Citarella, il figlio di Gino ucciso dalla camorra - Le Cronache Provincia
Provincia Nocera Inferiore

Citarella, il figlio di Gino ucciso dalla camorra

Citarella, il figlio di Gino ucciso dalla camorra

Nocera Inferiore. Confisca pari a 13 milioni di euro a carico dell’imprenditore ed ex presidente della Nocerina Calcio Giovanni Citarella. Ad eseguire il decreto firmato dal Tribunale del Riesame di Salerno, su proposta della locale Dda (pm Rocco Alfano), sono stati gli uomini della Guardia di Finanza del comando provinciale i quali hanno posto sigilli anche a due imprese edili riconducibili al 59enne nocerino, già in passato colpito da misure di prevenzione patrimoniale. Il padre Gennaro, detto Gino, fu ucciso in un agguato camorristico negli anni Novanta. Il provvedimento fa seguito a un’altra misura di prevenzione patrimoniale disposta nell’ottobre del 2021 con cui erano stati sottoposti a vincolo cautelare beni e aziende, tra cui la Infrastrutture Stradali Scpa, per un importo stimato in 7 milioni di euro, poi confiscati in via definitiva dopo la pronuncia della Cassazione del 3 ottobre 2024. Secondo gli inquirenti, Giovanni Citarella è stato ritenuto “soggetto socialmente pericoloso” per essersi reso responsabile, negli anni, di intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti, corruzione, illeciti fiscali, oltre che di concorso in un tentato omicidio di stampo camorristico. Parallelamente, era stato giudicato sproporzionato il valore dei beni riconducibili, direttamente o per interposta persona, a Citarella rispetto ai redditi dichiarati tra il 1997 e il 2012. Sulla base di quanto emerso da concomitanti indagini e da approfondimenti investigativi del Gico delle Fiamme Gialle di Salerno, è stato possibile ricondurre a lui anche la Cieffe Lavori Srl e la Cieffe Costruzioni Srl, nonostante fossero formalmente rappresentate dal napoletano Francesco Caccavale di 57 anni (indagato per intestazione fittizia). Spiega la procura Antimafia; La dotazione patrimoniale di ultimi soggetti economici, costituiti in un periodo successivo a quello in cui si è manifestata la pericolosità sociale (1997-2012), è stata considerata un’oggettiva derivazione dell’accumulo di ricchezza illecita, in quanto ‘gemmazione’ di altre aziende finanziate ‘a monte’ con capitali proventi di reato. Gli accertamenti contabili eseguiti hanno fatto emergere che le due società di capitali avrebbero “ritratto le proprie risorse economiche e finanziarie, in fase di avvio della loro operatività, da alcune operazioni societarie straordinarie (scissioni e trasferimenti di azienda), realizzate da altre compagini societarie, riconducibili sempre a Citarella e avviate nell’arco temporale in cui questi si era reso autore di molteplici condotte illecite”. Per chi indaga, un ruolo di “effettivo dominus” di Citarella nella gestione delle società oggetto di confisca sarebbe emerso anche dalle intercettazioni telefoniche e telematiche, nonostante non comparisse nella compagine sociale né rivestisse cariche sociali. Gli inquirenti salernitani ritengono che la Cieffe Lavori Srl è Cieffe Costruzioni Srl, operanti sull’intero territorio nazionale nel settore della costruzione di infrastrutture stradali, nel periodo 2021/2024, sono state aggiudicatarie di appalti per un importo superiore ai 450 milioni di euro per opere da eseguire o in fase di esecuzione in Sardegna, Toscana, Lazio e Campania. Le società, attualmente gestite da amministratori nominati dal tribunale, stanno rispettando gli impegni contrattuali assunti con salvaguardia dei posti di lavoro dei vari dipendenti il che consentirà loro di incassare a completamento dei lavori oltre 73 milioni di euro.