Cirielli: Forza Italia non tradisca il centrodestra - Le Cronache Ultimora
Ultimora

Cirielli: Forza Italia non tradisca il centrodestra

Cirielli: Forza Italia non tradisca il centrodestra

di Erika Noschese

La campagna elettorale per il Comune di Salerno entra nel vivo, ma il centrodestra si presenta all’appuntamento tra ambizioni di rinnovamento e improvvise fibrillazioni interne. Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, analizza lo scenario politico con schiettezza, non risparmiando critiche agli alleati e puntando a scardinare un sistema di potere consolidato da decenni. Il fulcro della proposta politica del centrodestra è Gerardo Marenghi, professore universitario e professionista stimato. Tuttavia, l’unità della coalizione sembra aver subito un brusco rallentamento. “Inizialmente Forza Italia e Martusciello avevano detto che andava bene il candidato Gerardo Marenghi, anche pubblicamente gli avevano fatto i complimenti, poi c’è stato uno scontro in regione tra Lega e Forza Italia e Martusciello ha cambiato idea,” spiega Cirielli. “Speriamo cambi idea lui o Forza Italia. Noi, ovviamente, avevamo un accordo con il centrodestra sul nome di Marenghi e quindi proseguiamo per la nostra strada. Se c’è questo partito che adesso ha preso una posizione diversa, speriamo che da qui alla presentazione delle liste Forza Italia possa ricordarsi che è un partito di centrodestra”. Per il Vice Ministro, si tratta di un copione già visto: “Anche l’altra volta era Forza Italia a creare problemi; io sono ottimista, alla fine si è un po’ tribolato ma poi il centrodestra è stato unito. Mi auguro che possa accadere anche adesso. D’altronde, Fratelli d’Italia, la Lega, prima anche Forza Italia e Noi Moderati avevano individuato in Marenghi un professore universitario, un giovane professionista e un salernitano DOC. È una persona nata e cresciuta in questa città, una figura pulita che può interpretare l’ansia di rinnovamento”. L’analisi di Cirielli si sposta poi sulle priorità per la città, ferma da troppo tempo secondo l’esponente di governo. “Bisogna innanzitutto rilanciare un destino economico per creare lavoro. In questi venticinque anni ‘deluchiani’, ben 25.000 salernitani, soprattutto giovani, hanno lasciato la città perché qui si è solo costruito e non si sono invece realizzate iniziative economiche. L’ospedale è al collasso, ma la nuova giunta regionale mi sembra intenzionata a dare un taglio drastico con i disastri della sanità di De Luca; il futuro sindaco dovrà vigilare anche su questo. Siamo convinti che sia arrivato il momento di voltare pagina”. Secondo Cirielli, il panorama politico offre comunque diverse opzioni oltre al sistema vigente: “Mi sembra che ci siano anche altri candidati in alternativa, di centro e di sinistra, al regime di questi ultimi vent’anni. Spero che la città di Salerno voglia riprendere un percorso nuovo di sviluppo e di prosperità”. Non manca una risposta decisa alle critiche interne alla coalizione riguardanti le scorse regionali. “Sinceramente, io ho preso 50.000 voti in più delle liste e la mia civica ‘Cirielli Presidente’ ne ha ottenuti 50.000 senza preferenze. Parliamo di 100.000 voti su 750.000 totali: mi sembra ridicolo sostenere che un candidato che porta quasi il 20% dei voti in più possa essere considerato ‘sbagliato’. Io non avevo mai chiesto di essere candidato; quando me lo hanno domandato, l’ho fatto per cercare di dare una mano alla mia terra. Non ero in cerca di poltrone perché sono Vice Ministro degli Esteri, dove sto benissimo; purtroppo siamo in un momento tragico per il mondo e mi sento in dovere di fare bene in quel ruolo”. Cirielli sottolinea inoltre il nuovo clima di cooperazione istituzionale: “Con la nuova amministrazione stiamo collaborando nel rispetto dei ruoli. Bisogna dare atto al presidente Fico, ma anche al sindaco Manfredi e al vicepresidente, che stanno dialogando in maniera istituzionale col governo per risolvere i tanti problemi ereditati in questi dieci anni di malgoverno della Regione Campania. Noi cerchiamo di fare bene il nostro lavoro ed evitiamo personalismi. Forse, se avessero avuto la commissione speciale alla regione, saremmo stati bravi e io sarei stato un bravo candidato; siccome non l’hanno avuta, siamo diventati ‘cattivi’. Speriamo sia solo un momento e si torni a lavorare insieme senza rancori”. Sullo sfondo resta anche la competizione per la leadership interna alla coalizione in Consiglio Regionale. “Il capo dell’opposizione? Qualcuno premeva per averlo… io allora voglio fare il presidente della Conferenza Intergalattica che verrà tra mille anni! Il ruolo di capo dell’opposizione spetta al partito che ha espresso il presidente dal punto di vista politico o, dal punto di vista numerico, a chi prende più voti. Deve essere ancora votato, vedremo chi ne prenderà di più”. Sui temi caldi del territorio, come la vertenza delle Fonderie Pisano, Cirielli propone una visione pragmatica: “È evidente che bisogna coniugare il rispetto dell’ambiente con lo sviluppo economico e con gli interessi di chi ha creato un insediamento prima che gli amministratori di Salerno riempissero la zona di case. Una delocalizzazione è stata sempre chiesta anche dai proprietari dell’azienda e credo si debbano salvaguardare entrambi gli aspetti. Chi governava la regione e il comune per interposta persona ha una responsabilità: in tanti anni non è riuscito a trovare un sito alternativo. L’Italia e le moderne nazioni industriali hanno bisogno di acciaio e di ferro, non possiamo tornare al mondo bucolico. Oggi esistono tecnologie sempre più performanti dal punto di vista ecologico ed è giusto metterle in campo per produrre in maniera sostenibile”. In merito alla frammentazione delle candidature, il Vice Ministro non vede necessariamente un calcolo politico: “L’ingegnere Zambrano è una persona perbene e di qualità, meno male che ci sono persone così che si vogliono candidare. Lo stesso vale per Franco Massimo Lanocita, un grande professionista da sempre di sinistra; quella ‘sinistra buona’ che non fa gli scempi del clientelismo di questi anni, ma cerca di affrontare le dinamiche della società secondo una propria visione culturale. Non è la mia visione, ma la rispetto. Sono persone di qualità che hanno avuto la forza di ribellarsi qui a Salerno”. Infine, sulla discussa vicenda di Marco Nonno in Regione, Cirielli chiarisce: “Non è un ‘caso’, è una vicenda giuridica. La sua candidatura era stata accettata dalla Corte d’Appello e persino il ruolo sugli impresentabili aveva espresso parere positivo. Ora c’è una valutazione diversa ex post della Corte d’Appello che parla di decadenza. Sul piano politico, noi rivendichiamo la candidatura di Nonno perché è un leader popolare. La sua disavventura giudiziaria è frutto di una rivolta contro la riapertura di una discarica; la legge ha poi confermato che avevano ragione loro e che quella discarica non doveva essere riaperta per i danni ambientali. Moralmente ed eticamente ha fatto una battaglia per il suo territorio. Se ci sono stati errori giuridici – peraltro non c’è ancora una sentenza definitiva – vedremo le valutazioni. Noi siamo gente di legge, rispetteremo le indicazioni giuridiche e la Presidenza del Consiglio Regionale voterà sulla base delle risultanze”.