di Erika Noschese
No alla delocalizzazione a Foggia. E’ il grido dei lavoratori delle fonderie Pisano di Salerno che ieri hanno promosso un’assemblea pubblica, sotto la sede di Palazzo di Città e nel piazzale antistante la Prefettura per chiedere di essere ascoltati. Il presidio aveva lo scopo di rendere ulteriormente nota la drammatica situazione degli operai dell’opificio di Fratte a seguito della decisione comunicata dall’azienda di voler fare i nuovi investimenti in un’altra regione, in particolare a Foggia. Dopo gli incontri avuti in Prefettura e la disponibilità a verificare la fattibilità di un Tavolo interistituzionale sulla vertenza, come richiesto dalla Fiom Cgil Salerno e dalla Rsu Fonderie Pisano, è stato deciso di proseguire con lo stato di agitazione e convocare con il presidio un’assemblea pubblica. «Abbiamo recapitato invito a partecipare all’assemblea a tutte le Segreterie Provinciali delle forze politiche del territorio affinché potessero ascoltare le testimonianze dirette dei lavoratori e le loro preoccupazioni per il futuro occupazionale – ha chiarito Francesca D’Elia della Fiom Cgil – Era, ed è, altresì necessario ribadire l’urgenza di trovare una collocazione sul territorio salernitano degli investimenti nella nuova Fonderia, perché non possiamo permettere che vadano fuori regione. Un’urgenza acuita anche dal fatto che a brevissimo, nel mese di settembre, scadranno tutti gli ammortizzatori disponibili e questi lavoratori si troveranno senza alcun sostegno al reddito». Al presidio ha preso parte l’ex consigliere Arturo Iannelli e la coordinatrice cittadina di Sinistra Italiana, Pina Casella, alla quale i lavoratori hanno espresso le loro preoccupazioni. «Abbiamo ricevuto vicinanza per la lotta dei lavoratori e condiviso la necessità di salvaguardare i livelli occupazionali unitamente alla salute e all’ambiente, in una prospettiva di sviluppo e di futuro più sereno per tutti, come da tempo auspichiamo. Di converso, abbiamo dovuto registrare la totale assenza di tutte le altre forze politiche invitate che si sono distinte per il silenzio assordante. Non smetteremo di rinnovare, da questa ad altre mobilitazioni, l’invito a venire a conoscere le nostre posizioni e ad impegnarsi, ciascuno per la sua parte, affinché questo territorio non resti impoverito di altre economie e di altri posti di lavoro – hanno aggiunto dall’organizzazione sindacale – Perseguiremo, dunque, nel nostro percorso di lotta con prossime iniziative da definire con l’assemblea dei lavoratori che, nel frattempo, si è già determinata nelle scorse ore a rinnovare una richiesta di incontro al Comune di Salerno, questa volta rivolta al neo nominato Commissario Prefettizio». A chiarire la necessità di dare continuità produttiva nel sito di Fratte, a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie è Domenico Volpe, Rsu Fonderie Pisano: «La prima cosa che chiediamo è di essere ascoltati. Sono anni che brancoliamo nel buio, anni in cui le nostre voci restano inascoltate e le nostre richieste vengono sistematicamente ignorate. Non riusciamo ad avviare un confronto serio e concreto sulla delocalizzazione dello stabilimento, né a individuare una soluzione condivisa su dove e come realizzare un nuovo sito produttivo – ha detto Volpe – In questa assemblea vogliamo ribadire con forza la necessità di garantire la continuità produttiva nel sito di Fratte, a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. Sono state sollevate osservazioni in merito al revamping dell’AIA. L’azienda ha ottemperato a tutte le prescrizioni ricevute, avvalendosi di professionisti qualificati per l’applicazione delle Bat e per il rispetto dei limiti minimi di emissione previsti dalla normativa vigente». La segretaria provinciale della Fiom Cgil ha ricordato che «le richieste restano le stesse ma, come avevamo già anticipato, abbiamo bisogno di condividere questa problematica e le nostre progettualità con il maggior numero possibile di interlocutori. Resta ferma, al momento, l’ultima proposta avanzata dall’azienda: in assenza di alternative concrete, il trasferimento a Foggia. Questo è il punto centrale. A inizio settimana ho incontrato, insieme alla rappresentanza sindacale, l’ingegner Pisano, che ci ha ribadito questa posizione. Non sono emerse ulteriori novità. La Prefettura aveva manifestato disponibilità ad aprire un confronto, ma siamo consapevoli che l’attuale fase politica rende più complesso riunire in tempi brevi tutte le istituzioni attorno a un tavolo. Nel frattempo, però, non possiamo restare in silenzio ad aspettare: è urgente intervenire e affrontare concretamente questa situazione». A chiedere un incontro al commissario prefettizio Vincenzo Panico anche l’Associazione Salute e Vita e l’Associazione Medicina Democratica, che da anni si battono per ristabilire il diritto alla salute e alla vita nella Valle dell’Irno. La richiesta di incontro nasce in vista della prossima conferenza dei servizi convocata nell’ambito del riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) alle Fonderie Pisano, una vicenda che – dicono comitato e associazione – «riguarda l’emergenza ambientale e sanitaria che insiste nel territorio comunale in località Fratte a via dei Greci». Salute e Vita e Medicina Democratica intendono far presente al commissario la necessità di garantire che l’Ente Comune di Salerno possa, attraverso i suoi dirigenti, partecipare compiutamente al prossimo tavolo istituzionale convocato per il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) alle Fonderie Pisano del 18 febbraio e in quella sede esprimere un parere sulla vicenda volto a diniegare, e per motivi urbanisti, e per motivi ambientali e sanitari, l’Autorizzazione all’opificio.





