«Rafforzare prevenzione, monitoraggio e pianificazione territoriale». La Società Italiana di Geologia Ambientale lancia l’allarme dopo la frana verificatasi a Vietri sul Mare: un movimento franoso profondo circa sei metri nel Parco Madonna dell’Arco che ha comportato la chiusura totale al traffico veicolare della Strada statale 163 Amalfitana al km 48+300. Un’interruzione che sta causando pesanti disagi alla circolazione e alla mobilità lungo l’intero tratto costiero, con ripercussioni significative sia per i residenti sia per il comparto turistico. «Il distacco di materiale roccioso dal versante sovrastante l’arteria stradale rappresenta un fenomeno purtroppo ricorrente in contesti geomorfologici complessi come quello della Costiera Amalfitana, caratterizzati da elevata acclività, fratturazione dei litotipi e forte esposizione agli eventi meteorici intensi», ha dichiarato Gaetano Sammartino, presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale – Sezione Campania e Molise. Secondo Sammartino, la combinazione tra caratteristiche geologiche del territorio, pressione antropica e cambiamenti climatici, con precipitazioni sempre più concentrate e violente, rende questi versanti particolarmente vulnerabili a fenomeni di instabilità. La Sigea – Società Italiana di Geologia Ambientale, Sezione Campania e Molise – esprime forte preoccupazione e ribadisce la necessità di un approccio strutturale e non emergenziale alla gestione del rischio idrogeologico nel territorio regionale. «Eventi come questo evidenziano ancora una volta la fragilità del nostro territorio e la necessità di investire in maniera continuativa nella prevenzione, nel monitoraggio strumentale dei versanti e nella manutenzione programmata delle opere di mitigazione del rischio», ha aggiunto Sammartino, sottolineando come la pianificazione debba basarsi su dati aggiornati e su una costante attività di controllo. La Costiera Amalfitana, riconosciuta a livello internazionale per il suo straordinario valore paesaggistico e turistico, è al tempo stesso un contesto ad alta vulnerabilità geomorfologica, dove l’equilibrio tra tutela ambientale, sicurezza e sviluppo economico richiede strategie integrate e di lungo periodo. «È pertanto fondamentale – ha sottolineato Sammartino – implementare sistemi di monitoraggio geotecnico e geostrutturale dei costoni rocciosi; aggiornare costantemente la mappatura della pericolosità e del rischio; programmare interventi di consolidamento e disgaggio preventivo; integrare la pianificazione territoriale con studi geologici di dettaglio, in grado di supportare scelte amministrative consapevoli». «La Sigea Campania e Molise si rende disponibile a collaborare con le amministrazioni locali, con gli enti gestori della viabilità e con le autorità competenti – ha concluso – per fornire supporto tecnico-scientifico e contribuire alla definizione di strategie di mitigazione efficaci e sostenibili. La gestione dell’emergenza è fondamentale, ma non può sostituire una politica strutturale di prevenzione del rischio idrogeologico, che deve diventare una priorità permanente nell’agenda istituzionale regionale e nazionale». Al momento la situazione resta critica: sono ancora incerti i tempi di riapertura della SS 163 Amalfitana, la cui chiusura ha di fatto isolato la “Divina”, con pesanti ripercussioni sulla viabilità alternativa già congestionata. Per garantire la sicurezza sanitaria del territorio, si è reso necessario predisporre la sosta di alcuni mezzi del 118 in prossimità di Cetara, così da poter fronteggiare tempestivamente eventuali emergenze. Una misura straordinaria che testimonia la delicatezza del momento e la necessità di interventi rapidi, ma soprattutto di una programmazione preventiva capace di ridurre il ripetersi di simili situazioni.





