Ruggi: Confermato Coscioni, Fisi scrive a Fico - Le Cronache Ultimora
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Ruggi: Confermato Coscioni, Fisi scrive a Fico

Ruggi: Confermato Coscioni, Fisi scrive a Fico

Valutare una revisione degli incarichi dirigenziali. È questa la richiesta che la dottoressa Silvana Annunziata, dirigente sindacale Fisi, ha indirizzato alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, al Presidente e Assessore alla Sanità della Giunta Regionale della Campania, Roberto Fico, all’Assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania, Claudia Pecoraro, e all’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania, Andrea Morniroli. Alla base della richiesta vi è la necessità di avviare una riflessione di carattere istituzionale e di opportunità amministrativa in merito al mantenimento di incarichi dirigenziali di particolare rilievo all’interno dell’Azienda. «A più di una settimana dal rinvio a giudizio del dottor Enrico Coscioni, nell’ambito del procedimento noto agli organi di informazione per il caso della garza dimenticata nel cuore di un paziente, appare legittimo interrogarsi sulle valutazioni che hanno condotto alla decisione di confermare gli incarichi di Direttore della UOC di Cardiochirurgia e di Capo Dipartimento Toraco-Cardio-Vascolare. Pur nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza, non può non evidenziarsi come, in analoghe situazioni pregresse, l’Azienda abbia ritenuto opportuno adottare misure cautelative anche a fronte di condotte oggettivamente meno gravi, procedendo alla sospensione di altri direttori di struttura complessa. Tale elemento rende quantomeno opportuno un ulteriore approfondimento in ordine ai criteri adottati nel caso di specie», ha dichiarato la dirigente Fisi. «In questa prospettiva – prosegue – un eventuale passo indietro del diretto interessato o, in alternativa, una temporanea rimodulazione degli incarichi potrebbe essere valutato non come un giudizio anticipato di responsabilità, bensì come un gesto di attenzione istituzionale nei confronti dell’Azienda, dei cittadini e degli operatori sanitari, volto a tutelare l’immagine e l’autorevolezza della struttura». La dottoressa Annunziata ricorda inoltre che il dottor Coscioni è stato destinatario, in passato, di un provvedimento di interdizione dall’esercizio della professione medica disposto dall’Autorità giudiziaria nell’ambito della citata inchiesta, nonché, successivamente, di una misura cautelare per violazione del medesimo provvedimento. «Tali circostanze, ampiamente riportate dagli organi di stampa e note all’opinione pubblica, contribuiscono a determinare un contesto di forte esposizione mediatica dell’Azienda, con potenziali ricadute sulla percezione esterna del suo operato». La dirigente sindacale sottolinea, infine, che lo scorso 23 gennaio 2026 il dottor Coscioni è stato rinviato a giudizio per i reati di omicidio colposo e falso, circostanza che, indipendentemente dagli esiti processuali, impone una riflessione attenta sull’opportunità del mantenimento di incarichi apicali particolarmente delicati. «Considerato anche il ruolo pubblico e politico da sempre ricoperto dal dottor Coscioni, una rivalutazione della situazione potrebbe contribuire a dissipare eventuali percezioni di disparità di trattamento, rafforzando l’immagine di un’Azienda improntata a criteri di imparzialità, trasparenza e rispetto delle regole. L’eventuale revisione degli incarichi non dovrebbe essere letta come una misura punitiva, ma come una scelta di responsabilità istituzionale, rivolta in primo luogo ai familiari dei pazienti, ai cittadini e agli stessi dipendenti dell’Azienda, che hanno diritto a operare e a riconoscersi in un contesto improntato al decoro, alla legalità e alla tutela del diritto alla salute. Alla luce di quanto esposto, si ritiene auspicabile che la Direzione Generale voglia valutare l’opportunità di un’ulteriore riflessione sulla vicenda, anche al fine di ristabilire un clima di fiducia e serenità all’interno dell’Azienda e di rafforzarne l’immagine pubblica in una fase particolarmente delicata», ha concluso la dirigente sindacale.