Noya premiato a Roccapiemonte - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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Noya premiato a Roccapiemonte

Noya premiato a Roccapiemonte

L’applauso lungo e sentito dell’Aula Consiliare ha fatto da cornice a un momento dal forte valore simbolico. Tra studenti, docenti, istituzioni e cittadini, Mattia Villano – in arte Noya – è tornato nella sua città per ricevere un riconoscimento ufficiale dopo aver firmato uno dei brani in gara al festival di Sanremo. Un ritorno carico di significato, non solo per il traguardo raggiunto, ma per ciò che rappresenta: il percorso di un giovane talento che, partendo proprio da queste aule, è riuscito a portare il nome di Roccapiemonte su uno dei palcoscenici più importanti della musica italiana. Ad accoglierlo oltre alle istituzioni locali, c’erano gli insegnanti che lo hanno seguito nei primi passi tra pianoforte e violino, i familiari, gli amici e una platea di studenti degli istituti che lo stesso Mattia ha frequentato: l’I.C. “Mons. Vassalluzzo” e il polo liceale “B. Rescigno”. Un ritorno che ha assunto i contorni della testimonianza diretta, quasi un passaggio di consegne tra generazioni. Figlio dell’attore e regista Ciro Villano, Mattia cresce in un ambiente creativo ma sceglie presto una direzione precisa: la formazione accademica. Un percorso che oggi si riflette chiaramente nel suo lavoro, fatto di cura delle dinamiche sonore, attenzione alla spazialità del suono e equilibrio tra elementi acustici e digitali. «È un lavoro particolare», ha spiegato agli studenti. «Lavoro molto con i software musicali, ma anche con gli strumenti. È arrangiamento, costruzione in studio». Una definizione semplice per descrivere una figura complessa, che oggi unisce competenze da compositore, tecnico e regista del suono. Noya vive attualmente a Milano, dove collabora quotidianamente con LDA, Aka7even e altri autori del panorama pop italiano. La musica nasce nella quotidianità, nel confronto continuo, nelle idee che si sviluppano a qualsiasi ora del giorno. «È una dimensione dove il confine tra produzione e vissuto si assottiglia fino quasi a scomparire», ha raccontato. Il sindaco Carmine Pagano ha sottolineato come storie come questa rappresentino un esempio concreto per il territorio e per i più giovani, capaci di trasformare passione e studio in opportunità reali. La consegna della targa ufficiale ha suggellato la mattinata istituzionale, seguita da un lungo applauso e da un finale dal tono profondamente emotivo: il pubblico che intona insieme “Poesie clandestine”, poi foto, selfie e autografi, in un clima sospeso tra orgoglio e festa, quasi come se l’Aula Consiliare si fosse trasformata per un giorno in un piccolo palcoscenico. Rosita Gargano