
Pagani. Oggi a Pagani l’addio al 18enne Davide Calabrese, lo studente del Liceo Scientifico “Mangino” morto a Malaga sabato sera mentre era in gita con la scuola. La salma ha fatto rientro in città ieri sera ed è stata trasferita presso la Basilica di Sant’Alfonso dove, dalle 21,30, è stata allestita la camera ardente. Oggi alle 16 i funerali presso la stessa basilica. Intanto al liceo Mangino la ripresa delle lezioni è stata surreale. Ad attendere ieri sera la salma di Davide Calabrese oltre 1000 ragazzi in piazza Sant’Alfonso. La bara ha attraversato la piazza in un corridoio illuminato da candele accese tra le mani di amici e compagni. Non solo giovani ma tanta gente comune, rappresentanti delle istituzioni insegnanti, la preside del liceo scientifico da lui frequentato, i docenti della scuola. Una città listata a lutto, sulla quale una cappa di tristezza e malinconia ed un senso di impotenza si sono posati da sabato sera, quando è giunta la drammatica notizia dell’improvvisa e prematura scomparsa di quello studente modello che era in gita con i suoi compagni nel loro ultimo anno di scuola. Gli alunni che non erano andati in gita in Andalusia, l’altro ieri si sono ritrovati davanti a un dolore troppo grande da comprendere. Un minuto di silenzio e poi uno striscione, bianco come il senso di vuoto che si respira nei corridoi dell’istituto: il nome di Davide, la sua data di nascita e un segno infinito. Perché lui, per loro, non morirà mai. Ieri la scolaresca rientrata dalla Spagna insieme ai docenti si è presentata a scuola, nonostante la stanchezza, nonostante il dolore. “I ragazzi hanno dimostrato grande maturità”, ha detto la dirigente del Liceo scientifico Ezilda Pepe. Sul fronte indagini le autorità stanno cercando di chiarire cosa sia accaduto. Il diciottenne, partito in buona salute, è stato colpito da un virus che ha scatenato una miocardite, una patologia rara, ma non impossibile da gestire. Eppure, qualcosa non ha funzionato. La febbre alta, il trasferimento in ospedale, il peggioramento improvviso. Le domande restano tante. Intanto la cartella clinica dell’ospedale di Malaga sarà sottoposta a una traduzione giurata e a un’analisi approfondita. Non si esclude che, oltre all’inchiesta spagnola, ne possa partire pure una in Italia. “I professori hanno fatto tutto quello che potevano e sono orgogliosa di loro”, ha detto la preside Pepe, consapevole che il percorso di elaborazione del lutto sarà lungo e complesso. Ora è il giorno del dolore.