In un apparente martedì senza notizie, la vera notizia la danno i tifosi mentre da Rufini e dal suo staff non filtra manco il classico buongiorno. Silenzio su tutta la linea. Iervolino, dopo il clamoroso flop di ieri mattima, con il notaio già pronto con i documenti per firmare il passaggio delle quote societarie, è stato inondato di messaggi dai tofosi granata che gli hanno chiesto di restare. Rufini non aveva mai convinto tutti ma dopo quanto successo un blocco consistente dei tifosi ha pensato bene di sollecitare l’orgoglio del patron. IL LUNEDì POMERIGGIO Al momento di rivedere gli accordi Iervolino si accorge che qualcosa non va. L’aumento del capitale, poco oltre il milione di euro non è stato effettuato da Rufini. E sulle fidejussioni lo stesso imprenditore romano avebbe posto sul piatto della bilancia le azioni della Olidata per coprire i 6 milioni e 200. Iervolino dice no ma è chiaro ci sono stati errori evidenti da parte di Maurizio Milan nella gestione della trattativa su cui Iervolino aveva immesso altri soldi per concludere il campionato, pagando addirittura in anticipo le spettanze. LA MOSSA DI IERVOLINO La scadenza del preliminare è il 10 aprile ma Iervolino ha chiesto ai suoi avvocati Fimmanò e Sica di chiederne l’immediata rescissione per inadempienza. Le strade sono due: continuare nell’idea di cedere subito, riallaciando vecchie trattative o tenere fino in fondo al campionato sperando nel miracolo play off. Magari lunedì una bella vittoria contro il Benevento e un Arechi di nuovo pieno e caloroso nei suoi confronti potrebbero fargli cambiare idea. Magari i messaggi ricevuti possono spingerlo a fargli cambiare idea, pur nella sua convinzione cheforse è meglio finirla al più presto.





