Vessa: accelerare sulla transizione energetica - Le Cronache Attualità
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Vessa: accelerare sulla transizione energetica

Vessa: accelerare sulla transizione energetica

In Spagna fanno la fila alle stazioni di servizio. Vengono dalla Francia, dal Portogallo, attraversano il confine con il serbatoio quasi vuoto e tornano a casa con il pieno fatto e venti euro in tasca. Lo chiamano “turismo del pieno”. Potrebbe sembrare una curiosità folkloristica. E invece la fotografia impietosa di due idee di Stato che si guardano senza riconoscersi. Da un lato un governo che ha scelto di proteggere i propri cittadini con un piano strutturale, coraggioso, finanziato con risorse vere: taglio dell’IVA sui carburanti, eliminazione delle imposte speciali sugli idrocarburi, investimenti sulle rinnovabili che oggi rendono la Spagna quasi immune agli shock energetici. Dall’altro un governo che ha offerto uno sconto di venti giorni. Venti giorni. Come un saldo di fine stagione sul costo della vita. L’Italia non è povera di risorse. E’ povera di visione. Rinunciare alla sovranità energetica è stato un errore che pagheremo caro, sia in termini sociali che economici. Bisogna assolutamente accelerare sulla transizione energetica, con la costruzione di impianti eolici e solari e soprattutto, una nuova edilizia ad impatto zero. L’Italia preferisce tamponare che costruire, consolare che risolvere, annunciare che decidere. Le accise italiane sui carburanti sono tra le più alte d’Europa, eredità di guerre, terremoti, emergenze dimenticate ma mai cancellate dal conto. Eppure nessuno le tocca davvero. Perché toccarle significherebbe scegliere da che parte stare. La Spagna ha scelto. L’Italia ha prorogato. Pasquale Vessa ex componente della commissione Ambiente e lavori pubblici