di Erika Noschese
È Alessandro Turchi, presidente dell’associazione Salerno Migliore, il primo candidato sindaco nella città capoluogo. L’ex dirigente scolastico presenterà la lista alle prossime elezioni comunali, sfidando Vincenzo De Luca e gli altri competitor.
Alessandro Turchi, Salerno Migliore è nata un anno e mezzo fa con l’intento di suggerire proposte migliorative per la città, come mai adesso la decisione di scendere in campo nelle prossime elezioni comunali?
«E’ la conseguenza della presa d’atto che solo entrando nella “stanza dei bottoni” si possono portare avanti le nostre proposte, questa attuale amministrazione è sorda ad ogni proposta, ad ogni voce fuori dal coro. Il nostro potremmo definirlo un esperimento sociale, proprio così, non siamo politici, siamo la voce dei cittadini liberi che vogliono una Salerno decisamente migliore di quella che oggi si presenta degradata e sempre più spopolata».
Una decisione che capita in un momento particolare, con le dimissioni del Sindaco Napoli e l’arrivo ormai certo dell’ex Governatore De Luca.
«Stiamo vivendo settimane particolari, da una parte il ritorno fragoroso dell’ex Governatore che, come se ci trovassimo a Marostica nel gioco di scacchi con persone vere, con uno spintone e senza un grazie ha sbattuto via il Sindaco, da lui stesso scelto, con liste preparate da mesi, uomini già designati nei posti chiave delle aziende partecipate, delle cooperative, degli ordini professionali, delle istituzioni. E con le solite promesse di sempre ed il piglio di chi pensa che Salerno sia cosa sua, come in un granducato del 1500. Dall’altra tanti salernitani che plaudono al ritorno, come se il “Granduca” non fosse sempre stato qui, come se le tante scelte di questi anni non abbiano avuto il suo visto».
Il ritorno di De Luca come Sindaco oramai sembra cosa fatta, nessuno mette in dubbio la sua possibile vittoria, che possibilità pensate di avere con Salerno Migliore?
«Vediamo. Pare tutto deciso, ma siamo in un gioco delle parti che però ha stufato, come hanno stufato certe parole d’ordine, certi slogan, da “la ricreazione è finita” a “il ritorno dello sceriffo”.
Lo voteranno, molti per interesse, altri perché attratti dal suo fare finto serioso, dalle sue battute, dalla capacità di far immaginare ciò che Salerno potrebbe essere, pur sapendo in cuor loro che molte delle promesse non saranno mai realizzate. Altri lo voteranno perché non vedono “figure di spicco” emergere dall’altra parte, non immaginando che non è di figure di spicco che ha bisogno la città, ma di politiche serie. Salerno Migliore rischia di essere la variabile non prevista, perché si occupa seriamente, nientemeno, di uno sviluppo ordinato, di un’organizzazione efficace, di cittadini soddisfatti, di verde, di pulizia, mobilità sostenibile e sicurezza, insomma parole aliene per l’attuale amministrazione, che dovrebbe guardare al benessere dei cittadini e non a quello di una casta di costruttori e amministratori che governa da trenta anni. Ma il problema è che molti non voteranno lui ma neanche altri, perché in tanti rimarranno a casa».
Già, il tema dell’astensionismo anche a Salerno è forte, una variabile che inciderà sicuramente sul voto
«Dopo anni di critiche sui social, dopo lamentele e fotografie postate sul degrado, dopo tanto sbuffare e alzare la voce in privato, ben quarantamila salernitani il giorno delle votazioni 2021 rimasero a casa e in queste prossime rischiamo che siano molti di più. La gente che non ha interessi diretti non crede più nella politica, negli schieramenti, nei campi larghi, nelle coalizioni più o meno di opposizione, la politica tradizionale non è più ben vista e, specialmente a livello cittadino, forse non esiste neanche. La nostra scommessa, come Salerno Migliore, sarà di portare alle urne i tanti salernitani stanchi. Per questo parliamo di esperimento sociale, Salerno Migliore sarà l’unica ventata di novità, essendo apartitica ed espressione di sensibilità ideologiche diverse, ponendosi come forza ricca di persone libere, di professionisti, che esprimono interessi collettivi e non personali. Noi vogliamo portare al voto tutti quei salernitani che non credono più nella politica tradizionale, che danno per scontato l’esito delle elezioni prossime».
Quali saranno le vostre prime mosse in questo panorama che si sta definendo? E, soprattutto, la vostra sarà una corsa in solitaria o entrerete o farete parte di una coalizione?
«Correremo da soli, nessun apparentamento. Il nostro tratto distintivo è proprio quello di essere fuori dalla politica dei partiti, il nostro unico obiettivo è la qualità della vita dei nostri concittadini.
Per quanto riguarda le prossime mosse nei prossimi giorni presenteremo il programma, che terrà conto delle reali esigenze dei cittadini, dallo stop alla fuga dei nostri giovani, ad un servizio di mobilità urbana sostenibile ed efficiente, dalla modernizzazione e decoro dei quartieri, alla sicurezza, dalla regolarizzazione del turismo alla valorizzazione dei nostri luoghi storici più importanti, fino a servizi efficienti per una città più vivibile, anche per anziani e disabili.
Dobbiamo uscire a tutti i costi dagli ultimi posti delle varie classifiche sulla qualità della vita, i nostri concittadini lo meritano e lo merita la nostra bellissima città. Questo sistema attuale, comunque si chiami il Sindaco, ha decisamente fallito, vogliamo rinnovare Salerno perché diventi veramente Migliore».





