«Sono convinto che si tratti di un grosso equivoco. Sono certo che Pietro non c’entri nulla con questa storia». La solidarietà arriva dagli amici ed ex colleghi di partito a Pietro Cardella, destinatario dell’unico avviso di garanzia notificato nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato all’ex presidente della Provincia di Salerno, Antonio Iannone. Ad esprimere vicinanza all’ex staffista di Iannone, Rosario Peduto, coordinatore (dimissionario) cittadino dei Fratelli d’Italia: «Mi sembra una ricostruzione abbastanza assurda. Pietro era all’epoca la persona più vicina al presidente Iannone ed uno dei punti di riferimento in Provincia di Salerno e alla Federazione. Penso che in tempi bravissimi la vicenda si chiarirà». In pratica secondo l’autorità giudiziaria Pietro Cardella avrebbe posizionato la bomba molotov ritrovata davanti alla sede di Fratelli d’Italia in corso Garibaldi a Salerno. Ad “incastrarlo” le impronte che la Digos ha ritrovato sul pacco bomba. Un unico elemento, a quanto si apprende, che avrebbe convito la Procura di Salerno ad iscrivere Cardella sul registro degli indagati con le pesanti accuse di minacce ed intimidazioni. L’atto sarebbe stato notificato qualche giorno fa, seppur non si esclude che nei prossimi giorni potrebbero emergere ulteriori novità. Secondo la ricostruzione dei fatti, «Pietro quella mattina avrebbe ritrovato e poi trasportato all’interno il pacco, attendendo l’arrivo di Antonio Iannone prima di avvisare le forze dell’ordine», ricorda Peduto. Ecco perché sarebbero state trovate le impronte. Ma alla base mancherebbe il movente. «Penso che sia errato – prosegue Peduto – accostare le ultime scelte compiute da Pietro Cardella nell’ambito politico. All’epoca non c’erano contrasti. Anzi era uno dei momenti d’oro di Fratelli d’Italia e lui era uno dei più stretti collaboratori di Antonio Iannone. Ogni mattina era lui che apriva la sede provinciale, per poi spostarsi a Palazzo Sant’Agostino. Quindi non immagino quale motivazione ci potrebbe essere alla base di questo gesto. Ripeto: per me si tratta di una bufala o semplicemente di un atto dovuto in considerazione del ritrovamento delle impronte sul pacco». Di recente Pietro Cardella aveva rimesso tutti gli incarichi all’interno di Fratelli d’Italia e si era avvicinato alla Lega di Salvini. «Ma questo – ribadisce Peduto – è storia recente che non ha nulla a che fare con il periodo oggetto dell’inchiesta».
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