MANTOVA – Tempo e lavoro: è quanto serve alla Salernitana. Si sapeva alla vigilia del campionato, è ancora più chiaro dopo le prime quattro giornate. A Mantova, dopo la peggior prestazione di questo avvio di stagione, è arrivata la seconda sconfitta stagionale in altrettante trasferte. Non è mai entrata in gara la squadra granata, che ha tirato in porta, questo il dato che deve far riflettere, soltanto una volta. La ragnatela del Mantova ha messo in difficoltà la Salernitana che si è trovata a tratti spiazzata dal modo di giocare dell’undici di Possanzini, soprattutto nella prima frazione. Possesso palla ragionato, lento come se fosse una partita di subbuteo e poi improvvise verticalizzazioni a cercare l’effetto sorpresa o la velocità di Aramu e Ruocco sulle seconde palle. La Salernitana, dopo essersi fatta sorprendere al 13’ con Sepe bravo a dire no a Mensah presentatosi a tu per tu col portiere granata, è riuscita a prendere contromisure ma senza però avere la forza di sovvertire il trend del match, correndo spesso a vuoto e non riuscendo soprattutto a cambiare il ritmo. Verde non si è acceso, anche perché poco servito, nella prima frazione, mentre Simy e Valencia hanno spesso litigato col pallone. L’unica occasione dei granata di Martusciello è così arrivata in pieno recupero con Verde che ha innescato Tongya, il cui tiro a giro è terminato fuori di poco. Sono bastati, poi, quindici secondi al Mantova per sbloccare il risultato ad inizio ripresa: lancio millimetrico di Burrai per Ruocco che bevutosi Gentile, alla prima da titolare, ha crossato per Galoppini che ha sbloccato così il risultato. La risposta del solito Tongya prima di un’azione simile alla precedente del Mantova con Mensah che ha sprecato il 2-0, hanno indotto Martusciello a cambiare subito, inserendo Braaf e i nuovi acquisti Stojanovic e soprattutto Torregrossa e poi anche Hrustic per Simy. La scossa c’è stata parzialmente perché il Mantova ha continuato a conservare il possesso palla con una fitta serie di passaggi che la Salernitana sempre con difficoltà è riuscita ad interrompere. Il tiro di Braaf dalla distanza, così come la combinazione dello stesso esterno con Torregrossa, hanno dato l’idea che la Salernitana alla lunga avrebbe potuto anche rendersi pericolosa, anche perché il Mantova sembrava dare l’idea di aver perso un pizzico di lucidità col passare dei minuti. Purtroppo per granata, però, al Martelli è mancato lo spunto decisivo, la giocata e quella verve che invece avevano caratterizzato le prime tre giornate. Neppure l’ingresso di Wlodarczyk nel finale ha compensato le lacune evidenziatesi in questa notte da archiviare rapidamente con la consapevolezza di avere ora due settimane per lavorare, inserire gli ultimi arrivati e ripartire subito con entusiasmo.
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