Storace: Sì per una giustizia diversa - Le Cronache Attualità
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Storace: Sì per una giustizia diversa

Storace: Sì per una giustizia diversa

di Arturo Calabrese

 

 

Si schiera per il Sì al referendum della giustizia Francesco Storace, già presidente della Regione Lazio, già ministro della salute ed oggi editorialista del quotidiano “Il Tempo”. Diversi gli argomenti trattati da un bilancio del governo di Giorgia Meloni alla fuoriuscita di Roberto Vannacci dalla Lega. Nelle sue parole anche un passaggio sulla sanità in Italia e al Sud: “Oggi ci sono molti più soldi rispetto al passato, ma io gli ospedali li aprivo ed oggi li chiudono. Conosco quanto accade in Campania e se i cittadini hanno voluto Roberto Fico vuol dire che a loro piace. Non è vero che non ci sono fondi, vorrei capire come vengono spesi”.

Cosa pensa del referendum sulla giustizia e quindi della riforma?

“Andrò sicuramente a votare e voterò Sì. Lo farò semplicemente per un motivo, e cioè che non mi piace come funziona la giustizia e, se serve a dare un segnale di cambiamento, il referendum è l’occasione; altrimenti si resta allo status quo. Mi colpisce molto positivamente l’alta corte di giustizia, perché forse si intravede finalmente il momento in cui si stabilirà che chi sbaglia paga. Io ho passato 23 anni in mano ai magistrati e non un giorno, ma poi, alla fine, sono stato sempre assolto. In tutto questo, però, la giustizia in ritardo non mi sembra una grande soddisfazione”.

In molti la vedono come una sfida tra sinistra e destra, ma la separazione delle carriere pare nasca a sinistra…

“Non c’è dubbio che nel DNA della sinistra ci sia anche questo principio. Sono abituati a rinnegare tutto quello che fanno e che propongono, quindi non mi meraviglio. In realtà non c’è tutta la sinistra schierata per il No e, infatti, non mi sembra che Renzi e Calenda abbiano quella posizione”.

Può esserci un dialogo?

“Un giorno dicono una cosa, il giorno dopo è il contrario, quindi è difficile; però intanto si prende atto delle posizioni”.

Da amministratore di Regione e ministro ha investito molto sulla sanità: cosa è cambiato oggi rispetto ad allora?

“Oggi, nonostante ciò che va raccontando Elly Schlein, ci sono molti più soldi a disposizione. I finanziamenti sono arrivati a un livello mai visto prima d’ora. Sono miliardi su miliardi che servono alle Regioni; poi ognuno sa come li spende e come vengono risparmiati dal capitolo di spesa dei loro ospedali, che qui, vedo, vengono chiusi. Da presidente della Regione Lazio li aprivo, oggi si chiudono”.

Nota dolente: nel Cilento c’è un ospedale chiuso e altri arrancano. È vero che mancano fondi e medici?

“È una storia che viene raccontata. Basta guardare le tabelle della finanziaria. I soldi in più ci sono, ma non comprendo come vengano spesi o utilizzati. Poi i cittadini in Campania si beccano pure Roberto Fico e quindi evidentemente a loro piace”.

Possiamo tracciare un bilancio sul governo a oltre metà mandato?

“Diciamo che è un governo che ha tenuto la barra del Paese; basti pensare al dato sull’occupazione, che proprio al Sud dovrebbe essere dirimente. L’aumento dei posti di lavoro dirà pure qualcosa. È un’Italia che è cresciuta nella considerazione internazionale e sicuramente questo è un dato che nessuno può negare. C’è ancora da lavorare, perché non tutte le questioni sono risolte. Il tema della giustizia, ad esempio, è in mano al popolo. Spero si possano fare passi avanti anche sulle altre riforme che sono ferme in Parlamento, ma al di là di tutto c’è un altro ritmo rispetto al passato. Dall’altra parte, poi, troviamo un’opposizione che arranca in maniera abbastanza infantile. Basti pensare all’ultimo caso, e cioè quello sulla sicurezza. Di fronte a una proposta della premier molto chiara di creare una risoluzione unitaria per fare una proposta condivisa, a sinistra hanno già cominciato con i ‘forse’”.

Tra queste che vede necessarie c’è anche un nuovo sistema elettorale?

“Credo che sarà inevitabile, anche perché quello vigente fotografa un Paese che non c’è. La prossima volta ci saranno due schieramenti, non so se il terzo polo esisterà, e quindi bisogna verificare con l’esattezza dei numeri chi ha la maggioranza. Si ritornerà quindi a un bipolarismo perfetto”.

Dopo alcuni deputati (Attilio Pierro, ndr), la Lega perde anche Roberto Vannacci…

“Se ne va un esponente sicuramente importante, che porterà con sé qualche parlamentare, ma la vedo un’operazione velleitaria. Sono stato un elettore di Vannacci e sicuramente non lo seguirò in questa avventura. Sarà un problema per la Lega, ma il partito ha le risorse per poterlo fronteggiare”.