L’Alfano I Wind Orchestra incontra Michele Mangani - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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Musica Spettacolo e Cultura

L’Alfano I Wind Orchestra incontra Michele Mangani

L’Alfano I Wind Orchestra incontra Michele Mangani
Di Olga Chieffi
Salerno è legata alla musica per fiati, in particolare alla banda.  Ricordiamo quella formazione d’eccezione, che era quella dell’Orfanotrofio Umberto I, il Serraglio, che schierava tra le sue file insegnanti e i migliori allievi della prestigiosa Scuola di Musica. Al Conservatorio “G.Martucci” di Salerno, negli anni d’oro del corso di strumentazione per banda, si tenevano master di esecuzione e composizione per questa formazione: si sono alternati nomi famosi del gotha di questo genere, Wesley J. Broadnax, Michele Mangani e  Marco Tamanini, John Climer e Lawrence Dale Harper, nei seminari e nei concerti tenuti a chiusura. Abbiamo ascoltato allievi e giovani direttori e, in particolare brani di compositori in carriera, usciti anche dal Martucci, e oggi possiamo solo guardare a quel passato “prossimo” che speriamo venga riattualizzato. I maestri guidano il futuro della musica e, domani sera, presso il Teatro Augusteo di Salerno, alle ore 20, si terrà un concerto dell’Orchestra di fiati del Liceo Musicale Alfano I con un direttore d’eccezione: il M° Michele Mangani, clarinettista, compositore, direttore e didatta, più volte intervenuto in città. L’orchestra di fiati del Liceo Alfano I, formata da più di sessanta elementi, è composta esclusivamente dagli studenti del Liceo, preparati dai professori Pasquale Occhinegro (flauto e responsabile dell’orchestra), Antonio Rufo (oboe), Aniello Rizzo (clarinetto), Francesco Ausiello (fagotto), Camilla D’Arco (sassofono) e Rocco Grimaldi, Umberto Fedullo, Gerardo Giordano, Vincenzo Pisano (ottoni), con la collaborazione di Rosario Barbarulo e Antonio Palmieri per le percussioni e concluderà offrendo alla città la scintilla ottenuta dal Maestro Mangani, nel corso delle prove. Durante il concerto verranno eseguiti proprio due brani dello stesso Mangani: “Il Baule dei Giochi” che ottenne al secondo posto al concorso “città del Sinnai” nel 2012, composto da tre movimenti: la scatola dei giochi, dal carattere cerimoniale, dove si trovano una bambola ballerina impersonata da un dolce tema e un trenino caratterizzato da un allegro finale, quindi Epopea cavalleresca, un grande affresco musicale che ci riporta in tempi lontani, cavalieri, principesse e castelli sono le immagini che immediatamente baleneranno dinanzi, immergendoci in un viaggio immaginario. La composizione si divide in tre parti: la parata dei cavalieri e partenza per la guerra, la Principessa triste e Il ritorno del Cavaliere. Una pagina capace di valorizzare il complesso bandistico in tutte le sue sezioni, dalle ance agli ottoni, alle percussioni. Il programma della serata prevede anche l’esecuzione di “Three Pieces for Symphonic Band” selezionato come brano d’obbligo al Concorso Bacchetta d’oro 2025, scritto dal salernitano Giovanni Lombardi. Articolato in tre movimenti (meraviglia – suspended – movement), la partitura adotta delle soluzioni personali e accattivanti di armonia e orchestrazione, giocando su contrasti dinamici e timbrici offerti dall’orchestra di fiati. Si passerà poi a un brano intriso di desiderio e suggestioni: “Licosa” di Angelo Sormani. Le tre sirene Leucosia, Ligea e Partenope, non riuscendo ad ammaliare Ulisse, vinte dal dispiacere, trovano la morte negli abissi marini. I loro corpi più tardi vengono trovati in tre zone distinte che portano d’allora i loro nomi: Partenope, oggi Napoli, Ligea, sulle coste calabre e Leucosia oggi isolotto di Licosa a Castellabate. Il brano descrive il viaggio di ritorno di Ulisse verso Itaca e la difficile prova a cui deve far fronte arrivato in prossimità dell’isola delle sirene. Il Dio del mare però, decide di restituire il corpo della ninfa Leucosia alla terra e lo adagia all’estremità del golfo di Salerno, sullo scoglio che prende il nome di isola di Licosa. Un brano, questo, dedicato all’Associazione Concerto Bandistico ‘Santa Cecilia’ di Castellabate per i festeggiamenti dei 170 anni di fondazione, articolato in un unico movimento secondo la struttura Adagio-Allegro-Adagio, che descrive il passaggio della nave di Ulisse vicino tra Scilla e Cariddi così come narrato da Omero: le sezioni lente descrivono l’avvicinamento e l’allontanamento dallo scoglio; la sezione veloce, invece, il momento del pericolo con le creature mitologiche. Il brano è caratterizzato dall’utilizzo di una conchiglia, la tòfa, evocazione del mare. Il concerto si chiuderà con “Cinecittà” di Daniele Carnevali, una composizione articolata in tre movimenti (Allegro, Adagio, Allegro) che si ispira, nei suoi moduli melodici e compositivi, alla musica da film italiana del secondo dopoguerra. In questo contesto si inseriscono come flash frammenti melodici tratti dalle pagine più note di Giuseppe Verdi. Queste citazioni compaiono a volte in netto contrasto a volte in simbiosi col contesto musicale, quasi a sottolineare la molteplicità di significati del verbo play, che sta ad indicare quel “gioco” serio che sveglia alla Vita (John Cage).

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