L'addio a Celeste e il giro al Vestuti - Le Cronache Ultimora
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L’addio a Celeste e il giro al Vestuti

L’addio a Celeste e il giro al Vestuti

Enzo Sica Oltre sessant’anni di passione per la sua Salernitana e quando si parla di Celeste Bucciarelli che ci ha lasciato nella giornata di ieri non si può non ricordarla proprio per il suo amore viscerale che ha avuto per i colori granata. Ma anche per l’affetto che c’è stato per la sua famiglia che è stato un altro pezzo dominante della sua vita. Quando oltre trent’anni fa con altre amiche cominciò ad entrare nello storico stadio di Piazza Casalbore, il Donato Vestuti, che poi era a pochi metri dalla sua abitazione in via Cacciatore mamma Celeste (così affettuosamentechiamata dopo dagli ultras che le hanno sempre voluto bene) iniziò a integrarsi in quel tifo quasi sempre maschile che si pensava potesse tenere lontano il gentil sesso. Ma no, lei si integra benissimo con il suo storico club Fedelissime granata, fondato nel 1985, dando quel qualcosa in più, sia in casa che in trasferta, per la sua squadra del cuore che diceva sempre con tanto orgoglio: <la Salernitana è femmina…>. Il lavoro come cassiera in storici locali salernitani, l’amore per il marito il ragionier Alberto Nocera, per il figliolo Vincenzo, per l’adorato nipote Alberto e per la Salernitana che ha seguito per anni in tutte le trasferte sobbarcandosi chilometri e chilometri in auto o in treno ed anche in aereo. Insomma quel bene viscerale che ogni mattina, fino a pochi giorni fa, esternava a tutti i tifosi di fede granata soffermandosi e trattenendosi per ore davanti al bar Sporting in piazza Casalbore per parlare sempre e costantemente della sua squadra di calcio. Ed anche se le cose in questo campionato di serie B non stavano andando bene lei era sempre fiduciosa confrontandosi spesso con il suo caro amico Salvatore Orilia, altro tifoso storico ed avendo un unico pensiero nel dire:<Salvatore ci salveremo, vedrai>. Tutto ciò ribadito anche a Breda ed ai calciatori granata nel corso dell’allenamento a porte aperte di una quindicina di giorni fa al Mary Rosy quando Alberto Cerri e tutta la squadra le regalarono una maglia granata con la scritta <Celeste> sulle spalle facendosi fotografare con lei. Insomma qualcosa di bello che nessuno poteva presagire potesse interrompersi l’altra sera quando le sue condizioni di salute, già critiche, sono peggiorate, c’è stato il ricovero in ospedale, poi il ritorno a casa dove la nostra cara Celeste, purtroppo, ci ha lasciato e da dove stamattina alle ore 11,30 partiranno i funerali con la bara che sarà portata dagli ultras della curva sud Siberiano prima all’interno del suo Vestuti e poi nella vicina chiesa di San Demetrio con la funzione religiosa che ci sarà alle ore 12. Tanti i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Celeste. L’ex direttore sportivo granata Walter Sabatini che l’ha conosciuta nella sua permanenza a Salerno nel primo anno della squadra in serie A ha detto: <Dispiace molto per questa grave perdita, una tifosa storica come Celeste che è stata sempre vicino alla squadra granata. E’ un momento triste per tutti e vorrei fare le condoglianze alla sua famiglia ed a tutta la tifoseria salernitana. Parole belle e sentite da parte del dirigente, apprezzate da tutti. E sempre a proposito dei tifosi oggi pomeriggio nel principe degli stadi, prima della gara contro il Palermo, sarà esposto uno striscione lungo che abbraccerà tutti i settori dello stadio proprio per ricordare, ancora una volta, mamma Celeste con un addio struggente. A rendere omaggio ieri sera anche l’allenatore dellla Salernitana Roberto Breda e il capitano Ferrari.

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