Campagna: Virginia Luongo: Serve un cambio di passo - Le Cronache Attualità
Attualità Campagna

Campagna: Virginia Luongo: Serve un cambio di passo

Campagna: Virginia Luongo: Serve un cambio di passo

di Mario Rinaldi

 

 

Il Comune di Campagna, dopo il terremoto politico avvenuto a seguito delle dimissioni di dodici consiglieri davanti a un notaio di Eboli che hanno determinato lo scioglimento del consiglio comunale e la conseguente caduta del sindaco Biagio Luongo, si prepara alla nuova tornata elettorale in programma la prossima primavera. In attesa della nomina del commissario prefettizio, i consiglieri firmatari delle dimissioni iniziano a scaldare i motori in vista dell’appuntamento elettorale e a spiegare le ragioni che hanno portato a questa drastica scelta, che ha portato di fatto a una sfiducia nei confronti del primo cittadino, seppur non avvenuta nella sede istituzionale del Civico Consesso. A parlare è l’ex assessore Virginia Luongo, che col rimpasto dello scorso mese di ottobre aveva ricevuto la delega ai lavori pubblici ed è stata una delle firmatarie delle dimissioni.

Un vero e proprio terremoto politico a Campagna. Lei è tra i firmatari delle dimissioni che hanno fatto cadere l’amministrazione Luongo. Perché si è giunti a tanto?

“Le dimissioni sono state formalmente presentate dai consiglieri del mio gruppo, e io ne ho tempestivamente condiviso le motivazioni. Non è stata una decisione improvvisa. Nel tempo si era creato un progressivo indebolimento della maggioranza e una difficoltà evidente nel trasformare il confronto politico in scelte realmente condivise.

Il rimpasto era nato come un tentativo di rilancio, ma con il passare dei mesi è emersa una criticità più profonda: l’effettività della delega. Nonostante la mia nomina ad assessore, i nostri atti di indirizzo e le richieste di chiarimento non sempre trovavano seguito concreto. Si discuteva a lungo su questioni di dettaglio, mentre su scelte rilevanti – come il trasferimento del servizio idrico ad ASIS – non vi è stato un confronto preventivo, neppure con l’assessore al ramo. È un tema che i consiglieri di Campagna Coraggiosa avevano già formalmente evidenziato nei documenti che hanno preceduto le dimissioni: diverse decisioni, pur corrette sotto il profilo formale, non erano precedute da un reale confronto politico all’interno della maggioranza. In questo contesto è maturata una scelta che è stata prima di tutto politica: garantire l’effettiva rappresentatività delle decisioni assunte dalla Giunta e dal Sindaco”.

L’ormai ex sindaco ha dichiarato di aver accolto le proposte dei gruppi di maggioranza dando il via libera al rimpasto di giunta, nel quale è stato inserito anche il suo nome. Quindi, cosa non è andato?

“Il rimpasto è stato un passaggio importante e inizialmente il gruppo Campagna Coraggiosa lo aveva considerato un segnale di apertura. Tuttavia, con il tempo è emerso che la questione non riguardava solo la composizione della Giunta, ma il funzionamento complessivo dell’azione politico – amministrativa. Avere un assessore di riferimento è utile, ma non sufficiente se non c’è un reale coinvolgimento nelle decisioni e un flusso chiaro e tempestivo delle informazioni. Il punto non era occupare un ruolo, ma poterlo esercitare pienamente. Per me la nomina non rappresentava un traguardo personale, bensì una responsabilità verso la Città. Se non si hanno strumenti concreti per incidere, il ruolo rischia di restare solo formale. La questione, quindi, non riguardava semplicemente le persone, ma il metodo. E quel metodo, nonostante i tentativi di riallineamento, non è cambiato in modo sostanziale”.

Ora c’è il commissario fino alle prossime elezioni. Cosa accadrà in questo arco temporale?

“Il commissario garantirà la continuità amministrativa e la gestione ordinaria dell’Ente, assicurando il funzionamento dei servizi e il rispetto degli adempimenti previsti dalla legge. È una fase prevista dall’ordinamento quando un’amministrazione si interrompe prima della scadenza naturale del mandato e va affrontata con senso delle Istituzioni. Mi auguro che questo periodo consenta alla città di vivere una fase di maggiore serenità e di prepararsi alle prossime elezioni con un confronto più chiaro e costruttivo sul futuro di Campagna”.

Nuove elezioni, lei è stata già candidata sindaco ed assessore uscente. Si ricandiderà per tentare la scalata a Palazzo di Città?

“In questo momento parlare di candidature personali sarebbe prematuro. La priorità è riflettere su quale progetto amministrativo possa nascere per la Città e su quali basi programmatiche e politiche. Le persone vengono dopo il progetto. Se ci saranno le condizioni per costruire un percorso serio, fondato su chiarezza, competenza e reale condivisione delle scelte, ogni valutazione verrà fatta con senso di responsabilità. Oggi il tema non è “chi”, ma “come” si vuole amministrare Campagna nei prossimi anni”.

Quale futuro vede per Campagna?

“Campagna è una Città con grandi potenzialità, ma anche con criticità strutturali che richiedono un cambio di passo. La sua ampia estensione territoriale comporta esigenze molto diverse tra centro, frazioni e aree rurali. Servono infrastrutture efficienti, servizi adeguati, manutenzione programmata, sostegno alle attività produttive e una gestione moderna delle risorse. Ma il nodo vero, a mio avviso, è culturale. Non possiamo continuare a gestire una realtà complessa con logiche del passato. I giovani non possono essere coinvolti solo in campagna elettorale e poi esclusi dai luoghi decisionali, o – se investiti di cariche politiche – ascoltati solo marginalmente. Se non creiamo condizioni reali per valorizzarne competenze e merito, continueranno a cercare altrove le opportunità che qui non trovano. Una comunità che si limita a conservare ciò che resta, senza innovare alla radice, rischia lentamente di perdere energie e prospettive. Serve un cambio di mentalità: più responsabilità, più apertura, più fiducia nelle competenze. Solo così possiamo trasformare le criticità in occasioni di crescita. Il futuro di Campagna dipende dalla capacità di avere coraggio: non difendere il passato, ma costruire il domani”. Una Virginia Luongo abbottonata, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni nette circa la sua futura posizione politica. Anche se in molti pensano che potrebbe presentarsi all’appuntamento elettorale nelle vesti di candidata sindaco.