
“È stato un complotto della camorra per farmi finire in carcere insieme al colonnello Cagnazzo, davamo troppo fastidio. Il giorno dell’omicidio Vassallo ero a una comunione a Roccarainola finita alle nove e mezzo di sera, e poi sono stato a un concorso di bellezza di mia figlia a Cancello Scala (luoghi distanti più di due ore di auto da Pollica, ndr)”.
Si difende così davanti alle telecamere de “Le Iene” – come riporta il sito web ilfattoquotidiano.it – Lazzaro Cioffi, l’ex brigadiere dei carabinieri di Castello di Cisterna, detenuto a Santa Maria Capua Vetere con una condanna definitiva a dieci anni per corruzione, favoreggiamento al clan Fucito e concorso in traffico di droga.
E dal 7 ottobre anche per una misura cautelare che lo accusa dell’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo insieme al colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e il collaborante di camorra Romolo Ridosso, tutti a vario titolo coinvolti in un traffico di droga trasportata via mare nel porto di Acciaroli e poi stoccata in un deposito a Torre Caleo, che Vassallo intendeva denunciare e fu ucciso per impedirgli di farlo. Ma per questo delitto Cioffi – che secondo un paio di pentiti ne sarebbe stato l’esecutore materiale – allude a un movente battuto nelle prime fasi delle indagini e subito abbandonato: quello della vendetta di un uomo tradito da una donna.
Giulio Golia ha intervistato Cioffi nel penitenziario militare di Santa Maria Capua Vetere il 21 gennaio con l’autorizzazione del Gip di Salerno. Il video è la sintesi di un colloquio durato circa sei ore.
“Non sono stato io a uccidere Vassallo” ribadisce Cioffi in uno dei passaggi dell’intervista che ripercorre a tutto tondo le indagini sul discusso ex carabiniere, per molti anni al lavoro in una squadra investigativa antidroga nel Parco Verde di Caivano.