Gli altri sindaci di Salerno - Le Cronache Salerno
Salerno

Gli altri sindaci di Salerno

Gli altri sindaci di Salerno

Salvatore Memoli

Reputo un vero errore fermare l’attenzione solo su Vincenzo De Luca, diventato il Sindaco per antonomasia di Salerno. Di sindaci repubblicani la città ne ha avuto altri, con profili, caratteristiche, diversi e con una storia personale, professionale e politica, ben degna di meritare una memoria soprattutto per i giovani salernitani, ai quali mi basta accendere una curiosità positiva su chi ha guidato e rappresentato Salerno dall’inizio della vita della Repubblica italiana, dal 1946. Ovviamente, anche prima della Repubblica, Salerno ha avuto grandi Sindaci che meritano di essere conosciuti. Quindi, come dicevo, Vincenzo De Luca non é il solo sindaco che ha speso le sue energie personali e politiche per Salerno. Anche l’attuale dimissionario Sindaco, Vincenzo Napoli, ha al suo attivo una grande competenza urbanistica. Dal 1946 al 1993, i sindaci venivano eletti dal Consiglio Comunale. In questo periodo troviamo: Matteo Rossi del Partito liberale italiano dal 19 dicembre 1946 al 22 marzo 1947; Luigi Buonocore della Democrazia Cristiana dal 22 marzo 1947 al 7 giugno 1952; Mario Parrilli del Partito Nazionale Monarchico dal 7 giugno 1952 al 22 dicembre 1953; Francesco Alario del Partito Nazionale Monarchico dal 22 dicembre 1953 al 10 luglio 1955. Subito dopo si registra il commissariamento del Comune per due anni. Il 10 luglio 1955 si presenta sulla scena cittadino un personaggio politico che conserva, ancora oggi, un posto nella memoria dei salernitani, Alfonso Menna della Democrazia Cristiana che restò interrottamente alla guida di Salerno fino al 19 ottobre 1970. Alfonso Menna era un grande Dirigente della pubblica amministrazione, fu Segretario generale del Comune di Salerno. Al termine della sua carriera fu invitato a presentarsi alle elezioni che stravinse, venendo eletto dal Consiglio Comunale, Sindaco di Salerno. Ebbe un amore grande per la città ed i cittadini che contattava quotidianamente, senza mai stancarsi. Si distinse in molte occasioni per una guida che era paragonabile alle premure e responsabilità del bravo padre di famiglia, a cui aggiungeva le sue conoscenze delle norme e dei meccanismi della macchina amministrativa. Al termine del suo sindacato fu, per molti anni, ancora il riferimento dei cittadini e, per certi versi, divenne una presenza ingombrante per i suoi successori. Il primo a subire gli strali di Menna fu Gaspare Russo eletto Sindaco il 19 ottobre 1970 fino al 20 dicembre 1974. Uomo di grandi capacità politiche, alle elezioni regionali del 1975 fu eletto nel Consiglio Regionale della Campania, divenendone Presidente della Regione dal 1976 al 1979. A Gaspare Russo seguì Alberto Clarizia dal 20 dicembre 1974 al 19 luglio 1976. Clarizia fu Sindaco esuberante, capace di interagire con padronanza con i cittadini, tenendo testa a tutti i movimenti ed alle richieste più disparate dei cittadini. La gente lo chiamava “Alberto ‘a bucia”, egli stesso mi spiegò che la bucia era “la bugia cioé una candela che porta la luce, la verità. Ecco io sono la luce e la verità!”. Dopo Clarizia cominciò un alternarsi continuo di Sindaci, con mandati di brevissima durata. Eccoli: Walter Mobilio (DC) dal 19 luglio 1976 al 22 settembre 1976; Pellegrino Cucciniello (DC) dal 22 settembre 1976 al 9 marzo 1977; Vittorio Provenza (DC) dal 9 marzo 1977 al 24 marzo 1978; Bruno Ravera ( DC) dal 24 marzo 1978 al 4 agosto 1979; ritorno di Alberto Clarizia dal 4 agosto 1979 al 4 agosto 1980. Dopo questa tornata democristiana, troviamo il primo sindaco laico Ennio D’Aniello ( Partito Repubblicano Italiano)dal 4 agosto 1980 al 12 ottobre 1981. Quindi un ritorno alla DC con Renato Borrelli dal 12 ottobre 1981 al 10 giugno 1982; Nicola Visone dal 10 giugno 1982 al 5 ottobre 1982; Alberto Clarizia dal 5 ottobre 1982 al 23 gennaio 1984; Aniello Salzano dal 23 gennaio 1984 al 12 febbraio 1985; Nicola Visone dal 12 febbraio 1985 al 6 marzo 1985; Vittorio Provenza da 6 marzo 1985 al 12 settembre 1985 che ebbe l’onore di accogliere il Papa Giovanni Paolo II in visita a Salerno; Michele Scozia dal 12 settembre 1985 all’8 marzo 1987. Tutti questi Sindaci sono stati espressione della società civile salernitana, professionisti apprezzati dai cittadini. Con le dimissioni di Michele Scozia si ebbe una svolta radicale nella vita politica cittadina. I socialisti guidati dal Ministro Carmelo Conte intrapresero una nuova strada politica, alleandosi con il Partito Democratico della Sinistra. Primo sindaco di sinistra dall’8 marzo 1987 fu eletto Vincenzo Giordano il cui mandato ininterrotto ( elezioni incluse) terminò il 22 maggio 1993. Giordano fu un grande sindaco, di forte tempra, concreto, lontano dalla demagogia, tante volte fu costretto a fustigare i suoi stessi compagni di maggioranza. Dal 22 maggio 1993 Vincenzo De Luca fu Sindaco di Salerno. Seguì una fase di Commissariamento che terminò il 6 dicembre 1993. Con il cambio della legge elettorale Vincenzo De Luca fu eletto direttamente dai cittadini Sindaco il 6 dicembre 1993 fino al 15 maggio 2001, per due mandati. Il 15 maggio 2001 Mario De Biase ( Democratico di sinistra)fu eletto Sindaco fino al 15 giugno 2006. In questa data fu rieletto Vincenzo De Luca che rimase Sindaco per due mandati fino al 3 febbraio 2015. Quindi segue Vincenzo Napoli ( Partito Democratico) per andare alle elezioni e restare Sindaco fino a questi giorni. Questi i nomi dei Sindaci che hanno guidato Salerno e che sono rimasti, con alterne vicende, personaggi che si sono spesi per la città ed i cittadini. Persone che hanno amato Salerno e che restano esempi di dedizione e di guida per una comunità che affronta la sua storia, rinnovandosi nelle scelte e conservando una memoria sincera di chi si é dedicato alle sue cure. Di ognuno si potrebbe scrivere molto, almeno per un omaggio a chi ha speso la vita per Salerno. Con uno sguardo al futuro e a chi verrà!