Operava in clinica privata misura cautelare per l'amministratore-Massimo Cobellis/ - Le Cronache Cronaca
Cronaca Vallo della Lucania

Operava in clinica privata misura cautelare per l’amministratore-Massimo Cobellis/

Operava in clinica privata misura cautelare per l’amministratore-Massimo Cobellis/

Salerno – È un nuovo passaggio dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Salerno sui presunti rapporti irregolari tra attività sanitaria privata convenzionata e professionisti legati da un rapporto di esclusività con il servizio sanitario pubblico. L’altra sera i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare disposta dal Tribunale di Salerno, Sezione Riesame, su richiesta della Procura.

Destinatario del provvedimento è Massimo Cobellis, legale rappresentante della clinica privata omonima convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. Nei suoi confronti è stata disposta la misura del divieto temporaneo di esercitare uffici direttivi nelle persone giuridiche e nelle imprese per la durata di un anno.

 

La misura rappresenta l’esito di un nuovo esame del quadro indiziario raccolto dagli investigatori della Compagnia della Guardia di Finanza di Vallo della Lucania. Il Tribunale del Riesame è stato chiamato a rivalutare gli elementi dell’inchiesta dopo l’appello presentato dalla Procura della Repubblica di Salerno.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riconosciuto, allo stato degli atti, dal giudice del Riesame, nei confronti di Cobellis sussisterebbero gravi indizi di colpevolezza in relazione all’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di un ente pubblico e al falso in atto pubblico.

L’ipotesi investigativa riguarda un’associazione che, secondo l’accusa, sarebbe stata composta da quattro persone e avrebbe operato attraverso un sistema in grado di consentire a un medico dipendente di una struttura sanitaria pubblica, vincolato da un rapporto di esclusività, di svolgere contemporaneamente attività chirurgica all’interno della clinica privata.

Il medico vincolato dall’esclusiva
È proprio questo il punto centrale dell’inchiesta. Il professionista, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe effettuato interventi chirurgici nella struttura privata nonostante il rapporto di esclusività con un’azienda sanitaria pubblica.

La contestazione ruota anche attorno alla presunta permanenza dell’indennità collegata al rapporto esclusivo. Il medico, pur svolgendo attività presso la clinica privata, avrebbe continuato a percepire dall’azienda sanitaria di appartenenza la relativa indennità mensile suppletiva, inducendo secondo l’accusa l’ente pubblico in errore sulla reale situazione professionale.

Contestualmente, sempre secondo l’impostazione investigativa, la clinica avrebbe potuto beneficiare della professionalità del medico e del relativo giro di pazienti.

Il ruolo contestato a Cobellis, in qualità di amministratore della struttura, sarebbe dunque quello di aver consentito che il professionista svolgesse gli interventi chirurgici nella clinica privata, pur essendo formalmente legato da un rapporto di esclusività con il servizio sanitario pubblico.