di Alfonso Malangone*
Un ammontare di euro enorme: 85.231.213,35. Trasformato in Lire, per i nostalgici, diventa addirittura stratosferico: 165Miliardi,030milioni,641mila,473lire e spiccioli. Bene, per quanto possa sembrare incredibile, questa massa di danaro è la giacenza di Cassa del Comune di Salerno alla data del 31/12/2025. Per i più scettici, è doveroso precisare che l’informazione si può ritrovare sul sito del sistema SIOPE della Banca d’Italia, di semplice accesso da parte di qualsiasi interessato, sul quale viene resa pubblica in tempo reale la situazione finanziaria per Cassa di tutte le Amministrazioni Statali secondo una codifica uniforme che ne consente anche l’analisi comparata nel tempo e nello spazio. Così, premesso che se ci fosse un errore lo avrebbero fatto loro, dobbiamo credere per davvero – e convincerci – che il Comune è riuscito a realizzare una liquidità degna del forziere di Paperon de’ Paperoni mentre si trova impegnato a riequilibrare un Disavanzo severo. Epperò, le notizie quotidiane riferiscono di un Ente in bolletta, costretto a rifiutare dal 1° Gennaio scorso la riduzione allo 0,9% dell’addizionale Irpef, dall’1,1%, nonostante l’impegno sottoscritto con il Governo e con i cittadini. E’ una contraddizione molto forte, tanto difficilmente comprensibile da poter addirittura alterare gli equilibri mentali dei cittadini poco esperti. Per questo, è utile approfondire facendo prima alcune necessarie osservazioni. L’attività di un Comune, Ente locale di gestione territoriale, è destinata ad assicurare la fornitura dei servizi di interesse dei cittadini mediante l’utilizzo di risorse prelevate in buona parte dalle loro tasche e in misura idonea alla copertura dei relativi costi. Quindi, non deve perseguire la finalità del reddito, ma deve accrescere il benessere degli amministrati elevando la qualità della vita, riducendo le disuguaglianze e garantendo condizioni di civile convivenza. In sintesi, l’attività da svolgere è da ricondurre a due precise Missioni: una di natura sociale e una di natura economica. Per la prima, deve impegnarsi a tutelare, con equità e giustizia, gli interessi generali con proposte di indirizzo ambientale, assistenziale, culturale, morale e perfino spirituale. Per la seconda, strettamente sinergica, deve sostenere lo sviluppo delle iniziative produttive e professionali realizzando progetti coerenti con le esigenze effettive, rispettosi degli equilibri naturali, adeguati alla qualità delle risorse umane disponibili, nonché esaltando in funzione di componente propulsiva la sua natura, la sua posizione geografica, le sue ricchezze ambientali e storiche in combinazione con le tradizioni, il talento, il sapere, il saper fare e l’umanità della gente. L’efficacia di tale complessa azione deve trovare espressione in un divario significativo tra il livello dei servizi offerti, il più alto possibile, e il costo complessivo posto a carico dei cittadini, il più basso possibile, nel rispetto dell’equilibrio tra entrate e uscite secondo Legge. In merito, il Testo Unico Enti Locali dispone l’obbligo del pareggio di Bilancio con un fondo di cassa finale non negativo (fonte: art. 162TUEL). Su quest’ultimo punto, la Corte dei Conti ha in più sentenze richiamato al corretto dimensionamento delle disponibilità liquide e denunciate l’inefficienza operativa, l’incapacità di spesa e l’accumulo improprio di somme da parte di molti Comuni sottoposti ad esame. E’ evidente, infatti, che la Cassa costituisce il saldo tra i soldi riscossi e quelli spesi e che le giacenze crescono solo se si spende poco. Di fatto, in presenza di pagamenti delle forniture disposti con sufficiente regolarità, un avanzo elevato può essere ricondotto alle due seguenti principali motivazioni: – sono state realizzate entrate in anticipo su appalti per infrastrutture, da pagare nel successivo esercizio; – sono state incassate entrate ordinarie, cioè utilizzabili per i servizi, in misura molto più ampia delle spese correnti destinate a soddisfare i bisogni dei cittadini. Ora, con queste basi, si può affrontare l’argomento della nostra straordinaria ricchezza. La prima cosa da dire è che la giacenza di Cassa al 31/12 scorso è frutto della somma algebrica tra la giacenza di fine 2024 + le entrate riscosse – i costi sostenuti. La seconda è che nel 2025 ci sono state entrate per investimenti in infrastrutture superiori ai costi per 7.272.332,93 e che questo importo è verosimilmente destinato ad essere assorbito nel corrente esercizio. La terza è che, a parte somme estemporanee generate da operazioni di natura finanziaria, la quota riferibile alle sole voci ordinarie, cioè entrate e uscite correnti, è quantificabile in un importo compreso tra i 60 e i 65milioni. Il valore non è puntuale per carenza di informazioni ritraibili dai documenti ed è esposto, ovviamente, facendo salvo ogni errore. In merito alle sue motivazioni, non è necessario arrivare a interrogare il Divino Otelma ma solo girare lo sguardo intorno e osservare le condizioni della Città: carenza di manutenzione generale, tra cui la cura delle strade, delle spiagge, del verde, dei marciapiedi, degli impianti sportivi; pulizia insoddisfacente; insufficiente difesa del decoro e della qualità urbana. A parte altro. Non è il caso di fare esempi, perché le buche e le frane; le voragini nel lungomare; le sdentature nelle file degli alberi; lo ‘sfrantumo’ del pattinodromo; la chiusura della Piscina Vitale e dei giardinetti attigui, sono assolutamente eloquenti. In ogni caso, sarà il Consuntivo 2025 a indicare con certezza i settori penalizzati poiché SIOPE rileva l’altezza delle voci senza raggrupparle in base alle destinazioni tra sicurezza, diritto allo studio, beni culturali, tutela del territorio, trasporti, diritti sociali e così via. Di fatto, denunciare una Cassa elevata non è un risultato meritevole di lode. L’Amministrazione non è tenuta a dimostrare di essere stata brava a non spendere, ma di essere riuscita a realizzare i desideri e, talora, i sogni dei cittadini con l’utilizzo proficuo dei loro sacrifici. Nella sua ambiguità, la Cassa ‘mostruosa’ è una evidenza fortemente deleteria per la Città della quale, con sfacciata improntitudine, si esalta la qualità europea. E, allora, se fossero soldi frutto di risparmi: “perché non si usano per rimborsare i debiti finanziari accelerando il rientro dal Disavanzo, e perché non è stata ridotta l’aliquota dell’addizionale Irpef”? In verità, la domanda seria è un’altra: “perché quella somma non è stata spesa?” E, quindi: “quale finalità è stata perseguita”? E’ appena il caso di ricordare il giudizio negativo della Corte dei Conti con riferimento a comportamenti qualificabili come disonorevoli.Ovviamente, il tesoretto resta adesso a disposizione della nuova prossima gestione alla quale, per le scelte di chi sembra aver gestito con il freno tirato, sarà concesso di spendere e, magari, spandere in abbondanza. No, non siamo i Paperoni d’Italia! Siamo solo un popolo con le pezze al sedere, in evidente declino e posto ai margini della vita sociale, civile ed economica. Se qualcuno non fosse d’accordo, nonostante tutto quello che la Città sta subendo in questi giorni, è pregato di smentire e dimostrare il contrario. Grazie. Questa Città ha bisogno dell’amore vero dei cittadini di cuore. *Ali per la Città P.S.: si fa salvo ogni errore





