Provinciali, analisi del voto: per Mutalipassi pochi voti da Agropoli - Le Cronache Attualità

di Arturo Calabrese

Entra in consiglio provinciale, in quota Partito Democratico, anche il sindaco di Agropoli Roberto Antonio Mutalipassi. A prescindere da una campagna elettorale un po’ complessa e nella quale, nelle ultime ore, c’è stato un piccolo inciampo sulla tecnologia, il primo cittadino dem riesce a ottenere un seggio a Palazzo Sant’Agostino anche grazie alla netta affermazione della lista in cui militava.

«Grazie ai tanti colleghi amministratori che mi hanno dato fiducia per poter essere eletto consigliere provinciale – scrive sui social un raggiante neo consigliere – un traguardo importante e non scontato di cui sono onorato e che cercherò di ricambiare con il solito impegno e dedizione. Un grande risultato anche per il PD che si conferma il partito a ricevere il maggior numero di consensi. Un ringraziamento alla direzione provinciale dello stesso che ha avuto fiducia nella mia persona».

Il giorno dopo il voto, però, è quello delle analisi analitiche dell’espressione dell’elettore. La riforma sulla Provincia e sul voto per il consiglio vede un sistema di voto particolarmente complesso, con comuni divisi per sezione, seguendo l’ordine alfabetico, e poi per fasce a seconda del numero di abitanti. Facile, dunque, capire da dove siano arrivate le preferenze e per quale candidato.

Ed è su Agropoli, nello specifico, che si concentra l’attenzione. La città cilentana era inserita nella prima sezione insieme a Baronissi, Bellizzi, Campagna, Capaccio Paestum e Castel San Giorgio per la medesima fascia. Sono nove le preferenze per Mutalipassi, un numero inferiore ai consiglieri di maggioranza della sua città. Gli eletti in maggioranza alle elezioni del 2022 sono stati undici e cinque in minoranza.

Di questi ultimi, due sono passati in maggioranza, e cioè Bruno Bufano, condannato per ricettazione e minacce, ed Elvira Serra, oggi assessore e alla quale è subentrato Ubaldo Serra, che siede in maggioranza, seppur sia recentemente entrato in un gruppo autonomo. Potenzialmente, quindi, sarebbero stati tredici i voti per Mutalipassi, ma le divisioni interne ci sono, ed anche tante. Nicola Comite e Michele Pizza, ad esempio, sono espressamente elettori di destra e la loro preferenza può essere andata altrove. Togliendo i tre neo autonomi, e cioè, oltre al già citato, il presidente del consiglio Franco Di Biasi e Gennaro Russo, i voti potenziali agropolesi si riducono a otto.

Da qualche altro comune, quindi, sarebbe potuta arrivare una preferenza per il sindaco cilentano. Forse è stata la vicina Capaccio Paestum a dare l’apprezzamento. Si è nel campo delle ipotesi, ovviamente, ma una piccola ricostruzione è fattibile. Ad Agropoli c’è qualche franco tiratore, perfetta concretizzazione della situazione politica nella quale l’amministrazione ormai vive da diversi mesi a questa parte. Altro elemento sta nell’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento. Escludendo qualche grande comune, si tratta di piccoli centri che non superano le 3mila anime.

In quella fascia, il presidente in carica riesce a guadagnare 32 voti. Anche qui, non c’è stata una scelta unanime, anzi sono in tanti a non avere espresso la propria preferenza per l’amministratore. Piccola curiosità: nella chat che Mutalipassi ha improvvidamente reso pubblica alla vigilia del voto, si parlava di un voto da parte di Luigi Ingenito, consigliere di Mercato San Severino. Il comune era inserito nella fascia D, come Agropoli, e nella seconda sezione. Orbene, un voto per il sindaco agropolese c’è.

Che Ingenito abbia seguito le indicazioni arrivate da parte del tale Enzo della conversazione via messaggistica istantanea? Ovviamente non è dimostrabile, ma gli indizi ci sono.