S. Severino: «Immigrati delinquenti», bufera sull’omelia del viceparroco - Le Cronache Cronaca
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S. Severino: «Immigrati delinquenti», bufera sull’omelia del viceparroco

S. Severino: «Immigrati delinquenti», bufera sull’omelia del viceparroco

MERCATO SAN SEVERINO – Il Vangelo di ieri era quello del «grande comandamento»: amare Dio e il prossimo come se stessi. E la prima lettura, dall’Esodo, ammoniva: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai». Eppure, nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni in Parco, l’omelia della messa delle 9.30 avrebbe preso tutt’altra direzione.

A raccontarlo è una fedele che si è rivolta al nostro giornale. A celebrare era il viceparroco, don Antonio Marchiori, che, parlando proprio dell’amore per il prossimo, avrebbe sostenuto che molti immigrati sono delinquenti e dovrebbero tornare nei loro Paesi, dal momento che già tanti italiani delinquono. I pochi «perbene», per restare, dovrebbero dare prove significative di serietà.

«Sono rimasta un po’ sconvolta – racconta la donna – e ho avuto l’impulso di andare via o di parlarne con il parroco, ma ho desistito». Altri, invece, la chiesa l’hanno lasciata davvero, durante la celebrazione.

Parole che stridono con le letture del giorno e con la linea della Chiesa. Appena sabato i vescovi campani, tra cui il cardinale di Napoli Domenico Battaglia, sono tornati a dire no al Centro di permanenza per il rimpatrio di Castel Volturno. E lo stesso Papa Leone XIV ha fatto dell’accoglienza uno dei temi del suo pontificato: a giugno, alle Canarie, ha ricordato ai migranti che non sono numeri né fascicoli, ma persone; a luglio, a Lampedusa, ha ringraziato gli abitanti per l’umanità dimostrata verso chi arriva dal mare.

Del tutto estraneo alla vicenda il parroco, don Aniello Del Regno, da poco alla guida della comunità, che contatteremo nei prossimi giorni. Resta però una domanda, che tra i banchi di San Giovanni in Parco in molti si sono posti ieri mattina: se il prossimo da amare sia davvero ciascuno, o soltanto chi ha il passaporto giusto. Una domanda che, da domenica prossima, toccherà alla parrocchia sciogliere.

Carmine Rosamilia