Michelangelo Russo
Nella conferenza stampa di inizio anno Giorgia Meloni, con l’acume tempistico delle sue uscite plateali, ha attaccato nuovamente la Magistratura per dire che la Polizia (che è buona) lavora per il bene dei cittadini mentre i Giudici (che sono cattivi) vanificano gli sforzi dei poliziotti. E’ lo slogan più becero dal tempo dei filmetti degli anni ’70 di Thomas Milian, detto “Er Munnezza”, che furoreggiava nelle sale periferiche di secondo ordine. L’insensibilità istituzionale della Premier, da tempo manifestata ma perfettamente in linea con il suo autentico stile accento trasteverino, l’ha portata però a scegliere il momento più sbagliato per la sua propaganda elettorale a favore della Separazione delle Carriere. Arriva nel giorno in cui il Pubblico Ministero svizzero ha finalmente arrestato la coppia sciagurata dei proprietari del locale della strage. Che c’entra Meloni con questo? C’entra, eccome! Perché il Pubblico Ministero svizzero è un Magistrato di un sistema giudiziario con le Carriere Separate. Il Pubblico Ministero svizzero è come lo vuole la Riforma Costituzionale varata da Meloni e compagnia bella. Dunque, il Pubblico Ministero svizzero è, per Meloni, un Magistrato ideale, perché non si mischia ai magistrati giudicanti, non ne condivide la cultura e non li influenza. Bene! Cominciamo col dire che il Pubblico Ministero svizzero, di cui abbiamo notato da subito l’assoluta incoerenza logica e giuridica con la gravità estrema dei fatti, è un magistrato che apparentemente è indipendente, ma in realtà dipende dal Governo. Viene infatti eletto dalla maggioranza parlamentare svizzera. La maggioranza parlamentare legge il Governo. Di conseguenza, il Pubblico Ministero è diretta emanazione dell’associazione maggioranza-esecutivo. Non è indipendente, come fino ad oggi, il magistrato del Pubblico Ministero italiano. Come sia affidabile il Pubblico Ministero svizzero, quando avvengono le immani tragedie che coinvolgono in primis responsabilità pubbliche, lo abbiamo visto a Crans Montana. C’è voluta l’indignazione internazionale sulla inchiesta perché la Procuratrice svizzera scoprisse all’improvviso, guarda caso, che il pregiudicato Moretti, titolare del locale, poteva scappare. E che perciò doveva andare in galera. Ma l’onore del Pubblico Ministero non per questo si salva. Che ha fatto per l’inqualificabile condotta dell’Amministrazione di Crans Montana? Molte voci giornalistiche hanno riportato che il Pubblico Ministero è dello stesso partito politico del Sindaco che non ha mai fatto i controlli sulla sicurezza del locale. Lo diciamo subito. Fosse avvenuta la tragedia in Italia, con l’attuale indipendenza del Pubblico Ministero, il Sindaco starebbe già in galera con i coniugi Moretti. Ma questo a Meloni non va bene, tant’è vero che, invece di criticare l’inattendibile Pubblico Ministero svizzero (se no si dava la zappa sui piedi sulla Separazione delle Carriere) ha tuonato contro le candele pirotecniche scintillanti, invocando quindi la prigione per le candeline (che andrebbero arrestate da subito). Un tale vertice di comicità depistante dovrebbe sgomentare gli italiani. Questo giornale ha ricordato l’analogia della tragedia di Crans Montana con il rogo dell’Ospedale Psichiatrico di Sana Gregorio Magno di 25 anni fa. La Procura di Salerno, in quattro giorni appena, trovò i principali responsabili del rogo di 19 persone, e li arrestò (e furono condannati, così come gli altri responsabili della tragedia appartenenti all’ASL). Nell’Italia del Sud, e non nelle immacolate e ricche valli svizzere. Tutto il contrario di quanto è avvenuto invece in Serbia. Da anni gli studenti universitari sono in grande agitazione contro la conduzione delle indagini sul crollo di una pensilina nella stazione di Novi Sad, che ha causato una strage di 16 persone. Gli studenti, e buona parte della gente, denunziano una deplorevole inerzia della Pubblica Accusa nell’indagine, che al contrario vedrebbe implicata gravemente, e corruttivamente, la politica governativa. In Serbia, guarda caso, l’Ufficio del Pubblico Ministero è sotto controllo politico della maggioranza. Accadrà così anche in Italia, a breve. La Riforma in atto prevede una Alta Corte Disciplinare. Che sarà uno spauracchio per i magistrati requirenti e giudicanti, poiché al vertice vi sarà un membro nominato dalla maggioranza di Governo. Vi immaginate con quale serenità dovrebbero lavorare i giudici se per caso crollasse il Ponte sullo Stretto?





