
“Le recenti e drammatiche rivelazioni emerse dall’inchiesta condotta dalla Direzione investigativa antimafia di Salerno, che ha portato all’arresto dell’ex sindaco Franco Alfieri e di altre nove persone, gettano una luce inquietante sul sistema di potere che ha governato la città. I reati contestati sono di una gravità senza precedenti, scambio elettorale politico-mafioso, tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione, porto e cessione di armi da guerra e comuni da sparo. Un panorama allarmante che merita una risposta altrettanto forte e risoluta”. Lo denuncia il presidente della ‘Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore’ Dario Vassallo, che chiede al ministro Piantedosi “di sospendere il voto per garantire legalità e trasparenza”. Perché “le indagini hanno rivelato un sistema radicato e pericoloso, dove la politica e la criminalità organizzata si intrecciano in un patto che minaccia la democrazia e la libertà dei cittadini. Il presunto accordo elettorale tra Alfieri e Roberto Squecco, pregiudicato esponente del clan Marandino, ha messo in luce il grado di infiltrazione mafiosa nelle istituzioni locali, minando la fiducia della popolazione nella sua classe dirigente”. Insomma – aggiunge ancora Vassallo – “la gestione del Comune di Capaccio Paestum da parte di Alfieri non può più essere considerata un atto amministrativo neutrale: è ormai chiaro che il potere è stato utilizzato per fini che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico e la tutela della comunità. Ma la gravità di quanto emerso non si ferma qui. È fondamentale che le indagini si estendano a tutti gli enti locali dove Alfieri ha avuto un ruolo di potere, come la Provincia di Salerno, il Comune di Agropoli e l’Unione dei Comuni”.