Zambrano: A Salerno c’è tanto da valorizzare - Le Cronache Ultimora
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Zambrano: A Salerno c’è tanto da valorizzare

Zambrano: A Salerno c’è tanto da valorizzare

Il giorno in cui ha presentato la sua candidatura agli organi d’informazione, ha attratto l’attenzione con una frase semplice ma efficace: “Rivolteremo la città come un calzino”, non uno slogan preconfezionato, ma un momento di slancio che in qualche modo riassume un programma articolato e denso di proposte che toccano quasi ogni aspetto della vita di Salerno e dei suoi abitanti. L’ingegnere Armando Zambrano, già presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, è sostenuto da un numero sorprendente di forze civiche con un’anima moderata e centrista; una nuova formazione, un centro indipendente che torna e si ripropone come modello per la politica nazionale con Azione e Oltre, Base Popolare, Casa Riformista Italia Viva, Noi di Centro, Forza Salerno, Ora!, Partito Liberaldemocratico, Popolari e Moderati e il movimento civico Ali per la città.

Ingegnere Zambrano, cosa ha ispirato fiducia in tante forze e movimenti? Come ha fatto a raccogliere intorno alla sua candidatura tanti consensi?

«Direi prima di tutto l’impostazione misurata, che è forma e sostanza in quanto, oltre a essere il primo bisogno di cambiamento della città, appartiene a tutte le forze moderate e riformiste. Un’impostazione che non è solo politica, ma ricrea i rapporti tra le persone e tra le persone e le istituzioni, permette il confronto democratico e, elemento che ci sta particolarmente a cuore, la partecipazione alla vita pubblica. Salerno deve tornare a essere una comunità di persone che possono scegliere la propria città e dunque avere un controllo giusto e legittimo sulla propria vita».

Una governance che vada oltre il Palazzo?

«Sì, abbiamo un programma dettagliato in proposito perché una buona amministrazione si fonda su una partecipazione attiva e continuativa dei cittadini; cureremo la trasparenza attraverso un rendiconto costante del lavoro svolto dai politici e da ogni società comunale, istituiremo comitati consultivi anche nei quartieri. Il tutto portando il dialogo e il confronto democratico a livelli di normalità che tutelino anche la salute e la tranquillità dell’intera comunità».

A proposito di tranquillità, quali sono le emergenze ambientali e di sicurezza pubblica che intendete come prioritarie?

«Metteremo mano immediatamente al piano di prevenzione del rischio sismico con la valutazione delle strutture degli edifici e istituiremo presidi territoriali nelle aree a rischio idrogeologico elevato. In questo momento di forti cambiamenti climatici bisogna fare in fretta ed essere pronti nel caso di calamità; c’è bisogno di competenza e interventi tecnici non più rinviabili. Ho personalmente maturato questo tipo di conoscenze nella mia vita professionale e intendo mettere a disposizione della città la mia esperienza».

Cosa pensa dell’economia di Salerno? Dopo la fine della città industriale, cosa accade alla città dei servizi, del commercio e del turismo?

«Questa è un’altra emergenza. Dal punto di vista commerciale, Salerno era la città di riferimento per tutto il Sud per l’abbigliamento per esempio, ma oggi di negozi storici ne saranno rimasti uno o due, le grandi firme che si attendevano al Crescent non sono mai arrivate e l’offerta è povera e poco attrattiva, il commercio langue. Quanto al turismo, è un’attività discontinua e poco comprensibile. Abbiamo una piccola parte di turisti che arrivano con le navi da crociera, abbiamo il periodo natalizio con le luci d’artista, ma non è mai stata creata una vera destinazione turistica. Noi lo faremo. A Salerno c’è tanto da valorizzare creando percorsi e animando luoghi. La città longobarda, la città normanna, la città della scuola medica salernitana, solo per fare degli esempi, rappresentano percorsi culturali che vanno creati e promossi così come è stato fatto per le luci d’artista. La città vecchia va recuperata insieme al centro cittadino, entrambi sono vuoti e degradati; insieme con la città nuova, la stessa zona del Crescent per esempio, vanno riempiti di contenuti. In questo momento Salerno appare vuota e priva di proposte».

E questo ci porta direttamente a parlare di cultura.

«E’ un altro tema entusiasmante. I festival già rodati vanno inseriti in un progetto più vasto che si lega a doppio filo con la proposta sul turismo. L’assessorato alla cultura in questi anni non è sempre stato istituito e invece si deve andare anche oltre l’assessorato, va creata una cabina di regia da cui si metta in rete tutta l’offerta, dal museo all’evento. Ma la cosa più importante è capire che il concetto di “fermento culturale” di una città non va riferito al numero di festival ed eventi che si organizzano, ma al pubblico che li segue. Anche in questo caso conta la partecipazione, l’apertura della vita culturale a tutta la città, con il coinvolgimento non solo delle associazioni, ma degli artisti e dei creativi. La musica, la lettura, il teatro devono trovare il loro spazio, insieme ai bar e ai ristoranti che, pur se siamo favorevoli ai permessi per dehors, pedane e tavolini all’aperto, da soli non riusciranno mai a creare un movimento duraturo e vivace. E proprio per questo tipo di attività commerciali, procederemo a una revisione completa del regolamento comunale che disciplina l’occupazione di suolo pubblico, con il coinvolgimento diretto degli imprenditori interessati, delle associazioni di categoria e dei comitati di quartiere. L’obiettivo è definire regole chiare, eque e proporzionate, che bilancino le esigenze commerciali con quelle della mobilità, del decoro e della vivibilità dei residenti».

I giovani si vogliono divertire, ma vogliono anche lavorare.

«Avremo un assessore ai giovani che sarà a sua volta un giovane, che sarà proposto dai giovani. Questo è un segnale forte per dire che il nostro impegno sarà massimo perché Salerno non venga abbandonata dai nostri ragazzi che al momento non vedono qui alcun futuro».

E andiamo al tema scottante dell’urbanistica.

«Il Piano Urbanistico Comunale è dimensionato per 180mila abitanti, a fronte degli attuali 125mila. Ogni anno la città perde 1.500 residenti. E’ necessario ripensare agli obiettivi del PUC per orientare gli interventi verso la rigenerazione dell’esistente, il contenimento dell’uso del suolo, anche in anticipazione della auspicata legge nazionale, e completare gli interventi nelle aree di nuova edificazione, con la realizzazione dei servizi e delle urbanizzazioni previsti. Si pensi ai rioni collinari in cui manca tutto».

A proposito di mobilità?

«Una città vivibile è una città in cui ci si muove con facilità; ripetere che bisogna camminare a piedi non è una risposta ed è poco rispettoso nei confronti di chi, per problemi di età o di salute e disabilità, non può farlo. Investiremo nel trasporto pubblico, nella mobilità sostenibile e nella risoluzione delle incompiute infrastrutturali che da anni pesano sulla qualità della vita dei salernitani. In questo discorso rientra anche Porta Ovest, perché è necessaria un’attenta verifica sull’urgente completamento delle opere, verificando anche la possibilità di realizzazione di interventi di mitigazione dell’impatto ambientale. Cominceremo, inoltre, ad adattare la città alle future (ma non tanto lontane) nuove esigenze di mobilità con soluzioni che consentiranno anche di  avere una città più vivibile e con meno auto per le strade (ed anche più sicura).La città va predisposta per il car sharing, per l’utilizzo di mezzi autoguidati,  per un trasporto pubblico più intelligente, adeguato tempestivamente alle varie necessità, per l’uso di sistemi di regolazione del traffico più efficienti e tempestivi, il tutto utilizzando l’Intelligenza Artificiale, che è in grado di conoscere, con telecamere, conoscenza dei dati dei gps, ed altri sistemi di informazione e trovare soluzioni istantanee su tutta la rete cittadina, gestendo semafori, cartelli stradali intelligenti, indicando percorsi alternativi, segnalando incidenti ed altro».

E restando in tema di movimento, c’è lo sport. Avete progetti in merito?

«Abbiamo un elenco di interventi necessari. Cito ad esempio il ripristino degli impianti esistenti, con interventi urgenti sulle strutture attualmente inutilizzabili e un piano di manutenzione, lo sviluppo e la riqualificazione dei campetti di quartiere le tariffe agevolate; ma soprattutto parliamo dello stadio Arechi e del calcio professionistico perché avere una squadra nelle serie superiori è un obiettivo strategico per la città, per i benefici economici e di immagine che ne derivano. Vanno ricercate con la proprietà sportiva tutte le possibili modalità di collaborazione, verificando la disponibilità di fondi per l’adeguamento dello stadio e la sua riqualificazione affinché diventi un polo di servizi e anche turistico.

C’è qualcosa che vuole ancora dire per concludere?

«Ci sono ancora tanti temi di cui parleremo durante questa campagna elettorale. Il nostro programma non è un elenco di promesse, ma un progetto concreto, strutturato e verificabile, per restituire dignità, efficienza e visione alla città di Salerno. Lo sottoporremo ai cittadini, sul nostro sito web, in modo da poter essere integrato e corretto, prima della sua pubblicazione definitiva ma resterà sempre sempre aperto, per tutta la consiliatura, alle loro proposte».