Francesco Aliberti per l’asse musicale Conservatorio Università - Le Cronache Spettacolo e Cultura
Spettacolo e Cultura Musica

Francesco Aliberti per l’asse musicale Conservatorio Università

Francesco Aliberti per l’asse musicale Conservatorio Università

L’Università di Salerno rinnova il suo legame con l’arte e la cultura e si fa palcoscenico. Al via “Musica UNISA – Concerti in Ateneo 2026”, rassegna di concerti che si terrà presso il Teatro “Filippo Alison”, progettata da Fulvio Artiano, direttore del Conservatorio “G. Martucci”, in sinergia col Magnifico Rettore, Virgilio D’Antonio, per rinsaldare il rapporto tra istituzioni che operano all’insegna dell’alta formazione e specializzazione, senza dimenticare l’esigenza di preservare un rapporto col territorio attraverso una variegata attività divulgativa. In scena l’eccellenza musicale del Conservatorio, in un prestigioso ciclo di otto appuntamenti che annovera tra i protagonisti i talenti emergenti e i maestri del Martucci in un mosaico di generi che spazia dalla musica antica al jazz, dai gruppi di percussioni, archi e fiati al repertorio pianistico, fino a toccare le corde del pop. Qui cantat bis orat: l’apertura della stagione, un debutto tra fede, passione e divertimento, è prevista per stasera alle ore 18, ed è affidata all’Ensemble vocale e strumentale di musica antica del Conservatorio, diretto al cembalo dal Maestro Francesco Aliberti, che tra l’altro si occuperà delle guide all’ascolto nei vari appuntamenti. Un viaggio tra sacro e profano nella cultura napoletana antica, un focus su una pagina decisiva della storia musicale non solo italiana, attraverso la lauda, la danza, la villanella e la canzone, fino alle soglie del melodramma. Piazza, chiesa e teatro abbattono i loro confini e diventano spazi interconnessi in cui fiorisce una musica che è occasione privilegiata di rapporto con Dio, senza rinunciare al diletto performativo, alla pedagogia del teatro, alla ricerca sul repertorio, alla gioia del vibrare insieme, a una spiritualità vitale e profondamente incarnata, autentica manifestazione dell’ethos cristiano. Il titolo del concerto riprende una celebre massima attribuita ad Agostino, riconducibile a un commento al Salmo 72 (Enarrationes in Psalmos 72,1): chi canta prega due volte. Non si tratta di una semplice esecuzione, ma di una vera e propria indagine antropologica, un’escursione spirituale che affonda le radici nell’adattamento dello spirito della Controriforma alla tradizione di Napoli. Il concerto vanta una dimensione europea, grazie alla recente collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia e la Warszawska Opera Kameralna, istituzioni che hanno ospitato gli studenti in un prestigioso contesto internazionale nel solco dell’implementazione degli scambi culturali promossi dal Conservatorio attraverso le iniziative del progetto Erasmus, per “veicolare la migliore immagine del Sud Italia nel mondo”, come sottolineato da Artiano. Il repertorio promette di trascinare il pubblico attraverso il giuoco barocco dei caratteri contrastanti e la commistione di strumenti colti e popolari – violini e mandolini, chitarre e percussioni – con un’alternanza di brani d’autore (Alessandro Scarlatti e Leonardo Vinci) a citazioni da Peppe Barra e Roberto De Simone, omaggiando anche altri compositori del passato: il maestro del colore, Emanuele Barbella, e la “colonna” di tutta la musica moderna, Arcangelo Corelli. Centrale è il tema della maternità, declinato attraverso la ricorrente figura di Maria, simbolo di fecondità e di amore per la vita intera. L’elevazione dell’anima non si vergogna di mescolarsi alla sensualità. La fede si interseca con un delicato erotismo. Tutto è sacro. Si dischiude la possibilità di una spiritualità che non teme barriere e realizza davvero, senza tradire un rapporto “pagano” con la natura e il cosmo, quel profetico compimento annunciato da Gesù e ribadito da Paolo, per cui nulla andrà perduto (Lc 21,18; Ef 1,10). Dopo l’evento inaugurale, la rassegna proseguirà fino a ottobre con cadenza mensile: il 18 marzo, spazio all’Ensemble di Percussioni e Archi; per il 23 aprile e il 17 giugno sono previsti due appuntamenti dedicati all’Ensemble Jazz/Pop; e ancora l’Orchestra d’Archi (21 maggio), l’Orchestra di Fiati (9 luglio) e un gran finale dedicato ai pianisti in un doppio appuntamento autunnale (24 settembre e 15 ottobre).