Ciccone: Sì per allineare l'Italia ai grandi modelli democratici - Le Cronache Attualità
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Ciccone: Sì per allineare l’Italia ai grandi modelli democratici

Ciccone: Sì per allineare l’Italia ai grandi modelli democratici

«Votare “Sì” significa finalmente allineare l’Italia ai grandi modelli democratici occidentali. Per noi avvocati, che viviamo ogni giorno le aule del Tribunale di Salerno o della Cittadella Giudiziaria, la separazione delle carriere non è un capriccio punitivo verso la magistratura, ma l’attuazione del principio del giusto processo previsto dall’Articolo 111 della Costituzione». A dirlo l’avvocato Lello Ciccone, promotore dell’incontro in programma domenica 15 marzo al Saint Joseph per il sì al Referendum Giustizia.

Avvocato Ciccone, perché un professionista del diritto e un cittadino di Salerno dovrebbe votare “Sì” a questa riforma costituzionale?

«Votare “Sì” significa finalmente allineare l’Italia ai grandi modelli democratici occidentali. Per noi avvocati, che viviamo ogni giorno le aule del Tribunale di Salerno o della Cittadella Giudiziaria, la separazione delle carriere non è un capriccio punitivo verso la magistratura, ma l’attuazione del principio del giusto processo previsto dall’Articolo 111 della Costituzione. Non può esserci un “terzo imparziale” se il giudice e l’accusa appartengono allo stesso corpo professionale, condividono lo stesso organo di governo e, fino a ieri, potevano scambiarsi i ruoli. Il cittadino deve avere la certezza che chi lo giudica sia culturalmente e professionalmente distinto da chi lo accusa. I fautori del “No” sostengono che questa riforma non risolve i problemi della giustizia. Io dico che intanto pone le premesse perché si parta da una base corretta per affrontarli e risolverli. Siamo all’inizio di un percorso che dovrà portare, spero in tempi brevi, a una giustizia giusta, rapida e alla certezza del diritto. Sono problemi che anche qui a Salerno sono molto avvertiti dagli addetti ai lavori e soprattutto dai comuni cittadini».

Una delle critiche principali riguarda il sorteggio per i membri del Csm. Non si rischia di perdere competenza a favore del caso?

«Al contrario, il sorteggio è l’unico antidoto efficace contro il “correntismo” che ha logorato la credibilità della magistratura negli ultimi anni. Salerno ha una storia giuridica nobile, ma non possiamo ignorare che il sistema delle correnti ha spesso privilegiato l’appartenenza politica o associativa rispetto al merito. Il sorteggio restituisce dignità al singolo magistrato, liberandolo dal debito di gratitudine verso le “cordate” per ottenere scatti di carriera o incarichi direttivi. È una scommessa sulla libertà del magistrato. C’è inoltre una cosa che dobbiamo tenere sempre presente: non è un mistero che la sinistra ha storicamente affermato un disegno strategico in cui è centrale il concetto di egemonia. Che doveva essere culturale e mirante anche a condizionare il ruolo delle istituzioni. Era questo il disegno gramsciano non essendoci in Italia le condizioni per una rivoluzione comunista come era avvenuta in Unione sovietica. La magistratura è stato uno degli obiettivi di questo disegno».

La riforma introduce anche l’Alta Corte Disciplinare. Qual è il vantaggio per il sistema?

«Attualmente il potere disciplinare è esercitato dallo stesso Csm, ovvero da colleghi che spesso siedono nella stanza accanto. L’istituzione di un’Alta Corte esterna garantisce che la responsabilità professionale dei magistrati sia valutata da un organo terzo e autorevole. È una questione di trasparenza: chi sbaglia deve rispondere davanti a un giudice che non sia il suo “compagno di corrente”. Questo rafforza l’indipendenza della magistratura sana, che è la stragrande maggioranza».

Tornando a quanto lei accennava prima, si dice che questa riforma non accorcerà i tempi dei processi. Cosa ne pensa?

«È vero che la velocità dipende anche da risorse e digitalizzazione, ma la riforma agisce sulla qualità e sull’efficienza organizzativa. Avere due Csm distinti (uno per i giudici e uno per i Pm) permetterà una gestione più mirata delle risorse e delle piante organiche. Inoltre, un giudice che nasce e muore come tale svilupperà una specializzazione e una terzietà psicologica che oggi, in un sistema ibrido, è più difficile da preservare. La fiducia dei cittadini nella giustizia è il primo motore per far funzionare la macchina; senza fiducia, anche il processo più veloce appare come un’ingiustizia».

Un ultimo appello ai suoi concittadini e colleghi salernitani.

«Salerno è una città che ha sempre amato la libertà e il diritto. Questo non è un referendum “contro” i magistrati, ma “per” una giustizia moderna. Bisogna spiegare ai cittadini che un giudice distante dall’accusa è la massima garanzia per l’imputato, ma anche per la parte offesa. Il 22 e 23 marzo abbiamo l’occasione storica di completare l’architettura della nostra democrazia. Votare Sì significa scegliere un processo dove la legge è davvero uguale per tutti, anche nella forma».

Cosa l’ha portata a organizzare questo convegno a più voci nella sua città con autorevoli relatori, come si coniuga col suo anche recente impegno politico-elettorale?

«Quando pochi mesi fa sono stato onorato del consenso di tanti cittadini alle elezioni regionali, l’ho inteso non come un traguardo, ma come un mandato preciso: portare la voce del nostro territorio, delle nostre professioni e della nostra sete di giustizia nelle sedi che contano. Oggi, quel mandato mi impone di metterci la faccia su una battaglia che è nel dna della nostra coalizione e della nostra storia politica. Per questo motivo, ho voluto organizzare un incontro di altissimo profilo. Non sarà una passerella, ma un momento di approfondimento con relatori prestigiosi che hanno scelto Salerno per lanciare un messaggio forte. La presenza di queste personalità a Salerno è il segno che il nostro peso politico è cresciuto e che la nostra città è diventata un laboratorio centrale per la riforma dello Stato. Non lasciamo che altri decidano per noi. La giustizia è un tema che tocca l’impresa, la famiglia, il futuro dei nostri giovani. Ai cittadini che intendono esprimere un voto responsabile e informato, dico: “Vi aspetto per dimostrare, ancora una volta, che Salerno sa essere protagonista della stagione delle riforme. Il vostro sostegno alle urne è stato l’inizio; la vostra presenza a questo incontro sarà la forza con cui porteremo il Sì alla vittoria».