emergenziale a quello della riconversione e della bonifica definitiva dei suoli. La comunità salernitana resta ora in attesa di conoscere l’esito del verbale della conferenza, con la speranza che la determinazione mostrata ieri tra i corridoi di Palazzo di Città si traduca in atti amministrativi solidi e inoppugnabili.