La cocaina si poteva pagare anche con la carta di credito, utilizzando il Pos di un’attivita’ commerciale. E’ uno dei particolari emersi da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza su un presunto traffico di droga tra la Val d’Agri, in Basilicata, e l’area metropolitana di Napoli, che questa mattina ha portato all’esecuzione di sette misure cautelari. Quattro persone sono finite in carcere e tre agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per un ottavo indagato il gip del Tribunale di Potenza ha disposto l’interrogatorio preventivo. Secondo quanto reso noto dalla Procura distrettuale del capoluogo lucano, guidata dal procuratore Camillo Falvo, uno degli indagati avrebbe messo stabilmente a disposizione dell’organizzazione criminale il terminale Pos della propria attivita’ commerciale, permettendo agli acquirenti di pagare lo stupefacente con carta di credito. Le somme incassate sarebbero state contabilizzate come corrispettivi di beni o servizi leciti, un sistema che avrebbe reso piu’ difficile ricostruire i flussi di denaro legati allo spaccio. L’operazione e’ stata eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Potenza, con il supporto delle unita’ cinofile, nei territori della Val d’Agri e dell’area metropolitana di Napoli. Gli indagati, insieme ad altri sette soggetti, sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di condotte connesse a un’associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di cocaina, operante prevalentemente in Val d’Agri e collegata a canali di approvvigionamento riconducibili all’area campana.






