Sarastra, processo bis verso lo stop - Le Cronache Cronaca
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Sarastra, processo bis verso lo stop

Sarastra, processo bis verso lo stop

Scafati. Potrebbe finire alla seconda udienza il processo bis denominato Sarastra sul presunto voto di scambio a Scafati: secondo gli avvocati degli imputati la Dda avrebbe sbagliato a presentare appello non rispettando la legge Cartabia per cui l’istanza sarebbe nulla proprio a causa delle modalità. In sostanza, ritengono i legali, i motivi di appello sarebbero stati presentati con il vecchio criterio e non come richiede la nuova legge. I giudici di secondo grado di sono riservati la decisione e per il 3 marzo prossimo faranno sapere se proseguire per il giudizio bis oppure annullare tutto. Alla sbarra ci sono Pasquale Aliberti, il fratello Nello Maurizio, la moglie Monica Paolino, Roberto Barchiesi, Giovanni Cozzolino e Ciro Petrucci. Diverse le motivazioni della procura sull’appello contro la sentenza di assoluzione pronunciata a Nocera Inferiore nel novembre 2024. Nella valutazioni delle singole posizioni l’Antimafia ritiene come Pasquale Aliberti “sia il vero “dominus” di tutta l’operazione relativa al patto elettorale politico-mafioso concluso con il clan Loreto Ridosso, sia per le elezioni comunali del 2013, che per quelle regionali del 2015″. Il fratello del sindaco, Nello, invece, “ha contribuito a quel patto, facendo in alcuni momenti anche da intermediario e comunque da uomo di assoluta fiducia del fratello sindaco, deputato anche al controllo e alla cura del buon esito di quel patto”. Barchiesi e Petrucci “hanno contribuito, nei rispettivi ruoli visti, a quel patto, quali soggetti incaricati o graditi dalle parti, disposti ad assumere quei ruoli “istituzionali” all’interno della locale pubblica amministrazione, necessari per perfezionamento dell’accordo; Giovanni Cozzolino invece “aveva contribuito a quel patto, sia pure limitatamente alla parte relativa all’accordo per le elezioni regionali del 2015, quale uomo dello staff del sindaco Aliberti deputato a fare da collegamento tra i vari soggetti coinvolti nell’accordo, specialmente per la parte politica”. Monica Paolino invece avrebbe “contribuito a quel patto, sia pure limitatamente alla parte relativa all’accordo per le elezioni regionali del 2015, quale beneficiaria del patto e, quindi, piano fattuale, anche quale istigatrice o quantomeno rafforzatrice del proposito criminoso del marito Pasquale Aliberti”. Ora tocca ai giudici decidere sulle eccezione sollevata dai difensori. Lo faranno per l’udienza del 3 marzo. Il collegio è composto tra gli altri da Silverio Sica, Giuseppe Pepe, Costantino Cardiello, Gregorio Sorrento e Gennaro Maresca.