La Sanità a Salerno sta peggio che a Gaza - Le Cronache
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La Sanità a Salerno sta peggio che a Gaza

La Sanità a Salerno sta peggio che a Gaza

di Michelangelo Russo
Sono il Presidente della Corte d’ Appello di Salerno che nel 2017 condannò tutti i medici e tutti gli infermieri che a Vallo Della Lucania avevano cagionato la morte del prof. Mastrogiovanni, lasciato legato al letto per tre giorni perché in stato di agitazione motoria, ma morto letteralmente di sete, secondo i periti, perché dimenticato nel suo letto. Non pensavo di vedere scene simili nell’Ospedale di Salerno, dove le telecamere della rete La7 hanno svelato una realtà che si conosceva, ma giammai era apparsa nella sua tragicità. Se adesso la Procura di Salerno non apre subito un’inchiesta, a mio avviso fa un errore e perde un’occasione a beneficio della Comunità. Voglio ricordare che se il Pronto Soccorso di Salerno ebbe, circa venti anni fa, una prima ristrutturazione del servizio, lo si deve all’iniziativa di un Sostituto Procuratore di allora, mi pare che fosse il collega Iachia, che fece tremare i vertici dell’azienda ospedaliera per le condizioni di caos in cui il reparto di pronto soccorso operava. Avvennero rapidi cambiamenti, e arrivò la sala d’attesa, con le sedie, per i parenti in attesa. Arrivò il divieto di ingresso, la codificazione dei ricoverati, arrivarono le guardie di controllo. Ma nulla era quel caos precedente rispetto all’Inferno che abbiamo visto l’altra sera. I vertici politici che sovrintendono alla Sanità dovrebbero dimettersi subito. Ne va del loro onore. Che è ancora una norma obbligatoria, seppure non scritta. Ma il randello del Pubblico Ministero non può non intervenire. La regola dell’Onore vale anche per lui. Non è possibile, se vera, la giustificazione dell’Azienda, riportata dal servizio, secondo cui i pazienti sono stati legati perché non si facessero male da soli. Gli esseri umani lasciati negli escrementi e legati ricordano l’orrore di Auschwitz. Ma stiamo nella città delle luci d’ Artista. E delle grandi opere, dei grandi buchi nelle montagne, del Masterplan della litoranea, degli stadi di rugby, sul laghetto dell’ ex D’Agostino, del ripascimento (che il mare si sta rimangiando), tutti milioni a profusione per la gloria dei Faraoni salernitani con voglia di Piramide mortuaria, per i posteri. Ma tutti questi soldi non potevano migliorare un Pronto Soccorso? È possibile vedere i malati oncologici legati al letto, o lasciati in pronto soccorso per giorni? Ma a proposito degli oncologici terminali, ho sentito dire che vengono smistati in alcune cliniche convenzionate. Ma i malati terminali non dovrebbero andare nei presidi “Hospice” per le cure palliative del dolore? E come è distribuita la mappa dei servizi di pronto soccorso sul territorio, che dovrebbe alleviare la pressione sul pronto soccorso, almeno per i casi lievi di infortunio o malattia? Di questo dovrebbe dar conto l’ ASL, perché alcune note cliniche convenzionate riportano, nel contratto sottoscritto con l’ ASL per essere accreditate, anche il Servizio di Pronto Soccorso. Ripeto: sta scritto nel contratto! Ma perché allora questi presidi non vengono attivati seriamente, e monitorati? Forse perché un Pronto Soccorso dichiarato sulla carta, ma inoperativo serve a un maggior prestigio del servizio specialistico delle cliniche, anche se non è di utilità alla cittadinanza? Parecchie cose ha da spiegare l’ ASL di Salerno, e non dica (se è vero quanto ha detto La7) che legare i malati in barella è per la loro sicurezza. Gli aguzzini di Auschwitz dicevano ai prigionieri che entravano nella camera a gas che andavano a farsi la doccia per liberarsi dai pidocchi.