Non sarà soltanto la presentazione di un libro. L’appuntamento in programma il prossimo 26 giugno alle 19,30 presso il centro sportivo comunale di Parco Arbostella si annuncia come un momento di incontro e condivisione per la città di Salerno, nel segno della memoria, dell’amicizia e della passione granata. Protagonista della serata sarà “Novanta minuti e una vita intera”, il volume che ripercorre sessant’anni di storia della Salernitana intrecciandoli ai cambiamenti, alle emozioni e ai ricordi di una città che nel calcio ha sempre trovato uno dei suoi principali elementi identitari. L’incontro assumerà però un significato ancora più profondo grazie al ricordo di Paolo, per tutti “Paoletto”, giovane salernitano scomparso prematuramente in un tragico incidente automobilistico. Una figura rimasta nel cuore di tanti amici e conoscenti, simbolo di una generazione che ne ha apprezzato l’entusiasmo, la capacità di aggregare e la straordinaria voglia di mettersi al servizio degli altri. Con il suo carattere solare e la naturale predisposizione a coinvolgere le persone, Paoletto è stato per anni un punto di riferimento per molti ragazzi della città. Amato dagli amici, legato al liceo Severi, appassionato di sport e tifoso della Salernitana, ha lasciato un ricordo ancora vivo nella comunità salernitana. La serata del 26 giugno rappresenterà dunque un’occasione per celebrare non solo un libro, ma anche quei valori di amicizia, appartenenza e solidarietà che caratterizzano la parte più autentica della città. Ad arricchire l’incontro con l’autore, Andrea De Simone, saranno gli interventi della giornalista Monica Di Mauro e di Fulvio Bonavitacola, entrambi ex studenti del liceo Severi, che dialogheranno sui temi affrontati nel volume e sul rapporto tra Salerno, la sua storia e la sua squadra di calcio. L’ avv. Gianluca Masullo porterà il saluto dell’Associazione dedicata a Paolo, molto attiva in progetti di cooperazione e solidarietà. Importante anche il contributo organizzativo di Nicola Landolfi, amico della famiglia ed ex alunno del Severi, che ha collaborato alla realizzazione dell’iniziativa. Più che una presentazione letteraria, quella dell’Arbostella si preannuncia come una serata capace di riunire persone, ricordi e sentimenti condivisi. Un modo per raccontare una città attraverso le sue passioni e per rendere omaggio a chi continua a vivere nella memoria di quanti gli hanno voluto bene.





