Pagani/Nocera Inferiore. Prescrizione per gli imputati del processo “Jamm Jamm” dell’omonima inchiesta condotta dalla Dda salernitana per circa 30 imputati di cui 18, una decina di dieci anni fa, furono raggiunti da misure cautelari. Per la pubblica accusa il gruppo gestiva il gioco d’azzardo online nell’agro nocerino con a capo la famiglia Contaldo di Pagani conosciuta come “i Caccaviello” (imputati Antonio e i figli (Vincenzo e Giuseppe). L’istanza di prescrizione presentata dalla procura riguarda quasi tutti gli imputati (altri sono stati giudicati separatamente) meno che Ciro Barba, imprenditore assistito da Giovanni Falci che ha rinunciato all’estinzione del reato con udienza rinviata a ottobre del 2027: “Perchè il mio cliente non c’entra nulla e vuole essere assolto dal tribunale”, ha detto il difensore dell’imprenditore nocerino che è l’unico che resta sotto processo. Da ricordare che per Barba per questa inchiesta c’era stata anche una richiesta di arresto (rigettata dal gip). Secondo l’origine delle accuse mosse dalla Direzione Distrettuale Antimafia il sodalizio criminale aveva organizzato con sede operativa nell’agro nocerino sarnese ma operante sul territorio nazionale e in Basilicata e Calabria, la gestione e l’amministrazione in generale dei giochi on-line con piattaforme illegali di siti web esteri abusivamente attive in Italia in assenza della prescritta autorizzazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Il principale promotore, fu individuato in Antonio Contaldo 60 anni che unitamente ai suoi fratelli, figli e familiari avrebbe gestito diverse piattaforme e canali “on-line” per la raccolta delle scommesse clandestine e del poker su internet, creandone anche di proprie. E si sarebbe giovato di collaborazioni con altre organizzazioni operanti sul territorio nazionale quali quelle riconducibili ai fratelli Tancredi di Potenza e con soggetti contigui a cosche della ‘Ndrangheta calabrese, anche loro raggiunti dai provvedimenti emessi dalla Dda di Salerno dieci anni fa. Per sviluppare e imporre nella provincia di Salerno le proprie piattaforme di gioco si rivolgeva e si sarebbe associato a personaggi affiliati a clan camorristici del nocerino e della zona della Valle dell’Irno, nonché a pregiudicati con provata esperienza nel settore dei giochi on-line. I siti di gioco erano alterati in modo da rendere impossibile per il giocatore effettuare vincite apprezzabili. La rete dei punti gioco nella provincia di Salerno coinvolgeva esercizi commerciali di Pagani, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio e Sant’Egidio del Monte Albino mentre le proiezioni internazionali dell’organizzazione avrebbero spaziato dal Canada al Regno Unito, da Malta al Montenegro. Per l’attuazione dei fini illeciti dell’organizzazione i Contaldo avrebbero ottenuto supporto da diversi esercenti commerciali che “ospitavano” le illeciti piattaforme di gioco e di raccolta delle scommesse al fine di renderle fruibili al pubblico agevolando così il proposito delittuoso dell’organizzazione e assicurando cospicui profitti illeciti. E sempre secondo la pubblica accusa. I Contaldo avrebbero impiegato tali profitti, oltre che per continuare ad alimentare il programma delittuoso, anche per investimenti commerciali. In particolare era stato accertata la riconducibilità e la presenza di investimenti illeciti nel disco bar “Jamm Jamm” di San Valentino Torio che fu oggetto di sequestro da parte del Tribunale di Salerno. Inoltre nell’ambito dell’operazione erano state sottoposte a sequestro 23 attività commerciali – tra cui uno studio dentistico abusivo – e beni mobili registrati e furono oscurati 11 siti internet illegali. Quelle accuse tuttavia non avranno un seguito per sopraggiunta prescrizione come chiesto dal pm: a gennaio si scriverà la parola fine. Solo per Ciro Barba, figlio di ‘O Flaviano, ed ex assessore al Comune di Nocera Inferiore, il processo continuerà avendo rinunciato alla prescrizione.







