“Russia ‘chiusa in un vicolo cieco’ da aiutare con un’uscita onorevole, Zelensky ridicolizzato, l’Ucraina come parte ‘interna’ della storia russa, la NATO come aggressore (con annesse ricostruzioni storiche fantasiose), le armi all’Ucraina come provocazione, e il ricatto nucleare come argomento per chiudere il discorso. Il nuovo punto di riferimento dei riformisti. Sull’Ucraina quasi peggio di quello dei progressisti (Conte). Sempre più ‘Campo Lavrov'”. Lo afferma il leader di Azione, Carlo Calenda, parlando di Vincenzo De Luca, all’indomani dell’intervento del sindaco di Salerno alla Leopolda organizzata da Renzi a Firenze










