Caso Paistom, Simona Corradino: "Oltre al danno, la beffa - Le Cronache Attualità

di Arturo Calabrese

Il caso del concorso Paistom riaccende il dibattito a Capaccio Paestum. Per certi versi, sembra di essere tornati indietro a un anno fa, quando stava iniziando la campagna elettorale e gli schieramenti erano ben diversi, ma alcuni temi venivano già trattati. A farlo era l’allora candidata a sindaco Simona Corradino, che parlava dei dipendenti della Paistom e delle difficoltà per molti di loro.

Oggi, dopo i problemi riscontrati per il concorso indetto da Palazzo di Città, la stessa dice la sua: «Capaccio Paestum è un territorio complesso e meraviglioso allo stesso tempo, con potenzialità al di sopra della media, abitato da donne, uomini e bambini che meritano di essere felici – il pensiero – questo dovrebbe indurre gli amministratori a lavorare per una società giusta e libera perché solo in un contesto sano è possibile attivare la voglia di crescere e di migliorarsi, di investire nei molteplici settori che caratterizzano il nostro territorio. Invece succede che, nonostante tutto quello che è accaduto e che ancora pesa come un macigno sulla storia amministrativa e finanziaria di Capaccio Paestum, l’amministrazione comunale e l’Azienda Speciale Paistom avviano fantasiose procedure amministrative per la creazione di liste di persone da impiegare: non si sa quando, non si sa in che modo, non si sa con quali soldi.

Ma questo è stato scritto: la lista resterà solo una lista di nomi di persone senza alcun diritto all’assunzione – ragiona il consigliere di minoranza, unica eletta in quel ruolo ad essere rimasta tale – e allora accade che le persone che vorrebbero solo avere una vera opportunità di lavoro, credendoci ancora, si ritrovano a sostenere “prove selettive”, a sedersi a cinquant’anni e più in banchetti per rispondere a quiz per dimostrare di saper fare quello che hanno fatto per decenni e questo perché la politica di ieri così come quella di oggi non ha voluto e non ha saputo renderli liberi e felici.

Pur di continuare a gestire un potere amministrativo triste e solitario, si decide di proseguire nell’inganno. L’errore è a monte, quando non si è stati capaci di distinguere il tipo di rapporto di lavoro subordinato e somministrato, impostando un atipico avviso a mo’ di concorso pubblico che manca di equità, meritocrazia e legittimità.

Si fa il gioco delle tre carte tra Comune, l’azienda pubblica Paistom e la società privata Gi.Group, determinando due soli dati di fatto – argomenta Simona Corradino – liste che non hanno e non possono avere alcun valore per la società privata e illusioni di assunzioni da parte della società pubblica che non saranno soddisfatte né direttamente né indirettamente perché il piano di riequilibrio parla chiaro: l’Ente comune è in predissesto.

Resta l’amarezza di donne e uomini che hanno sperato in una risoluzione ma che, ancora una volta, sono stati raggirati e, al danno, la beffa – conclude – hanno dovuto pagare anche 20 euro».

Anche Carmine Caramante, già candidato sindaco e oggi voce ufficiale dell’amministrazione, interviene nel merito con un lungo post social nel quale non manca il solito e ormai ripetitivo riferimento alla stampa, quella stessa stampa che, a seconda della convenienza, viene ritenuta a volte libera e a volte faziosa. «Il lavoro somministrato è a tutti gli effetti un rapporto di lavoro subordinato. La somministrazione di lavoro è un rapporto in cui un’agenzia autorizzata assume lavoratori per inviarli, in regime di subordinazione, presso un soggetto utilizzatore.

Il lavoratore subordinato ha gli stessi diritti e retribuzione dei dipendenti diretti, con il potere direttivo esercitato dall’utilizzatore, in questo caso Azienda Speciale partecipata al 100% dal Comune. Così come specificato dalle normative, in seguito all’espletamento della selezione in corso e alla formazione di apposita short list – chiosa – i dipendenti/operai saranno assunti direttamente dalla Paistom e in quota non superiore al 30%, così come previsto dalle normative, attraverso agenzie di somministrazione».