Fondazione Unisa, appalti d'oro - Le Cronache Ultimora
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Fondazione Unisa, appalti d’oro

Fondazione Unisa, appalti d’oro

di Antonio Manzo

Nel giorno in cui Giuliano Ferrara, da sempre garantista ma anche realista. giudica “il colpevole Pasquale Stanzione con il rito di bistecca immediato”, la tensione arriva al governo dell’ateneo dove c’è il cuore del gran maestro del diritto italiano e presidente dell’Autorità garante protezione dati personali ma, soprattutto, Grande Elettore del giovane rettore salernitano Virgilio D’Antonio.. Sembra lunga ma non lo è affatto la distanza tra l’ateneo di Salerno colpito, almeno per il momento, indirettamente dall’inchiesta sulla corruzione, le spese folli e il peculato che avrebbe prodotto il Collegio dei Garanti privacy presieduto da Stanzione. Roma è vicina, perché si sgretola il collegio dell’Autorità privacy con le prime dimissioni. Guido Scorza, il componente del collegio del Garante della Privacy indagato insieme agli altri tre membri del collegio con l’accusa di peculato e corruzione si è dimesso. Ha comunicato la sua decisione allo stesso Stanzione, ai colleghi e al segretario generale generale Luigi Montuori invitando gli altri componenti a fare lo stesso. Se da un lato Pasquale Stanzione è fermo nella sua decisone di non abbandonare il campo per dovere rispetto alla continuità istituzionale, se ne va l’avvocato Guido Scorza, eletto nel collegio in quota Cinque Stelle. Scorza non è solo indagato dalla procura di Roma ma è anche al centro di un palese conflitto di interessi perché nello studio legale E-Lex di Roma di Roma, gestito dalla moglie oltre che dal fidatissimo collaboratore Giovanni Riccio, docente universitario a Salerno, allievo della ”scuola” di Stanzione. Scorza è il professionista romano sospettato dai Pm romani della continuità tra il suo ruolo di Garante e il suo ex studio legale, che lui stesso aveva fondato, per via di reclami di clienti colpiti da dure e milionarie sanzioni del Autorità dello studio presso il quale lavora ancora la moglie con lo stesso professore Giovanni Riccio. Se il rispetto di presunzione di innocenza va garantito agli indagati i monatti vogliono appendere in piazza il “partito della bistecca” così simpaticamente ha definito da Il Foglio l’enclave che avrebbe consegnato già lo scalpo di Ranucci per colpire, secondo il centro destra, una finta battaglia dei giornalisti e della libertà di stampa. Intanto la tensione nell’Ateneo di Salerno sale. E’ durato sette ore il consiglio di amministrazione della Fondazione Unisa guidato dalla docente universitaria Paola Adinolfi (dalle 10,30 del mattino fino,ininterrottamente, alle 19,30). La gestione della Fondazione che vanta per ora solo un bilancio di 6 milioni di euro, deve essere chiara e trasparente. Il consiglio di amministrazione formato dai professori Armando Lamberti e Marco Galdi, uniti non solo dalla stessa città di nascita ma anche dalla stessa passione politica: il primo coraggiosamente sarà candidato sindaco di centro sinistra a Cava e Galdi ex sindaco del centro destra di Cava de’Tirrreni. Insieme a loro nel Cda della Fondazione Unisa siede anche il giovane Pietro Costabile, delegato cittadino dei giovani di Forza Italia e vivandiere della giornata del lungo Cda designato per garantire pizzette alla riunione così lunga a e operosa. Il consiglio, sotto gli occhi dei revisori dei conti vuole verificare i numerosi servizi per l’ateneo e altrettante gare di appalto. La presidente Paola Adinolfi lavora con i membri del consiglio appena rinnovato sotto sorveglianza dei revisori dei conti Carlo Conte, nominato dal ministero dell’economia e Renato Vicinanza nominato dal ministero dell’università. Proprio i revisori dei conti hanno sollecitato alla trasparenza la presidentessa Adinolfi affidandole il mandato di scegliere tre professionisti in grado di valutare gli atti finora prodotti dalla Fondazione con le verifiche di bilancio e la documentazione su appalti già definiti. “Prima di decidere è necessario conoscere per deliberare” aveve affermato, con saggezza, il consigliere d’amministrazione Armando Lamberti, il giurista che preferisce attendere il parere legale sulla temporalità dei contratti per il personale della fondazione, a termine o a tempo indeterminato come quelle della determinazione del nuovo direttore generale. Sarà il professore Lorenzo Ioele, giuslavorista, appena andato in pensione ma senza contratto di collaborazione per l’ateneo come avvenuto in altri casi di raggiunti limiti di età. Il consiglio aspetta le sue valutazioni onde evitare l’assunzione di comportamenti che potrebbero perfino delineare gli estremi di mobbing professionale, specificatamente sui temi che riguardano il personale. Gli appalti da verificare C’è l’esito di gara per l’affidamento della gestione dell’asilo nido aziendale vinto da una società potentina, una coop sociale “Nasce un sorriso” per 66 mesi a partire dal 30 luglio 2024 (importo 1 milione e 500 mila euro). C’è l’affidamento di 6 punti ristoro dell’ateneo a Compass Group, una azienda milanese del food impegnata in diversi atenei italiani e la gara andata deserta per le macchinette (acqua, caffe e bevande varie) che sarebbe stata bloccata dalle imprese già vincitrice a seguito della nuova normative antiriciclaggio con un controllo mirato dell’Agenzia delle Entrate. Così come una verifica è stata chiesta sull’appalto della stampa di modulistica per l’ateneo affidata alla cavese Metelliana (da ogni tipo di stampato, fino ai diplomi di laurea). Così come si tratta di svelare l’affidamento del servizio di ristoro a mezzo distributori automatici prim’ancora di impiantare un supermercato interno all’ateneo con prodotti a kilometri zero, ivi compresa la carne, con banco vendita affidata ad un noto macellaio romano. Ma resta ancora nel limbo una decisione per gli studenti universitari obbligati ad anticipare i soldi per la mensa. Ci sono ben 6 milioni di euro per servizi all’ateneo, secondo una cifra che la presidente Adinolfi vorrebbe far aumentare alla Fondazione per gestire le e pulizie degli ambienti, la gestione della mensa e di ben sei bar presenti nell’ateneo. Tutto, però, deve avvenire sotto gli occhi del direttore generale dell’ateneo ingegnere Lorenzo Basile. nominato per volere del direttore D’Antonio e di qualche centrale sindacale interna. Il personale tecnico amministrativo che avrebbe gradito una scelta esterna di alto profilo professionale ma si trattava di un nome troppo vicino ad ambienti del Garante privacy.