Salerno. Per lo sport? Ripassate tra qualche anno - Le Cronache Salerno
Salerno

Salerno. Per lo sport? Ripassate tra qualche anno

Salerno. Per lo sport? Ripassate tra qualche anno

di Alfonso Malangone*

Le notizie sulla desolante vicenda del PalaTulimieri spingono molti cittadini a esprimere raccapriccio. Adesso. Non prima. Forse, sarebbe stato giusto parlarne per tempo, sia denunciando la fallimentare gestione dell’impiantistica sportiva che contestando fermamente la narrazione di una ‘Salerno-Città dello Sport’ degna del miglior libro di favole. Così, di fronte alle tante critiche, ora si assiste alla corsa dei responsabili ad assumere impegni, a promettere sistemazioni, a prospettare soluzioni. Parole, parole, parole, come se gli abitanti di questa Città fossero appena arrivati da un viaggio interplanetario durato almeno 15 anni e non avessero piena consapevolezza delle tante vane promesse fatte per il recupero del Vestuti, delle sue palestre sbocconcellate e dell’adiacente capannone industriale, più adatto a ospitare una friggitoria, nonché delle macerie di uno stratosferico Palazzetto, con ristorante aereo, costate almeno 13milioni di euro. Dopo tanti soldi buttati a mare, adesso ci vorranno altri 38milioni per finire l’opera. Sta di fatto che l’abbattimento del PalaTulimieri, la frana del Pattinodromo e la chiusura della Piscina Vitale rappresentano gli ultimi anelli di una catena di sciagure che assegna agli sportivi della Città la stessa condizione dei peccatori più incalliti dell’ultimo girone infernale. Però, nessun problema. Ci penserà il nuovo Arechi da 139milioni a inserire la Città nel ridottissimo Olimpo delle Superdotate. Del resto, rispetto al calcio, gli altri sono sport minori. E, quindi: chissenefrega!

Nella conferenza stampa del 24 Gennaio, convocata dai dirigenti della Roller Salerno, è apparsa evidente la loro grande sofferenza, al limite della commozione, per l’invito a lasciare il luogo nel quale, in 40 anni, è stata fatta la storia delle ‘rotelle’ ed è stato portato in alto il nome della Città anche in ambito europeo. Così, dal 1° Febbraio, la “Pattinaggio Roller Salerno – Associazione Sportiva Dilettantistica” è finita sotto i ponti benché sia l’unica al Sud, e una delle poche in Italia, a potersi vantare di gestire ben quattro discipline e, cioè: l’hockey su pista; il Pattinaggio Artistico; la Corsa; lo Skateboard. Oltre 200 tesserati di ogni età, le squadre e i relativi allenatori sono costretti a fermarsi o arrangiarsi. Ovviamente, fatta la protesta, in mancanza di un Assessore allo Sport nella Città dello Sport, il Presidente della competente Commissione del Comune, che si occupa anche di Politiche Giovanili e Innovazione (!), si è preoccupato di rilasciare dichiarazioni rassicuranti sul fatto che si farà qualcosa, anche se ancora non si sa che cosa. A discolpa per quanto accaduto, ha denunciato il ritardo della Regione nella comunicazione del progetto finale di riqualificazione dell’Arechi che, coinvolgendo l’area del Volpe, rende necessario l’abbattimento del ‘tendone’, detto con affetto. Un’accusa alquanto ardita poiché ‘sta a significare’, come direbbe il Commissario Montalbano, che l’opera è stata decisa all’insaputa dell’Ente Comunale nella veste di proprietario dei suoli e delle strutture. In realtà, se pure è vero che la fase amministrativa dell’investimento è curata dall’Arus, l’Agenzia Regionale per le Universiadi e lo Sport, e che le risorse finanziarie sono a carico della Regione, ha sorpreso sentire che il Comune sarebbe rimasto estraneo all’elaborazione del nuovo Stadio, sia per le caratteristiche tecniche che per la previsione delle modalità di esecuzione. Né ha sorpreso di meno udire da qualche parte che l’urgenza del rilascio sarebbe stata dettata dalla necessità di ‘consegnare la struttura alla Regione (?)’. Sono dichiarazioni di subalternità che meriterebbero un approfondimento volto a chiarire l’effettivo ruolo ricoperto dal Comune nella vicenda. In ogni caso, pur accettando la ‘scusanza’, non è negabile che del coinvolgimento del Volpe se ne parlava già nel 2023 e che, quindi, c’era tutto il tempo per trovare un rimedio. Per questo, non può essere esclusa l’ipotesi di una imperdonabile distrazione nella gestione dell’operazione, né può essere considerata una insolenza sostenerla. Del resto, approfondendo la questione, la tesi appare del tutto verosimile.

Il PalaTulmieri è ubicato nell’area cosiddetta Prog 6 – Litoranea Orientale/Campo Volpe – destinata dalla Variante al Piano Urbanistico Comunale del 2013 alla valorizzazione ai fini produttivi e residenziali. Secondo la previsione, sui complessivi circa 42.000mq di suolo si potevano realizzare strutture aventi un solaio totale di 17.597mq, di cui 11.000 per attività economiche e 6.597 per finalità abitative. Da quell’anno, con espresse delibere, il Consiglio Comunale ha sempre inserito l’area nell’elenco dei beni pubblici da alienare a terzi. Così, nel 2021, fu pure autorizzata l’asta di vendita al prezzo di 9.678.500 euro con chiusura entro il 29 dicembre dell’anno. Fu una gara velocissima, per motivi che qui non interessa ricordare, chiusasi però con un nulla di fatto. Appare evidente che, già a quel tempo, qualcuno dei rappresentanti pubblici, gli stessi di oggi, avrebbe potuto, e dovuto, porsi il problema della perdita del PalaTulimieri, a meno di una volontaria indifferenza nei confronti dell’attività sportiva della Roller. Ipotesi abominevole rispetto alla semplice distrazione, qui del tutto denegata.

Nel corso della citata conferenza stampa, i dirigenti della Roller hanno pure formulato la richiesta di allungare i tempi del rilascio per un periodo sufficiente a individuare una sede temporanea. Questo, in relazione al possibile ritardo nell’avvio delle opere a causa dell’assenza del progetto esecutivo. Per una soluzione definitiva, invece, sono stati i rappresentanti pubblici ad avanzare alcune proposte generiche neppure escludendo, salvo errore, il riutilizzo dell’area del Volpe dopo il previsto abbattimento di parte delle strutture da realizzare. Perché alcune saranno solo temporanee. Però, a parte la stranezza di sostenere spese ‘a perdere’ in presenza di un Bilancio Comunale squilibrato, il rendering prodotto non sembra offrire tale opportunità, senza tralasciare le perplessità indotte dalla denuncia di criticità finanziarie in grado di prolungare i tempi di realizzo. In sostanza, mancherebbero i soldi.

Nei giorni scorsi, un nuovo Consigliere Regionale ha presentato una interrogazione all’egualmente nuovo Presidente dell’Ente chiedendo di confermare la sussistenza dei circa 139milioni di euro destinati all’Arechi. Secondo dichiarazioni pubbliche, infatti, le risorse individuate nei Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FESR 2021-2027) potrebbero essere oggetto di una revisione da parte dell’autorità di gestione costringendo alla ricerca di fonti alternative. Quindi, pur con le due delibere assunte dalla Giunta Regionale sull’argomento, mancherebbe la certezza di proseguire senza intoppi. Peraltro, qualche problema ci sarebbe anche per la copertura delle spese per gli interventi preliminari alla Curva Nord dell’Arechi e per l’abbattimento dello stesso PalaTulimieri. E, allora, prima di mettere il lucchetto al cancello (foto), forse era opportuno chiarire dubbi e timori. Peraltro, secondo l’art. 40, a pag. 83, del Capitolato Speciale di Appalto dei lavori, deve essere concessa un’anticipazione all’appaltatore “pari al 20%” entro 15 giorni dall’effettivo inizio della prestazione. Cioè, si debbono versare almeno 30.000.000 di euro, IVA compresa, per mettere anche solo un chiodo. Una domanda: “ci sono questi soldi”? Sarebbe doveroso confermarlo e pure garantire che, dopo i quattro anni previsti per il nuovo Arechi, Salerno sarà inserita tra le sedi degli Europei di Calcio 2032. E’ un impegno assunto. Sta di fatto, però, che entro il prossimo mese di Ottobre la Federazione Calcio dovrà selezionare le cinque Città da coinvolgere. Tolte le prime quattro, cioè: Torino, dove lo Stadio è già pronto, Roma, Milano e Napoli, che stanno provvedendo, ne manca una da scegliere, al momento, tra le sei già candidate (Firenze, Bologna, Bari, Genova, Verona e Cagliari). Con queste premesse, sarà più facile vedere un asino volare in cielo che una partita all’Arechi. Per cambiare le cose, si può solo sperare in un miracolo. Ma, ce ne vorrebbe uno potente assai. Così, se il sacrificio della Roller si mostrasse privo di fondamento, l’oltraggio ai giovani sportivi e alla Comunità sarebbe davvero imperdonabile. Detto con ogni rispetto.

Questa Città ha bisogno dell’amore vero dei cittadini di cuore.

*Ali per la Città

P.S.: si fa salvo ogni errore