Verdi. Gallo è l’Avvocato Malinconico - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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Verdi. Gallo è l’Avvocato Malinconico

Verdi. Gallo è l’Avvocato Malinconico

Olga Chieffi Appuntamento con lo spettacolo “Malinconico – Moderatamente felice” al Teatro Verdi di Salerno, da questa sera alle ore 21, sino a domenica, quando si svolgerà in pomeridiana, alle ore 18. In scena ci sarà il protagonista interpetrato da Massimiliano Gallo, il quale insieme all’autore Diego De Silva, ne ha fatto la trasposizione teatrale. La trama si sviluppa attraverso il racconto delle vicende quotidiane del protagonista, tra fallimenti professionali, relazioni sentimentali complesse e nevrosi personali. La struttura dello spettacolo prevede un monologo confidenziale in cui il protagonista si rivolge direttamente alla platea, alternando momenti di riflessione filosofica a situazioni ironiche. La regia, curata dallo stesso Gallo, integra la presenza scenica degli attori con contributi video che mostrano gli altri personaggi del mondo di Malinconico, quindi un cast composto da Biagio Musella, Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito e Manuel Mazia, con l’allestimento si avvale delle scene di Luigi Ferrigno, dei costumi di Eleonora Rella e del disegno luci di Alessandro Di Giovanni, mentre le musiche e le canzoni originali sono firmate da Joe Barbieri. Questo progetto teatrale nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario, e successivamente televisivo, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori. Vincenzo Malinconico, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile, forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti, in fondo prevedibili e noiosi, affida il racconto delle sue storie – ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti – alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario. Perché non è facile sentirsi all’altezza dei vari compiti a cui le giornate ci chiamano, interpellandoci di volta in volta in veste di lavoratori, professionisti, genitori, coniugi, amanti, amici: le tante, complesse categorie della vita in cui dobbiamo reinventarci ogni volta, sottoponendoci a quegli esami del nostro stare al mondo che, come ci ha insegnato un maestro del teatro, non finiscono mai. Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d’ufficio di un becchino di camorra detto “Mimmo ‘o burzone” e, arrugginito com’è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull’amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva. Lo spettacolo vedrà in scena, nella pienezza delle sue attitudini d’interprete, il solo Vincenzo Malinconico, che si abbandonerà, con il suo flusso narrante rimuginatorio, filosofico, irresistibilmente comico ma sempre votato alla riflessione (perché per far ridere davvero bisogna convincere, cioè parlare all’intelligenza dell’altro), a un lungo, confidenziale monologo con il pubblico, raccontandosi tematicamente.