di Erika Noschese
Lo sciopero generale dell’autotrasporto inizia a registrare le prime ricadute operative sulla rete distributiva della provincia di Salerno, delineando un quadro di sofferenza per la logistica dei beni di consumo. A tracciare la radiografia della situazione è Michele Mastromartino, giovane manager salernitano della Grande Distribuzione Organizzata, in particolare della catena di supermercati Etè e del Cash & Carry Moderna, che analizza lo stato dei rifornimenti tra blocchi stradali, tenuta dei magazzini e reazioni dei consumatori.
Sebbene i centri di distribuzione dispongano delle scorte necessarie per garantire l’autonomia alimentare, il fermo dei mezzi e l’adesione diffusa delle ditte del settore hanno congelato la merce nei depositi. La criticità principale risiede attualmente nel blocco della piattaforma freschi di Gricignano, snodo strategico da cui partono le categorie a breve conservazione – ortofrutta, carne, pesce e latticini –, per le quali i flussi quotidiani su gomma risultano interrotti e la vicinanza dei produttori locali inefficace.
A complicare la tenuta dei punti vendita si aggiunge il fattore emotivo: nelle ultime 24 ore si è verificato un incremento del traffico e dello scontrino medio, con acquisti concentrati su beni di prima necessità quali farina, pasta, acqua minerale e lievito. Un fenomeno di “panic buying” che rischia di accelerare la riduzione della profondità dell’assortimento sugli scaffali qualora la protesta dovesse protrarsi oltre le 48-72 ore. Di seguito, l’analisi del manager salernitano e il suo fermo invito alla responsabilità rivolto ai cittadini per evitare artificiali “effetti imbuto”.
Qual è la situazione attuale dei rifornimenti nei vostri punti vendita sul territorio salernitano? State registrando o prevedendo ritardi nelle consegne?
«Al momento, la situazione all’interno dei nostri punti vendita è sotto controllo. Le consegne della prima mattina sono andate a buon fine grazie alle partenze anticipate dai centri di distribuzione. Tuttavia, stiamo riscontrando criticità sui prodotti freschi, freschissimi, ortofrutta e surgelati: queste categorie partono dalla nostra piattaforma freschi, di Gricignano, che attualmente risulta bloccata. Più in generale, stiamo incontrando diffuse difficoltà nella ricezione della merce in entrata».
Quali sono i comparti merceologici più vulnerabili allo sciopero?
«I reparti più esposti sono inevitabilmente quelli legati al “fresco e freschissimo”, in particolare ortofrutta, carne fresca, pesce e latticini a breve scadenza. Per garantire la massima qualità ai clienti, questi prodotti viaggiano su gomma quotidianamente. Al contrario, i beni a lunga conservazione (come pasta, scatolame, farina, olio e surgelati) al momento non presentano particolari criticità di scorte essendo stoccati in ampie quantità nei nostri magazzini; tuttavia, anche per questi ultimi, l’attuale blocco in uscita dai magazzini rappresenta un ostacolo».
Quanti giorni di autonomia garantiscono le attuali giacenze di magazzino?
«Il problema principale, in questa fase, non è legato alle giacenze. Il nostro Centro di Distribuzione dispone di tutte le scorte necessarie; la vera criticità è che la merce risulta attualmente bloccata in magazzino e impossibilitata a partire».
La vicinanza dei produttori locali vi tutela rispetto ai blocchi dei trasporti su lunga percorrenza?
«Purtroppo no. Attualmente tutte le principali ditte di autotrasporto hanno aderito allo sciopero e le arterie stradali sono bloccate, rendendo inefficace anche l’eventuale vantaggio logistico della filiera corta».
Avete riscontrato fenomeni di panic buying o acquisti compulsivi?
«Nelle ultime 24 ore abbiamo notato un aumento dello scontrino medio e un incremento del traffico nei punti vendita; possiamo quindi confermare che sì, si è verificato il cosiddetto fenomeno del “panic buying”. Nello specifico, abbiamo registrato volumi di vendita ben superiori alla media per beni come farina, pasta, acqua minerale e lievito».
La direzione ha predisposto un piano straordinario per garantire la continuità dei beni essenziali?
«Ci stiamo rivolgendo a canali di approvvigionamento alternativi rispetto a quelli che utilizziamo abitualmente, con l’obiettivo specifico di aggirare i blocchi e ridurre al minimo i disagi per i consumatori. Si tratta tuttavia di un’operazione resa attualmente molto difficile dalle condizioni critiche della viabilità».
Il rincaro del carburante sta già impattando sui prezzi finali al consumo?
«È evidente che un aumento strutturale dei costi del carburante, nel lungo periodo, costringerà l’intera filiera agroalimentare a riparametrare i costi. Da parte nostra, tuttavia, continueremo a lavorare con il massimo impegno per limitare il più possibile l’impatto finale sul carrello della spesa dei nostri consumatori».
Qual è lo scenario peggiore ipotizzabile se lo sciopero dovesse protrarsi oltre le 48-72 ore?
«Lo scenario peggiore vedrebbe i supermercati caratterizzati da una drastica riduzione della “profondità assortimentale”».
Qual è l’invito reale che sente di fare ai cittadini salernitani?
«Il mio invito è di fare la spesa esattamente come si farebbe in una settimana normale, evitando gli accaparramenti. Questa corsa all’acquisto non fa altro che peggiorare la situazione: comprare più del necessario, infatti, genera un vero e proprio “effetto imbuto” artificiale che finisce per penalizzare l’intera comunità».





