Tommasetti: Fico è un grande bluff - Le Cronache Ultimora
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Tommasetti: Fico è un grande bluff

Tommasetti: Fico è un grande bluff

di Arturo Calabrese

“Mi ricandido in continuità con questi ultimi anni”. Esordisce così Aurelio Tommasetti, consigliere regionale in carica quota Lega che ha inaugurato un comitato elettorale in quel di Capaccio Paestum. Tanti i temi che tratterà nella sua campagna elettorale: sanità, giovani, formazione, lavoro. Partiamo dal principio: perché questa ricandidatura? “Per continuare a portare avanti il lavoro compiuto negli ultimi anni in Regione. Operazione chiarezza rispetto alla situazione della sanità, dei trasporti, delle politiche del lavoro. Aspetti, a mio giudizio, assolutamente insufficienti. Ho portato e porto una proposta di governo per questa Regione che sin troppo spesso viene immaginata come marginale rispetto al dibattito nazionale e internazionale. La Campania, per una serie di ragioni, a partire dal fatto che è tra le più grandi del Paese, può aspirare a ben altri ruoli, ma è stata mortificata dai dieci di governo targato Vincenzo De Luca”. Coerenza, competenza e coraggio: questo è il Suo motto… “È la sintesi della mia vita. Sono coerente perché sono sempre stato dalla stessa parte e nello stesso partito, nessuno potrà dirmi di aver fatto salti a seconda di come tirava il vento. La politica deve essere fatta da persone competenti e non credo nemmeno ai tecnici veri e propri. Credo in chi ha competenze nei vari campi e coniugarlo con l’indossare una maglietta o portare una bandiera. Ho scritto anche il coraggio perché lo dico senza mezzi termini: sono stato un fiero oppositore di De Luca, contestandone i modi. Stare fermi in un posto a queste latitudini e in particolare in provincia di Salerno non è operazione facile. Inserisco, poi, una quarta “C” che è il cuore. Nella vita si compiono determinate azioni perché in esse ci si crede e perché si ha una passione per il territorio. Questa sera, la presenza di tante persone è il segnale di affetto e testimonianza prima ancora di cominciare questa avventura. Testimonianze che mi hanno andare avanti in questo percorso”. Tante le tematiche affrontate. Da dove cominciare in caso di vittoria? “Il primo tema che deve essere affrontato sarà la sanità. Penso subito all’ospedale di Agropoli. Spendiamo oltre 13 miliardi di euro all’anno per la sanità e i servizi non sono eccezionali. In questi anni, si sono ingrassati i privati convenzionati e c’è stato chi ha avuto delle cure dimagranti come i tanti ospedali chiusi. Il problema non è solo dell’ospedale in sé ma dell’intero comparto. La medicina ambulatoriale, le liste di attesa, le prestazioni, i distretti sanitari. Non c’è una proposta per rispondere alle necessità delle aree interne per quanto riguarda i medici di base. È dalla sanità che bisogna ripartire perché è questo che chiedono i cittadini. Altro punto su cui lavorare è la politica della formazion. Corsi e corsetti non hanno lasciato nulla sul territorio- la filiera della trasformazione deve essere rafforzata perché è una vera fucina per i nostri giovani. Non dobbiamo correre dietro ai ridetti di cittadinanza o di nullafacenza, ma impegnarsi per creare occupazione vera con le regole per gli imprenditori, le imprese e le attività. C’è una popolazione giovane molto alta che non aspetta altro che lavorare”. A proposito di giovani: i treni verso nord sono sempre pieni, quelli verso sud lo sono molto meno… “Il calo demografico è un problema e le politiche per le famiglie sono inesistenti in questa Regione. C’è una visione negativa che attraversa tutti, come se questo declino fosse un qualcosa di inarrestabile e non arginabile. C’è la dimensione di giovani che vanno via a prescindere. Ne conosco tanti. Oggi c’è una tendenza: una volta emigrava chi aveva una preparazione professionale e scolastica bassa. I nostri avi, contadini ed operai, emigravano verso il nord o verso l’estero senza sapere né leggere né scrivere. Oggi invece emigra chi si è formato nelle nostre scuole e nelle nostre università. È una perdita secca per il territorio. Un problema di carattere sociale perché sono investimenti economici e di capitale umano che vanno persi. La buona borghesia dovrebbe essere un traino ma forse anche per snobismo si fanno studiare i figli altrove e questi non tornano più. Ma non vivono meglio, le storie le conosciamo: solitudini, difficoltà di alloggi abitativi. Abbiamo una provincia meravigliosa ma bisognerebbe pensarla più a misura di giovane e creare le condizioni per poter farlo. Il messaggio che mando è di speranza: ci sono tutte le condizioni pe fare bene con tutte le difficoltà ben conosciute. Le soddisfazioni sono maggiori, non si vive di rimpianti. Il problema è anche di carattere culturale”. Fico contro Cirielli: campo largo contro centrodestra… “Il successo nelle Marche e il trionfo in Calabria ci lasciano ben sperare per questa tornata elettorale. In Campania, il centrodestra può far capire la qualità delle proprie proposte, la bontà e la competenza delle persone che compongono quelle liste e soprattutto la validità di un programma che sia vincente. Credo che la candidatura di Fico sia particolarmente debole. I campani capiranno che sia un grande bluff. Il centrodestra governa a livello nazionale anche con le proprie contraddizioni interne perché non dobbiamo dire che è tutto belle e tutto buono. È una alleanza che va avanti da tre anni mentre dall’altra c’è una somma di partiti con visioni molto diverse e spesso si sente parlare di problemi che poco hanno a che fare con il territorio, mentre io vorrei sentir parlare di cose concrete. Giovani, territorio e imprese vengono dimenticati ma si parla di temi internazionale come fossero strumenti di distrazione di massa rispetto a quelle che sono le priorità. Cirielli è un politico consumato che metterà insieme liste ottime e valide. Bisogna convincere le persone a metterci la faccia e lui farà la differenza”.